Kolo: il gatto infermiere

Il gatto Kolo, passa la maggior parte delle sue giornate nel reparto di emergenza dell'ospedale di Bristol; e regala a tutti una carezza.

gatto-con-bambino

Il gatto Kolo, regala a tutte le persone ricoverate, in attesa di visita e a tutto lo staff  del reparto di emergenza dell’ospedale di Bristol, una carezza o semplicemente uno sguardo. Si rende così utile a far trascorrere un po’ di felicità e di spensieratezza a tutte le persone che soffrono.

Nel Southmead Hospital a Bristol, Inghilterra, c’è una figura davvero insolita che si aggira tra le sale dell’ospedale. Non è un medico, non è un poliziotto, non è un infermiere, ma, un adorabile gatto soriano di nome Kolo.

Kolo è diventato parte integrante dello staff e riesce a sonnecchiare nei posti più disparati che siano il bancone della reception, dentro ai cestini portadocumenti, sotto i cartelli che segnalano che il pavimento è bagnato.
Riesce a tirar fuori il buonumore a tutte le persone che ogni giorno passano al dipartimento di Emergenza dell’Ospedale.

gatto-su-sedia

Non disdegna infatti di essere coccolato e accarezzato ed è quindi diventato una vera mascotte dell’ospedale.
Ma Kolo non è un gatto randagio, ha una famiglia che si prende cura di lui e che lo ricopre di amore.
Vi chiederete allora: Perché Kolo gironzola da solo per l’ospedale?

gatto-con-due-poliziotti

Presto detto, infatti il giardino dell’ospedale e quello della casa dei proprietari di Kolo (fam. Gillies) sono comunicanti e, dato che Kolo ama girovagare, non disdegna di fare una capatina all’ospedale.
La proprietaria di Kolo ha creato una pagina Facebook: “the Adventures of Kolo” dove, oltre a pubblicare gli scatti di Kolo che le vengono mandati dai tanti pazienti che ogni giorno passano all’ospedale, ha voluto rendere consapevoli le persone che Kolo non è un randagio, ma che ha una famiglia.

gatto-con-bambino-e-coperta

Infatti la famiglia di Kolo si è imbattuta molto spesso in post, su pagine Web dove vengono segnalati animali scomparsi o trovati a girovagare soli, che parlavano proprio di Kolo e di come trovargli al più presto una famiglia.
Sulla pagina Facebook di Kolo continuano ad arrivare ogni giorno, inoltre, messaggi di gratitudine per l’operato del fantastico micio.

gatto-con-stampante

Ad esempio, una infermiera, Jess-Ann Gray, ha ringraziato Kolo per averle dato una coccola e un sorriso prima di iniziare un turno di 12 ore.
Un altro commovente post di ringraziamento arriva dalla signora Leanne Pitt, che condividendo una foto di suo figlio Leo insieme a Kolo, lo ha ringraziato per aver fatto la differenza nelle interminabili ore di attesa.

gatto-con-bambino-sorridente

Il figlio della donna infatti soffre della sindrome da deficit di attenzione e iperattività, e grazie a Kolo è riuscito a vivere più serenamente le ore di attesa che lo separavano da una visita.

Juliette Hughes, il capo del dipartimento di emergenza di Southmead Hopsital, ha inoltre scritto una recensione satirica sull’operato di Kolo. Lo ha infatti incoraggiato a tornare per il carattere così amorevole con le persone bensì risulta un po’ troppo pigro e aggiunge, scherzando, che il sonnecchiare non è in linea con l’etica dello staff. Ma, dato che riesce ad infondere un sorriso a tutti, gli abbonano questa carenza!

gatto-che-dorme-dentro-a-cestino

Insomma ancora una volta rimaniamo stupiti dai comportamenti che i gatti mettono in atto nei confronti delle persone bisognose.

gatto-a-conferenza

Concludiamo dicendo che alcune regioni italiane permettono l’entrata in ospedale da parte di un animale, anche se devono essere tenute a mente alcune accortezze. Infatti gli animali da affezione possono avere contatto con il degente sulle aree comuni del piano in cui la persona è ricoverata (alcune aree sono totalmente vietate) , nei parchi esterni della struttura ospedaliera, nelle zone di accettazione. I gatti dovranno stare nel trasportino e se liberati, devono essere tenuti al guinzaglio e regola che vale per tutti gli animali, devono essere ben spazzolati e puliti. Naturalmente queste sono delle linee generali, ogni Regione ha messo appunto determinate norme.