Ettore: il gatto dei pescatori di Viareggio

Sul molo di Viareggio c'è una statua dedicata al gatto Ettore che per 19 anni ha frequentato quei posti ed è rimasto nel cuore di tutti.

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Oggi vogliamo raccontarvi una storia d’amore iniziata nel 1997 e che, sicuramente, perdurerà per tutta la vita. É la storia del gatto Ettore e dell’amore per la sua città: Viareggio. Ma, non solo! É la storia di un amore che accomuna tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere Ettore, in un percorso lungo ben 19 anni.

Tutto ha inizio in una giornata come tante, quando sugli scogli venne trovata una scatola di cartone con dentro dei piccoli gattini. Fra i tanti, ce n’era uno tigrato che venne adottato da tutti coloro che frequentavano il molo e le zone vicine.

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Tutte le persone che vivevano, lavorano o semplicemente frequentavano questi posti, hanno visto crescere il piccolo Ettore. Tutti lo nutrivano, gli rivolgevano la parola ed Ettore era ben contento di concedersi alle carezze e alle coccole.

Divenne anche un po’ la mascotte dei pescatori che ogni giorno prendevano il largo alla ricerca di pesce. Infatti, Ettore, ogni giorno aspettava i pescatori che rientravano al molo, sempre nello stesso punto. E loro, ben contenti di vederlo, gli cedevano una piccola parte del loro pescato.

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Ma, c’era un uomo, Alfredo Serni, con cui Ettore aveva instaurato un rapporto particolare! Infatti il signor Alfredo, oltre a sfamarlo come il resto degli abitanti, si era preso l’incarico di provvedere alla sua salute e alle sue cure.

Ed è il proprio il signor Alfredo, a rendersi conto, che Ettore stava vivendo gli ultimi giorni della sua vita terrena. Quindi, lo prese e lo portò in una struttura, situata più in collina, dove si sarebbero presi cura di lui fino alla fine dei suoi giorni.

Ettore attraversò il ponte il 15 Dicembre del 2016. Venne sepolto in un oliveto che rivolgeva lo sguardo al molo e al mare. Tutte le persone ne rimasero profondamente scosse, ma soprattutto il signor Alfredo, che pianse a lungo per la perdita di Ettore. Sua figlia, Paola Serni, coinvolta emotivamente dal comportamento del padre, pensò ad un modo per omaggiare il gatto Ettore. Le venne in mente un’idea che racchiudesse la passione principale del gatto. Ovvero costruire una statua e posizionarla nel punto esatto in Ettore ogni giorno aspettava i pescatori che rientravano con il pescato.

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L’idea fu ben accetta da tutti e in alcuni bar e attività commerciali di Viareggio, si cominciarono a raccogliere soldi per finanziare il progetto. Un’amica della signora Paola, Nadia Cupisti, cominciò a dipingere dei sassi, raffiguranti Ettore, da vendere, per poter così contribuire al finanziamento del progetto.

Poi, dato che questa idea fece un po’ il giro della città, Arcaplanet decise di diventare lo sponsor ufficiale di questa iniziativa. Sempre in onore di Ettore, si decise, inoltre, di sostenere il gattile Asav, dove Ettore visse il suo ultimo periodo,  fornendogli mensilmente il cibo necessario.

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L’incarico di realizzare la statua fu affidato a Giuseppe Del Debbio, scultore, decoratore, grafico e insegnante dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze.

Lo scultore, amante dei gatti e venuto a conoscenza della commovente storia di Ettore e di quanti lo conobbero, decise di eseguire il lavoro senza alcun compenso. Coinvolse anche la “Fonderia d’Arte Del Giudice Leonardo”, abili nell’eseguire la tecnica della fusione a cera persa. Insieme dettero vita alla statua di Ettore, che venne posizionata sul molo di Viareggio.

Non passa giorno che, chiunque si trovi davanti alla statua, non pensi in qualche modo al gatto Ettore, così affezionato alla città e ai suoi abitanti. Ettore, il gatto dei pescatori, rivive ogni giorno in questa statua.

Potete vedere anche un video fatto da NoiTV Rete Versilia, con le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto.