Giardia nel gatto: sintomi e terapia

La Giardia nel gatto è un parassita comune e decisamente insidioso per i felini: eccone esaminate le principali caratteristiche.

gatto beve da una pozzanghera

La giardiasi è una malattia intestinale diffusa in alcuni animali tra cui cani e gatti, e che può essere trasmessa anche all’uomo (non direttamente ma tramite le feci infette). A colpire i nostri amici gatti è la Giardia, un protozoo spesso presente in acque inquinate, pozzanghere e stagni che si annida nell’intestino tenue del gatto restandoci anche per molto tempo.

La giardia nel gatto non è fatale ma può causare parecchi problemi al nostro felino. In questo articolo esamineremo i sintomi della giardiasi e la relativa terapia.

Diffusione della malattia

La giardiasi si diffonde più spesso tra i gatti randagi e nelle comunità molto affollate da animali, ma anche in gattili poco puliti. I gattini vengono facilmente infettati per via oro-fecale, poiché tendono a leccare dappertutto. Il parassita si riproduce in modo massiccio nell’intestino degli animali, e da 4 a 16 giorni dopo vengono espulse con le feci delle cisti altamente infestanti che possono sopravvivere nell’ambiente anche per diversi mesi.

Sintomi

Poiché alcune Giardie sono normalmente presenti nell’intestino del gatto, la giardiasi è spesso asintomatica negli adulti. Nei gattini e nei gatti anziani, che hanno difese immunitarie inferiori, i sintomi della giardia sono:

  • Diarrea persistente e maleodorante, caratterizzata da feci molli e chiare e a volte con muco; la presenza di sangue nelle feci può indicare un’infestazione da vermi;
  • Vomito;
  • Dimagrimento;
  • Perdita di appetito;
  • Letargia;
  • Mancata crescita nei piccoli.

Rischi

Il decorso della giardia nel gatto può durare alcune settimane. Se non trattata tempestivamente, la giardiasi può causare debilitazione cronica nel nostro gatto.

Terapia

Non è semplice diagnosticare l’infezione da Giardia nel gatto perché gli eventuali esami delle feci possono risultare spesso in dei falsi positivi dovuti a:

  • Assenza di cisti infettanti nello specifico campione prelevato, poiché esse non vengono espulse con regolarità anche in caso di infezione;
  • Interazioni con eventuali farmaci antidiarroici somministrati in modo approssimativo;
  • Cattiva conservazione del campione e sensibilità delle cisti alle basse temperature.

Una volta raggiunta una diagnosi certa, preferibilmente tramite il test ELISA, il veterinario darà indicazioni specifiche sulla terapia per il gatto a seconda della gravità del disturbo. Si consiglia anche un’accurata disinfestazione della casa, in modo da ridurre l’eventualità di ricadute, e di evitare di far bere il proprio micio da stagni, pozzanghere e sorgenti a rischio.