Come si riconosce un gatto territoriale?

Riconoscere un gatto territoriale è semplice, basta fare attenzione ad alcuni suoi comportamenti. Vediamo insieme quali sono e cosa fare

I comportamenti del gatto ci appaiono spesso strani. A volte li etichettiamo come solitari e diffidenti, invece se imparassimo a conoscerli meglio, ci accorgeremmo che molto spesso si tratta semplicemente della loro natura. Dietro ad ogni comportamento, infatti, c’è una ragione.

Per micio l’ambiente in cui vive è molto importante. Lo individua, lo fa suo e quando ha deciso che ha trovato il luogo giusto in cui vivere fa di tutto per tenere gli estranei al di fuori del suo territorio. Ecco perché si parla di gatto territoriale. È una caratteristica che fa parte della natura di questo piccolo felino e la mantiene anche se è un animale domestico che vive in casa. Ci sono alcuni segnali che ci fanno capire se siamo in presenza di un gatto territoriale. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Il rapporto tra il gatto e il territorio

Il gatto è un animale territoriale, questo significa che per lui l’ambiente in cui vive è di fondamentale importanza. Solamente se si sente al sicuro in un determinato luogo, può cominciare ad interagire anche con altre presenze, sia che si tratti di umani che di suoi simili.

La territorialità deriva dal fatto che il gatto è un animale predatore e questo si ricollega all’istinto di sopravvivenza. Per vivere infatti sa che ha bisogno di mangiare e può cacciare le sue prede solamente se è sicuro che non ci siano pericolo per se stesso all’interno dell’ambiente in cui opera. Inoltre è importante che non si avvicinino altri predatori, perché quello è il suo territorio.

Questo comportamento del gatto si presenta spesso anche in casa. Un animale domestico non ha certo bisogno di cacciare per mangiare, anzi è forse fin troppo coccolato dagli esseri umani che se ne prendono cura nel migliore dei modi. Il cibo è assicurato, una ciotola con l’acqua fresca e pulita è sempre pronta, la cuccia è confortevole, la lettiera è pulita, che altro desiderare? Proprio niente, ecco perché il gatto territoriale non vuole che qualcosa o qualcuno minacci il suo “regno”.

Infatti quando si trova in natura il gatto individua un’area in cui è presente tutto ciò di cui ha bisogno e la suddivide in zone. C’è quella per dormire, quella per mangiare, quella in cui cacciare, quella per riprodursi e così via. La tana è il centro del territorio del gatto. È il luogo sicuro per eccellenza, quello in cui rifugiarsi. Inoltre il gatto nel suo “regno” realizza una rete di percorsi regolari e fissi, come ad esempio i punti in cui schiacciare un pisolino. E ricordiamo che il sonno è una fase fondamentale della giornata di micio.

La grandezza del territorio che il gatto decide di occupare dipende dalla disponibilità di cibo presente. Se c’è abbondanza, allora va bene anche uno spazio più piccolo, se invece il cibo scarseggia deve allontanarsi e occupare più spazio per procurarselo.

Il comportamento del gatto territoriale, come riconoscerlo

Il gatto territoriale lascia dei segni inequivocabili. Ce ne sono alcuni “buoni” e tendenzialmente innocui e altri che invece possono diventare pericolosi se sfociano nell’aggressività.

Come abbiamo già accennato, il gatto tende a segnare i limiti del proprio territorio tramite l’odore. A volte sono degli odori che noi esseri umani non riusciamo a percepire, ma servono a tenere lontani gli altri animali dal proprio territorio. Finché Micio strofina il suo musetto sugli oggetti, non è una cosa tanto grave. Se però comincia a graffiare mobili e urinare fuori dalla lettiera per marcare il territorio con l’odore della sua pipì, allora la cosa può diventare più seccante e difficile da gestire.

In alcuni casi, il gatto arriva persino a graffiare, litigare e mordere. Non solo, ma potrebbe anche mettere in pratica comportamenti di stalking e agguati soffiando, ringhiando, mordendo o semplicemente fissando un altro gatto. Tutti atteggiamenti che fanno pensare ad un gatto aggressivo che voglia stare dal solo. Ecco perché spesso si dice che il gatto è un animale solitario. Niente di più sbagliato. Ama la sua indipendenza, questo è vero, ma il gatto è capace di empatizzare con gli alti gatti.

Tutti questi comportamenti servono solamente a mandare un messaggio ben preciso: stare alla larga dal suo territorio. Ricordiamoci che i gatti usano il linguaggio del corpo per comunicare e dai loro atteggiamenti e gesti possiamo capire cosa vogliono dirci.

Infine i gatti stabiliscono un vincolo affettivo con lo spazio in cui vivono, ecco perché lo marcano con dei segnali olfattivi che probabilmente voi non percepite ma i suoi simili sì. È anche un modo per organizzare lo spazio e orientarsi. Dopo tutta questa fatica, sembra quasi scontato che l’arrivo di un nuovo membro in famiglia, sia un bebè che un altro animale, non sia ben visto dal gatto, perché questo rischia di rompere gli equilibri che ha creato con tanta meticolosità e pazienza. Non preoccupatevi, però, quando avrà ristabilito i suoi confini, tutto tornerà tranquillo come prima.

Quali sono i segnali territoriali per il gatto?

Passiamo adesso a fare una breve carrellata di tutti i segnali che il gatto territoriale mette in atto per evidenziare il confini del suo ambiente.

Abbiamo già detto che l’odore è fondamentale per il gatto. Ecco perché utilizza i feromoni per mandare dei messaggi ai suoi simili. Di conseguenza marcare il territorio con la pipì è il primo segnale di un gatto territoriale. I punti che hanno il suo odore sono quelli invalicabili, oltre non è consentito andare. Il metodo più innocuo per noi, è la marcatura tramite sfregamento, soprattutto del mento, sugli oggetti individuati come punto di confine. In questo caso noi esseri umani difficilmente percepiremmo l’odore e in ogni caso non ci toccherebbe pulire l’urina fatta fuori dalla lettiera. Inoltre questo segnale ha anche un effetto di auto-rassicurazione per il gatto stesso, infatti passandoci accanto è come se si sentisse a casa sua.

Un altro metodo utilizzato dal gatto che vuole segnare il suo territorio è la graffiatura. I graffi lasciati su oggetti e mobili – cosa di cui voi sicuramente non sarete felici – servono appunto a segnare il limite dello spazio che loro hanno individuato come di loro proprietà.

Infine, un altro segnale molto evidente  del gatto territoriale è rappresentato dai miagolii insistenti e prolungati, come il suono di una sirena. Se li sentire, probabilmente un estraneo, che sia un gatto o un altro animale, è entrato nel territorio del vostro micio. Se invece i motivi sono altri, potete anche insegnare al gatto a miagolare piano, per evitare fastidi.

Cambiare ambiente per un gatto è una cosa molto stressante. Se cambiate casa, se modificate la disposizione dei mobili o alterate gli odori domestici, per esempio, con una nuova tinteggiatura delle pareti, il vostro micio non riconoscerà più il suo territorio. Soltanto con tanta pazienza il gatto riuscirà a segnare nuovamente i confini del suo territorio.

Cosa fare se il gatto è territoriale

Un gatto territoriale non ama intrusioni. Forse con il tempo imparerà ad accettare la vostra presenza, ma ci sono animali o anche persone che micio rifiuterà, probabilmente per l’odore che emanano. Ecco perché spesso il vostro gatto sfocia in comportamenti aggressivi.

Questo può dipendere da una cattiva educazione alla socializzazione nei primi mesi di età. I primi tre mesi di vita infatti sono fondamentali per la formazione del carattere del micio. È importante che li trascorra con mamma gatta. È proprio in questo periodo che il gatto viene abituato in modo graduale alla convivenza con gli altri animali, a partire dai propri fratellini e sorelline, e alla presenza degli esseri umani in casa. Inoltre noi molto spesso produciamo dei rumori che sono fastidiosi per il gatto e se li facciamo all’interno del suo territorio (ad esempio quando passiamo l’aspirapolvere), può reagire male anche perché ha paura. Se avesse vissuto con la mamma, sarebbe stata lei ad insegnargli che non sono pericolosi.

Quando tutto questo non è accaduto, è necessario desensibilizzare il gatto a rumori che percepisce come molesti o persone e animali che vede come nemici. È un processo che può richiedere del tempo e tanta pazienza. Rivolgervi ad un professionista del comportamento è una buona soluzione. 

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