Gatto punto da un’ape: che cosa bisogna fare per aiutare Micio

I felini sono dei predatori. In casa gli animali da cacciare sono gli insetti. Cosa fare se il gatto viene punto da un'ape? Tutti i dettagli e i rimedi

gatti randagi

I felini amano cacciare gli insetti e giocarci, ecco allora che diventa facile che il nostro amato gatto venga punto da un’ape. Come facciamo a riconoscere i sintomi e a sapere come intervenire? Il nostro obiettivo è proprio quello di fare un po’ di chiarezza e rispondere a questa domanda.

Le probabilità di un incontro ravvicinato con un insetto si moltiplicano quando il nostro amico a quattro zampe ha la possibilità di uscire fuori in giardino o di fare delle piccole gite fuoriporta. Vista la possibilità di una reazione allergica, la tempestività nell’intervento può fare la differenza.

Uno sguardo di insieme

puntura ape gatto

Il gatto che viene punto da un’ape, potenzialmente, rischia grosso. La possibilità di uno shock anafilattico, infatti, è sempre dietro l’angolo e – soprattutto se si tratta dalla prima esperienza – non possiamo sapere come reagisce il nostro amico a quattro zampe. Sapere cosa fare in ottica di pronto soccorso, allora, potrebbe addirittura salvargli la vita.

La prima cosa da escludere quindi è l’eventualità di conseguenze di una certa entità. Una reazione allergica, infatti, richiede delle cure mediche tempestive. Il nostro veterinario di fiducia o la clinica più vicina se non abbiamo alternative, quindi, possono fare al caso nostro. Corriamo a controllo se notiamo:

  • Affaticamento o respiro con l’affanno;
  • Muso gonfio;
  • Respirazione accelerata o respiro affaticato;
  • Gonfiore del muso;
  • Gengive o mucose pallide;
  • Episodi di vomito (soprattutto nei cinque o dieci minuti successivi alla puntura) dopo essere stato punto) o diarrea;
  • Battito cardiaco debole o accelerato;
  • Svenimento.

La prima cosa da fare è capire se il nostro adorato Fido sia stato punto o meno da un’ape. Questo tipo di puntura è diversa da quella di una vespa o di un calabrone e saperla riconoscere è importante per sapere che approccio adottare nell’interesse del cane.

Come intervenire?

Se abbiamo assistito all’episodio ma non siamo in grado di identificare la specie, possiamo restringere il campo seguendo delle linee guida. Le vespe, infatti, in genere, non lasciano il pungiglione, le api sì. Sarebbe, quindi, il caso di individuarlo e rimuoverlo.

Il veleno delle api, inoltre, è acido; quello delle vespe alcalino. Di conseguenza, se non siamo certi dell’origine, è meglio non utilizzare sostanze acide o alcaline per neutralizzarlo. Niente bicarbonato di sodio o aceto.

Individuiamo l’area in cui il gatto è stato punto da un’ape, o presunta tale, e cerchiamo i segno di gonfiore, dolore o rossore. Oltretutto, se il sospetto che le punture siano più di una, portiamolo il prima possibile dal veterinario per una visita di controllo, l’eventuale conferma e la somministrazione della terapia più indicata.

Il primo soccorso

gatto debole

Sapere cosa fare in caso di emergenza è fondamentale per una gestione responsabile della nostra piccola palla di pelo. L’attacco di un’ape rientra nei casi in cui è bene intervenire tempestivamente: quelli che definiamo di primo soccorso. Se affettivamente è un’ape l’autrice dell’aggressione, il pungiglione è ancora dentro e continua a rilasciare veleno. La prima cosa da fare, quindi, è cercare di rimuoverlo.

Somiglia a una piccola scheggia nera e va raschiato con un’unghia delicatamente. Anche un coltello da burro o il bordo del bancomat potrebbero fare al caso nostro e del nostro malcapitato Fido. Non pensiamo di utilizzare delle pinzette o le dita: potremmo provocare un’ulteriore fuoriuscita di veleno.

Il potere dei rimedi naturali

Posto i fatto che se abbiamo a che fare con un gatto punto da un’ape la soluzione ideale sarebbe affidarlo immediatamente all’esperienza del veterinario di fiducia, se non abbiamo la possibilità di farlo velocemente e lui ci dà il proprio benestare telefonico, potremmo cominciare a intervenire noi per arginare gli effetti dannosi dell’episodio in questione.

Applichiamo un impacco freddo sulla zona sofferente. Questo può lenire l’infiammazione e diminuire il gonfiore. Avvolgiamo l’impacco o alcuni cubetti di ghiaccio in un panno e tieniamolo sulla puntura per circa cinque minuti. A questo punto togliamolo e lasciamo riposare la parte per altri cinque minuti. Si tratta di fasi alterne che vanno assecondate per l’ora immediatamente successiva all’accaduto.

Applichiamo un impasto di acqua e bicarbonato di sodio, mescolando tre parti di bicarbonato con una di acqua e applica il composto una volta ogni due ore, finché il gonfiore non si riduce. Una precisazione è d’obbligo però: non seguiamo questa procedura se non siamo sicuri che si tratti della puntura di un’ape. Nel caso in cui si dovesse trattare di una vespa, infatti, è meglio affidarsi al potere dell’aceto di mele. Qualsiasi sia la soluzione adatta, facciamo attenzione che la soluzione che non entri a contatto con gli occhi del gatto.

Approcci successivi

gatto bianco che dorme

Se il gatto è stato punto da un’ape ed è stato soccorso tempestivamente, non ci resta altro da fare che monitorare le sue condizioni di salute. Se il gonfiore aumenta o si diffonde, l’intervento dello specialista diventa inevitabile, più che necessario.

Per alcuni giorni dopo l’accaduto dobbiamo prestare attenzione a ogni possibile segno di infezione, come l’arrossamento, la presenza di pus oppure il peggioramento del gonfiore nei pressi dell’area interessata.

Potrebbe darsi anche che lo specialista, e solo lui, decida di prescrivere il Benadryl. È un medicinale il cui principio attivo – la difenidramina – contrasta l’infiammazione, il prurito e il disagio provocati da questo spiacevole incidente. Il dosaggio appropriato da somministrare al felino lo stabilirà il suo veterinario e nessun altro. Non improvvisiamo con medicinali che contengono altri principi attivi, poiché altre sostanze studiate ad hoc per l’uomo possono rivelarsi dannose o anche fatali.

Se l’esperto lo ritiene opportuno, il gel puro di aloe vera può risultare molto valido. Assicuriamoci che non ci siano anche altri ingredienti, come alcol o lozioni, e facciamo attenzione che non entri a contatto con gli occhi della nostra piccola palla di pelo.

Avvertenze e consigli

Nel caso in cui in gatto venga punto da un’ape, evitiamo la somministrazione di qualsiasi antidolorifico per uso umano – come l’aspirina, il paracetamolo oppure ibuprofene. Fanno parte di quei medicinali che possono danneggiare molto gravemente Miao, nei casi più gravi facendolo anche morire. Ecco perché è bene affidarsi allo specialista e non prendere iniziative personali, indipendentemente dalle intenzioni più che nobili.

Non applichiamo oli essenziali sulla lesione: anche loro sono dannosi per i felini, soprattutto se li ingeriscono mentre si occupano della loro igiene. Infine, se nel giardino ci sono molte api o altri insetti che possono pungere, parliamo con il veterinario dell’eventualità di somministrare all’esemplare in questione delle dosi preventive di Benadryl prima di farlo uscire all’aperto. Infatti, ripetute punture di insetti in un lasso di tempo breve possono essere legate a un alto rischio di effetti collaterali.