Influenza aviaria nel gatto: sintomi, cause, diagnosi e cure

Mantenere in salute i pelosi è di estrema importanza; ecco cos'è l'influenza aviaria nel gatto; cosa fare e come comportarsi correttamente

Tutti sono consapevoli del periodo complicato che il mondo sta vivendo per colpa della pandemia da Covid-19; anni fa però un altro virus ha sconvolto il mondo, ovvero l’aviaria, che ha interessato diverse specie. Ecco quindi cosa è l’influenza aviaria nel gatto e come questa si manifesta nei pelosi. La salute dei piccoli è davvero molto importante e per questo è necessario conoscere le malattie, per riuscire a sconfiggerle.

Cos’è l’influenza aviaria?

Per influenza aviaria si intende un tipo di malattia dei volatili, provocata da un virus influenzale di tipo A; il sottotipo H5N1 interessa e colpisce in particolar modo i volatili. Questa può essere sia di forma lieve, con una bassa o nulla letalità, che di forma grave con elevata mortalità; la differenza dipende dal tipo di ceppo e dai fattori di salute del soggetto che ospita il virus. Ad esempio i volatili di tipo acquatico sono più resistenti al virus, rispetto al pollame di tipo domestico. Per quanto concerne la trasmissibilità ai mammiferi, questa risulta essere abbastanza rara, ma no nulla. Tuttavia una volta che il mammifero ha contratto la malattia, la percentuale di mortalità è davvero elevata. Anche per quanto concerne la trasmissibilità ai gatti risulta rara, ma anche in questo caso, non è nulla.

I gatti possono contrarre l’infezione

Sfortunatamente, come già accennato, l’influenza aviaria nel gatto esiste e il gatto può essere affetto da questa malattia. Anche recentemente si è parlato di Coronavirus del gatto: come riconoscerlo; purtroppo infatti è stato appurato che i virus tendono ad insinuarsi in diversi soggetti viventi, indipendentemente dalla specie. Può soltanto cambiare l’intensità e la gravità della sintomatologia. Ritornando all’aviaria, i pelosi possono contrarre la malattia o per via respiratoria o per via orale. Un modo ad esempio per essere infettati da tale malattia è ingerire un volatile infetto; di conseguenza anche il gatto che si nutre contrae inevitabilmente il virus. I principali segnali clinici che si manifestano ad un soggetto aggetto da aviaria sono febbre, Dispnea nel gatto: cause, sintomi e rimedi: tutto quello che c’è da sapere, apatia, letargia, congiuntivite e morte improvvisa; in altri casi sono stati anche segnalati problematicità neurologiche quali atassia e maneggio circolare.

Diagnosi e gestione della malattia

In caso di influenza aviaria nel gatto risulta indispensabile rendere noto il problema ai servizi pubblici veterinari; il veterinario vi consiglierà di informare o informerà direttamente l’Istituto Zooprofilattico del territorio di appartenenza; questi poi daranno istruzioni più precise su come muoversi e procedere in modo corretto. È bene precisare che questa malattia ha un’alta contagiosità, per questo è necessario non soprassedere. Il veterinario inoltre procederà alla sedazione del gatto; questo risulta necessario per riuscire a fare un tampone al peloso.

Esistono diversi tipi di tamponi per questo tipo di virus. È possibile infatti effettuare un tampone orofaringeo, nasale e/o rettale. Inoltre il veterinario preleverà un esame delle feci per eseguire l’esame del PCR. Il veterinario durante questa procedura dovrà prestare parecchia attenzione e deve seguire un rigido protocollo, per evitare la diffusione del virus. Il veterinario dovrà etichettare i contenitori di plastica dove sono presenti i campioni; dovrà inoltre disinfettarli con alcol, prima di inserirli all’interno delle buste per il trasporto.
Nel caso in cui gli esami risultano tutti positivi, il gatto risulterà di conseguenza positivo al virus. In questo caso si dovrà isolare il gatto e si dovranno attuare tutte le misure anti-contagio. Bisogna poi eliminare qualsiasi contatto fisico e se questo deve avvenire, è necessario indossare i guanti, maschera e occhiali di protezione. Risulterà poi necessario disinfettare tutto gli oggetti che sono entrati a contatto con il gatto, da quelle personali a quelle in comune.

Precisazione su un eventuale vaccino e prevenzione

Il virus inoltre risulta sensibile ai comuni disinfettanti, per questo è consigliabile l’uso. Sfortunatamente per l’influenza aviaria nel gatto non esiste alcun vaccino, per questo la prevenzione risulta essere indispensabile. In caso Gattini, quali vaccini bisogna fargli? Cosa sapere, punto per punto è indispensabile; non esistono però vaccini che coprono da tutte le malattie. Inoltre è totalmente sconsigliata l’assunzione di carne o pollo crudo. Nell’eventualità in cui nella vostra zona di residenza si fosse presentato un caso di aviaria felina, risulta indispensabile non fare uscire il gatto da casa; inoltre bisogna scrupolosamente attenersi alle misure di prevenzione, fornite dagli organi competenti.

Caso specifico di un gatto infetto

Dopo aver parlato in linee generali dell’influenza aviaria nel gatto, è giunto il momento di entrare nello specifico; nel 2006 in Germania, più precisamente su un’isola del Mar Baltico, è stato rinvenuto il cadavere di un gatto che è risultato poi essere positivo al virus. Probabilmente il gatto sarà entrato in contatto con degli animali selvatici infetti, più probabilmente un gabbiano. In quelle zone infatti sono stati numerosi i contagi di questo virus tra animali selvatici.

Unico caso al mondo di contagio da gatto a uomo

Una volta compresi i rischi dell’influenza aviaria e dell’influenza aviaria del gatto, risulta doveroso parlare dell’unico caso al mondo in cui un uomo è stato contagiato da un gatto. Negli Stati Uniti, un uomo, un veterinario che aveva in cura il gatto, è stato contagiato da un sottotipo dell’influenza A, il cui ceppo è H7N2. Il contatto con il felino infetto ha fatto in modo che anche il veterinario venisse infettato. Sempre negli Stati Uniti è avvenuto poi un secondo caso di H7N2 ma non è chiara la provenienza animale; quello che risulta certo però è che non è avvenuta alcuna trasmissibilità da uomo a uomo. Bisogna tuttavia sempre tenere a mente che il contagio tra gatto e uomo ha sempre una percentuale molto bassa; probabilmente il veterinario sarà erroneamente entrato a contatto con le secrezioni dell’animale infetto. Si presume quindi che il contagio è avvenuto per via indiretta.

Conclusione

In definitiva ecco cos’è l’influenza aviaria nel gatto e quanto questa sia contagiosa. È bene ricordare che i contagi tra gatto e uomo sono bassi, ma non sono nulli. La salute dei pelosi dipende soprattutto dalle attenzioni che mettono i padroni nella cura dei pelosi. Questa è una malattia che ha un tasso alto di mortalità e per questo risulta necessario attuare una tattica di prevenzione. Sfortunatamente non esistono vaccini per evitare che un gatto possa contrarre il virus e le cure a volte possono non risultare bastevoli. Il virus infatti ha numerosi ceppi e si adatta all’organismo dell’ospite. Nel caso in cui doveste notare la sintomatologia di questa malattia, risulta necessario portare il gatto dal veterinario e attuare tutte le manovre di contenimento. Anche se il virus ha una bassa trasmissibilità da gatto a uomo, è comunque indispensabile essere molto prudenti; questo per evitare che la trasmissibilità possa aumentare.

È bene inoltre precisare che l’influenza aviaria non è stata sconfitta; nel 2020 infatti si sono verificati diversi casi di influenza aviaria in aziende avicole. Inoltre o contagi sono avvenuti anche tra uccelli selvatici, non solo in Germania, ma anche in alcune zona dell’Europa orientale. Per qualsiasi altra informazione o delucidazione in merito è necessario rivolgersi al parere di un veterinario; esistono tantissime malattie ancora che non sono state sconfitte, ma che sono tenute sotto controllo. Decidere di vivere con un gatto è una scelta che richiede parecchia responsabilità e altrettanta attenzione; per questo bisogna attuare tutto ciò che è necessario per fare in modo di godere a lungo della compagnia del peloso.