Pál Dánielsdóttir, il gatto che lavora in un hotel

La storia del gatto Pál Dánielsdóttir

Oggi vogliamo raccontarvi la storia di Pál Dánielsdóttir, il gatto che in Islanda ha un vero e proprio lavoro.

Questo particolare felino, infatti, lavora ogni giorno dentro ad un hotel. Non un lavoro tanto per dire, visto che il proprietario della struttura alberghiera ha deciso di regalargli un vero e proprio cartellino di riconoscimento.

Gatto che fissa

Sono molti, ormai, i felini che nel mondo hanno una professione proprio come noi umani. Proprio come il Dr. Doerak, il fatto che è diventato un professore all’Università.

E anche Pál Dánielsdóttir, il gatto protagonista della storia di oggi, è ormai famoso a causa della sua occupazione.

Gattp Pál Dánielsdóttir

Ci troviamo in Islanda, nel Villaggio di Hellnar. In questa cittadina c’è un albergo che si è trovato a fare i conti con un problema davvero molto fastidioso: la presenza di topi.

E chi, meglio di chiunque altro, può tenere questi animali lontani? Un gatto, ovviamente. A prendersi l’occupazione è stato proprio Pál Dánielsdóttir.

Non si tratta di un gatto randagio, ma di un felino con una famiglia vera e propria. I suoi proprietari sono Daniel Puskas e Zsuszi Sabò, una coppia che dall’Ungheria si è trasferita in Islanda ormai 13 anni fa.

Gatto che osserva

Quando hanno sentito il particolare annuncio di lavoro, i due sono stati ben felici di presentare il loro amico a quattro zampe.

Da un po’ di tempo a questa parte, quindi, Pál Dánielsdóttir lavora dentro all’hotel. Ogni giorno tiene gli sgraditi ospiti lontani dalla struttura.

Ma la sua utilità, ovviamente, non finisce qui. Il Fosshotel, l’albergo nel quale lavora, è ormai famoso per la presenza del felino.

Cartellino di un gatto

Sono tantissimi, infatti, i turisti che lo scelgono proprio per poter conoscere questo splendido gatto tigrato.

Pál Dánielsdóttir è infatti una vera e propria star. Ogni giorno persone da tutto il mondo decidono di soggiornare in questo albergo solo per poter fare due coccole a Pál Dánielsdóttir.