Si può portare il gatto in spiaggia o è meglio evitare?

Ogni vacanza va pianificata nel dettaglio, tenendo conto delle esigenze di tutti. In tal senso si può portare il gatto in spiaggia? Vediamo costi e benefici

Con l’arrivo dell’estate viene voglia di recarsi al mare per rilassarsi e prendere un po’ di sole. Chi ha quindi la dolce compagnia di un amico a quattro zampe dovrebbe apprendere tutto ciò che è necessario sapere in materia.

La scelta dipende quasi esclusivamente dall’indole di Miao e dal rapporto che siamo stati in grado di instaurare con lui. Ci sono esemplari che odiano l’acqua e altri che, contrariamente a quanto si possa immaginare, si divertono tantissimo a nuotare e giocare a mare o al lago.

È importante conoscere la legge che ci dice se si può portare il gatto in spiaggia in un determinato luogo, ed è fondamentale utilizzare qualche accorgimento per prevenire eventuali insolazioni o incidenti di vario tipo.

Utopia o realtà

gatto a mare

Si può portare il gatto in spiaggia? Intanto risulta necessario fare una distinzione tra le spiagge pubbliche e quelle private gestite dai vari lidi. Non solo ci sono norme nazionali, ma anche regionali e comunali che possono variare e che è bene conoscere se non si vogliono cattive sorprese nel bel mezzo del soggiorno o della gita.

Portare il gatto in vacanza è possibile, ma chiediamo prima di tutto al veterinario di fiducia (che conosce anche eventuali pregressi clinici e caratteristiche di razza che possono incidere sulla decisione finale. Non sono tutti e tanti (anche se il numero cresce ogni anno di più) gli stabilimenti balneari che solitamente accettano la presenza degli amici a quattro zampe. Facciamo attenzione anche a eventuali distinzioni tra Micio e Fido. Nell’immaginario collettivo, e soprattutto per una questione di più facile gestione, è maggiormente considerata la presenza del cane e non del gatto.

Cosa dice la legge

gatto disteso al sole

Inoltre è importante prestare la giusta attenzione alle parole che vengono usate all’interno di leggi e regolamenti interni. Succede spesso che la nostra piccola palla di pelo, certamente munita di pettorina e guinzaglio, non possa sostare, ma solamente transitare dalle spiagge e dalla battigia del lido in questione.

Infatti, capita spesso che ci siano zone private e aree pubbliche. Le prime sono gestite da singoli cittadini che hanno una propria autonomia, le seconde dal Comune. Il punto cruciale è individuare uno spazio libero, se esiste nella località scelta, per poter portare con sé il proprio amico a quattro zampe.

Di norma, nessuno può negare il transito, nemmeno le forze dell’ordine. Dobbiamo però prendere alcune accortezze, come far circolare il nostro adorato Micio in sicurezza. Senza che leda la libertà altrui ed entri a contatto con soggetti che non ne hanno piacere.

A meno che non si sia completamente da soli – e nemmeno, visto che non possiamo prevedere l’eventuale arrivo di qualcun altro – il felino (ma vale anche per i cani) deve essere tenuto sempre stretto a noi, anche se è dotato di guinzaglio allungabile. La mancata osservanza delle normative in materia potrebbe costarci una multa piuttosto salata.

Superata la zona privata e raggiunta la spiaggia libera, possiamo finalmente tranquillizzarci; ma non dobbiamo mai abbassare la guardia. Abbiamo la responsabilità di tutti gli attori in gioco. Miao compreso. Colui che consideriamo famiglia, infatti, non ha la percezione di quello che può accadere e dei pericoli a cui può andare incontro: spetta a noi proteggerlo. A tal proposito, può tornare utile sapere come abituare il gatto al trasportino. La prudenza non è mai troppa e, anche se ci rechiamo nella zona libera, è necessario avere completa padronanza della situazione.

Il ruolo del Comune

gatto al guinzaglio

Portare il gatto in spiaggia è possibile? Non è una risposta di immediata individuazione o, perlomeno, non è scontata. È vero, infatti, che non esiste nessuna legge dello Stato che vieta l’accesso del nostro amico in spiaggia, ma non esiste neanche una legge che non lo vieta. Spetta infatti al Comune di competenza regolamentare l’argomento in questione. Il benessere dei pelosi e la loro presenza sempre più costante nella vita di noi umani stanno diventando un argomento sentito e, di conseguenza, prioritario.

Nessuno può intimare di lasciare la spiaggia libera con un amico a quattro zampe al guinzaglio o nel trasportino. Il principio vale soprattutto se esiste un’ordinanza comunale che permette la sosta dei gatti sulla battigia.
Nel caso in cui fossero le forze dell’ordine a obiettare, è loro dovere mostrare copia della legge municipale che regola l’argomento in materia. In caso contrario, abbiamo il diritto di restare al mare insieme alla nostra piccola palla di pelo. Qualsiasi forma di insistenza può essere sottoposta a denuncia con la motivazione di aver subito delle molestie.

Non solo diritti ma anche doveri

gattino sugli scogli al mare

Se decidessimo di portare il gatto in spiaggia, non dimentichiamo che ci sono delle regole da rispettare. Si deve infatti tenere conto che ci sono altre persone (ed eventuali altri animali). Cerchiamo di metterci in un’area un po’ più tranquilla in modo tale da non creare fastidio o paura ai soggetti che non amano particolarmente gli animali. In questo modo pure il nostro peloso sarà più sereno e potrà godersi un’occasione di relax e avventura. Inoltre è bene tenere pulita la zona in cui si sosta e togliere dalla spiaggia tutti i rifiuti prodotti, i bisogni del nostro adorato Micio compresi.

Teniamo a mente anche le esigenze del nostro amico a quattro zampe, evitiamo che possa soffrire il caldo e avere problemi di disidratazione. Questa, infatti, è una condizione che se presa sottogamba piò portare a conseguenze anche gravi e alla morte. È necessario munirsi di abbondante acqua potabile, sia per voi sia per il gatto e che si abbia con sé un ombrellone o un accessorio che ci permetta di ricreare una zona d’ombra in caso di bisogno. A tal proposito, ecco quale acqua dare al gatto.

Responsabilità civile e penale

gatto di fronte alle onde del mare

Le leggi che regolano il possesso di quelli che adesso vengono definiti animali di affezione, perché membri della famiglia a tutti gli effetti, ci dicono anche quali sono le responsabilità penali e civili di chi adotta un amico a quattro zampe. Infatti, ormai l’installazione del microchip è obbligatorio quasi ovunque e con esso anche l’iscrizione all’Anagrafe nazionale felina.

Se il gatto dovesse arrecare danni a terzi, in maniera volontaria o meno, siamo noi a doverne rispondere. Per qualsiasi dubbio o incertezza, comunque, chiediamo il pare del veterinario o di un esperto in materia. Prevenire è certamente meglio che curare, in qualsiasi circostanza.

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