Pixie Bob

Pixie Bob
gatto Pixie Bob

Esemplare di Pixie Bob

Dati generali
Etimologia Il nome ha origine dal nome del primo cucciolo della razza, chiamato Pixie, e la parola “bob” si riferisce al Bobcat, con cui condivide parte del patrimonio genetico
Genitori Gatto domestico polidattilo x Bobcat
Presente in natura No
Longevità 12-20 anni
Impieghi Animale da compagnia
Riproduzione
Fecondità Accoppiamenti concessi solo tra esemplari della stessa razza

Il Pixie Bob è una razza di gatti domestici originaria degli Stati Uniti.

Nonostante sia stata considerata per molto tempo il frutto di un accoppiamento spontaneo tra gatti domestici e linci rosse, i test del DNA effettuati su alcuni suoi esemplari non hanno individuato alcun marcatore genetico associabile a tali felini selvatici e hanno quindi confutato questa tesi; il Pixie Bob è dunque considerato domestico a tutti gli effetti.

La caratteristica fisica che più aiuta a riconoscerlo è probabilmente la polidattilia: le zampe presentano infatti fino a 7 dita per zampa, molte di più rispetto agli altri gatti; non passa però inosservata nemmeno la coda, che solitamente è più corta del normale.

Il suo carattere è socievole ma tranquillo, perfetto per la vita casalinga.

Scheda informativa del Pixie Bob
Taglia Grande
Per bambini Sa essere un dolce e tranquillo compagno di giochi per loro
Con altri gatti Basta abituarlo alla presenza di suoi simili e la convivenza sarà serena
Con cani Se abituato da cucciolo, può tranquillamente convivere con un cane
Anallergico No
Tendenza al sovrappeso Non ha tendenze ad aumentare troppo di peso
Tendenza a fuggire Gatto molto casalingo, ma è comunque consigliato fare attenzione a porte e finestre

Origini storiche della razza

Sull’origine del Pixie Bob esistono parecchie storie, alcune delle quali contrastanti tra loro e in parte difficili da considerare attendibili.

Una delle più diffuse, come già accennato, lo vorrebbe imparentato con la lince americana; si tratta però, più semplicemente, di un gatto domestico che in un certo momento della sua storia ha subito una mutazione genetica che ha interessato soprattutto l’aspetto della sua coda.

Lo sviluppo del Pixie Bob come razza autonoma è attribuito a Carol Ann Brewer, proprietaria dello Stoneisland Cattery nello Stato di Washington, Stati Uniti.

Nella primavera del 1985 la Brewer acquistò un gatto maschio polidattile con il pelo maculato e la coda più corta del normale. Nel gennaio dell’anno successivo salvò dalla strada un altro maschio di nome Keba, che aveva la coda corta e pur essendo fortemente denutrito pesava quasi 8 kg, arrivando in altezza alle ginocchia della Brewer.

Poco dopo essere entrato a far parte della famiglia Brewer, Keba si accoppiò con una gatta del quartiere, di nome Maggie; nell’aprile del 1986 nacque la conseguente cucciolata, che includeva quella che sarebbe stata la capostipite dell’intera razza. La gattina in questione aveva un pelo rossastro e maculato; in più i lineamenti del suo muso suggerivano un’origine selvatica, nonostante il buon temperamento tipico di un animale domestico.

La Brewer chiamò questa gatta Pixie e iniziò a cercare altri esemplari dalla coda corta e dall’aspetto ugualmente esotico, proprio come Pixie. Nei successivi due anni inserì nel suo programma di allevamento 23 gatti provenienti dalle vicine Cascade Mountains.

Nel 1989 l’allevatrice redasse il primo standard di razza che includeva una serie di caratteristiche più volte riscontrate e riprodotte nei gatti di questa linea genetica, che lei chiamò Pixie Bob sia in onore della sua capostipite, Pixie, che per evidenziare la loro caratteristica più distintiva ossia la coda più corta (bobbed in inglese).

Fu solo quando la Brewer cominciò a indagare sulla sua possibile annessione ufficiale ai registri felini che si accorse quanto sarebbe stato difficile ottenerla poiché vi erano molte riserve nei confronti delle razze con discendenze selvatiche, nonostante questo non fosse tecnicamente il caso del Pixie Bob: la CFA ad esempio non accettava nessuna parentela con razze selvatiche, nemmeno con il pur popolare gatto del Bengala.

Nel 1993 la Brewer contattò la TICA a riguardo e presentò lo standard di razza che aveva precedentemente redatto per avviare finalmente la procedura di riconoscimento. Il Pixie Bob venne presentato come razza del tutto domestica, e un test del DNA effettuato in seguito per individuare eventuali marker genetici di razze selvatiche ebbe risultati negativi: non esisteva dunque alcuna prova che il Pixie fosse altro che un micio domestico dalla coda più corta.

Nel 1998 la TICA procedette con l’iscrizione della razza al registro successivamente alla sua premiazione in una competizione felina.

Prezzo

Il prezzo di un Pixie Bob va solitamente tra i 900 e i 1300 euro, a seconda delle caratteristiche specifiche dell’esemplare desiderato.

Carattere

L’aspetto esotico del Pixie Bob non deve trarre in inganno, poiché il carattere di questo animale è perfetto per la vita domestica: docile, affettuoso e affidabile sono solo alcuni degli aggettivi che gli si addicono.

Pur avendo un temperamento che varia a seconda del loro albero genealogico e degli incroci di cui sono frutto, la stragrande maggioranza di questi gatti è intelligente, socievole, ben orientata verso le persone, curiosa e spensierata.

Sono molto attivi ma la loro priorità è passare più tempo possibile in compagnia della propria famiglia, con cui stringono facilmente un’amicizia profonda e sincera e da cui amano ricevere attenzione.

La loro estrema intelligenza, unita alla loro gentile disposizione verso di noi, permette loro di imparare tantissimi giochi e trucchi, nonché a camminare con guinzaglio e pettorina; è anche per questo che il loro carattere è stato spesso associato a quello di un cane: tale è in effetti la loro fedeltà nei nostri confronti. Questo però non significa che non sappiano stare senza di noi neanche un minuto: sia in caso di una nostra breve assenza che in qualche momento in cui non possiamo passare del tempo con loro saranno in grado di intrattenersi da soli, purché possano godere dei giusti spazi e magari dei loro giocattoli preferiti.

Caratteristiche fisiche

Zampe

Le zampe sono lunghe, quelle posteriori un po’ più di quelle anteriori ma in generale muscolose e con un’ossatura robusta.

I piedi sono grandi, quasi rotondi e dotati di dita grandi e carnose che secondo lo standard di razza devono tutte (tranne lo “sperone”) toccare terra ed essere rivolte in avanti. Il Pixie Bob è l’unica razza in cui la polidattilia è parte integrante dello standard; sono ammesse fino a 7 dita per zampa.

Corpo

Il corpo del Pixie Bob è solido ma slanciato, di taglia media o grande, che gli conferisce un’andatura “dondolante” simile a quella di un felino selvatico; la schiena non è dritta ma presenta un’incurvatura verso l’alto in prossimità del bacino. I fianchi sono di medie dimensioni, prominenti e leggermente più alti delle spalle; presente anche una borsa primordiale.

Peso e altezza

I maschi pesano dai 5,5 ai 10 kg e sono alti da 27 a 33 cm mentre le femmine, leggermente più piccole, pesano dai 4 ai 5,5 kg per un’altezza che va dai 22 ai 25 cm.

Testa

La testa è a forma di pera, di dimensioni medio-grandi accentuate dalla peluria ai lati del viso; il mento è ben sviluppato e il muso largo e carnoso, con i cuscinetti delle vibrisse ben pronunciati.

Il naso è largo e leggermente convesso, poco sporgente; la fronte è leggermente arrotondata.

Le orecchie sono di media grandezza, larghe alla base ed equidistanti dai lati e dalla base del capo ma leggermente inclinate verso l’esterno.

Gli occhi sono di medie dimensioni, socchiusi e a forma di triangolo arrotondato; la distanza tra loro misura quanto la larghezza di un occhio; i colori sono oro, marrone o verde uva spina e conferiscono una particolare intensità al suo sguardo.

Coda

Secondo lo standard la lunghezza minima della coda è di 5 cm e arriva al massimo a misurare quanto metà del resto del corpo. In essa sono spesso presenti pieghe o nodi, ma deve comunque essere flessibile e naturalmente mobile.

Pelo

Il Pixie Bob presenta un doppio pelo denso e lanoso, più o meno aderente al corpo a seconda che si tratti di un longhair, dal pelo lungo circa 5 cm, o di uno shorthair, il cui pelo è più lungo soprattutto sull’area del ventre. In entrambe le varietà il pelo cambia consistenza, lunghezza e colore nel corso delle stagioni: se d’inverno il mantello è più denso e lungo, d’estate sarà più corto e dal colore visibilmente più nitido.

Colori

Sono ammesse tutte le sfumature di spotted tabby marrone, con una preferenza per quelle più calde; la base del pelo è grigio topo; la punta della coda e le estremità delle zampe sono più scure rispetto al resto del corpo. Il motivo del pelo è maculato o a strisce.

Cuccioli

I cuccioli di Pixie Bob possono impiegare fino a 3-4 anni per raggiungere la maturità completa. È permesso l’accoppiamento solo tra due gatti della stessa razza; allo stesso tempo c’è chi sconsiglia di far accoppiare due gatti polidattili per evitare eventuali malformazioni ai piedi dei piccoli, ma non sono stati ancora effettuati studi sufficienti per supportare scientificamente una tale tesi.

Salute

Il gatto Pixie Bob vive in media 14 anni ma può arrivare anche a 20. Non sono a nostra disposizione statistiche sufficienti a determinare la sua predisposizione a difetti congeniti o problemi di salute, poiché si tratta di una razza ancora molto recente. Va però almeno considerata la possibilità che abbia alcune patologie in comune con altri gatti dalla coda corta come il Manx e il Bobtail Giapponese.

La mutazione genetica che agisce sulla lunghezza della coda è provocata da un gene dominante, il che vuol dire che per trasmetterlo al cucciolo è sufficiente che ne sia provvisto anche solo uno dei genitori. Questo gene provoca delle anomalie alla colonna vertebrale, che a lungo andare possono portare ad artrite e in generale a problemi alle zampe posteriori. Si tratta della cosiddetta Sindrome di Manx, che nei casi più severi può presentarsi anche nelle prime settimane di vita ma solitamente colpisce molto dopo.

Sia il Pixie Bob che il Manx sono poi soggetti a sviluppare la FLUTD o Sindrome delle Basse Vie Urinarie del Gatto, più comune nei gatti senza coda in cui è presente un danno ai nervi che interferisce con il controllo della vescica. Allo stesso modo, i gatti senza coda possono soffrire di incontinenza fecale per una ragione molto simile. Come nel caso della Sindrome di Manx, la FLUTD può presentarsi quando il gatto è ancora cucciolo, ed essere magari di difficile individuazione se proprio in quel periodo il gattino sta imparando a usare la lettiera.

Il megacolon è un altro disturbo congenito (ereditario) che può originarsi da una malformazione alla colonna vertebrale. Esso può provocare costipazione cronica, poiché il colon non riceve sufficienti stimoli all’evacuazione, con conseguente aumento progressivo delle sue dimensioni per via dell’accumulo di feci al suo interno. Senza un trattamento adeguato la vita stessa dell’animale potrebbe essere a rischio.

Indicazioni sull’alimentazione

Rispetto ad altri gatti, il Pixie Bob non è propenso a sviluppare obesità ma si consiglia comunque di fargli seguire una dieta equilibrata e fargli svolgere sufficiente attività fisica per mantenerlo sano e in forma.

Toelettatura

Che si tratti di uno Shorthair o di un Longhair, questo gatto ha bisogno di essere spazzolato una o due volte a settimana perché è dotato di un pelo denso che può annodarsi facilmente. Proprio per questa ragione è bene pulire regolarmente anche le sue orecchie, spesso provviste di ciuffi di pelo in cui possono accumularsi sporco e cerume.

Allevamenti

Non risultano allevamenti di gatti Pixie Bob con affisso Anfi. Si consiglia dunque, come per qualunque altra razza, di svolgere i dovuti controlli presso gli allevamenti di riferimento prima di procedere con l’acquisto, e di munirsi di tutta la documentazione necessaria.

Prendersi cura del Pixie Bob

Proprio per le caratteristiche “canine” della sua personalità, che spesso si traducono in una grande fedeltà e un grande amore verso la sua famiglia, questo gatto si rivelerà un ottimo animale di compagnia per una grande varietà di situazioni abitative e familiari: in particolare andrà d’accordo con i bambini, che se educati a interagire nel modo giusto con lui verranno ripagati con l’affetto smisurato di un fantastico compagno di giochi.

Anche i più anziani potranno però godere della sua compagnia, poiché si tratta di un animale che sa condividere con i suoi umani anche dei meritati momenti di quiete; nonostante sia considerato un “chiacchierone” tra i felini la sua vocalità non è mai esagerata o insistente ma si limita a un mormorio sommesso, quasi un cinguettio.

Proprio per quest’indole fondamentalmente pacata il rischio che si allontani da casa è molto basso, ma molto dipende anche dagli spazi che vengono messi a sua disposizione.

Per quanto riguarda il rapporto con altri animali domestici, con una socializzazione adeguata e iniziata quando è ancora cucciolo saprà andare d’accordo con cani, gatti e altri pet a patto che anche loro siano stati abituati allo stesso modo.

Curiosità

  • La pelliccia molto spessa di questo gatto gli permette di sopportare piuttosto bene le basse temperature, ma la prevedibile conseguenza è che le stagioni più calde sono per lui più difficili da sopportare.
  • Nonostante la corporatura robusta, questo gattone è un abile saltatore e ama molto osservare il suo ambiente da una posizione sopraelevata.