Entra in un negozio: gattino tramortito a bastonate

Un gattino tramortito a bastonate forse è rimasto paralizzato. A ridurlo così il proprietario di un negozio dove il micio aveva cercato riparo. I dettagli

Un gattino tramortito a bastonate ora lotta tra la vita e la morte. Probabilmente spaventato o infreddolito è entrato in un esercizio commerciale per trovare rifugio, un luogo protetto. Questo almeno è quello che sperava, così non è stato purtroppo.

Lucera, in provincia di Foggia, è sotto choc per quanto commesso dal proprietario del negozio. È subito scattata la denuncia sui social, dove si apprende lo stato di salute del povero micio: “Forse ha la spina dorsale rotta, in questo momento è paralizzato”.

La vicenda

Si tratta dell’ennesimo atto di violenza gratuita nei confronti di un gattino tramortito a bastonate perché ‘colpevole’ di essere entrato all’interno di un negozio.

Il proprietario, infastidito da questa presenza, non ha esitato a reagire in maniera spropositata. Ha cominciato a colpirlo con un bastone fino a spezzargli la spina dorsale, o almeno questo è quello che suppongono i veterinari che lo hanno preso in cura: al momento è paralizzato. Ulteriori test confermeranno (speriamo di no) o smentiranno la diagnosi. Come sempre, putroppo, non si tratta di un caso isolato: è di pochi giorni fa la notizia di una gattina uccisa a colpi di fucile.

La denuncia delle associazioni animaliste

Il caso di questo micio innocente, al quale non è stato nemmeno concesso di essere spaventato e di trovare riparo, è stato denunciato sulla pagina Facebook di Qua la zampa Foggia: “La colpa di questo gatto è quella di essere entrato, forse per paura, all’interno di un negozio di abbigliamento a Lucera – si legge nel post – e il padrone del negozio per cacciarlo ha preso la scopa e l’ha bastonato fino a tramortirlo”.

“Forse il gatto ha la spina dorsale rotta, in questo momento è paralizzato, ha gli occhi sbarrati ed è sicuramente sotto chock. Che dire, sotto Natale dovremmo essere più buoni, più pazienti, più inclini verso il prossimo e verso gli animali, che in questi periodi con botti e strade affollate sono spaventati, ma per chi è abituato a essere violento non ci sono feste natalizie che tengano. E non lo scopriamo adesso che gli animali più temibili siamo noi umani. A chi ha compiuto questo vile gesto non ci sentiamo di augurare buon Natale e felici feste”, concludono i volontari. E noi non ci sentiamo di aggiungere niente. Speriamo solo che il responsabile paghi per quello che ha fatto.

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