Szyszka, il gatto riportato al rifugio dopo 4 giorni dall’adozione

La storia del gatto Szyszka

Oggi vogliamo raccontarvi la storia del gatto Szyszka, una storia che, come tropo spesso succede, non fa onore a noi esseri umani.

Perché troppo spesso vi raccontiamo storie di felini maltrattati o peggio ancora uccisi dagli umani, anche se la violenza fisica non è la sola colpa di cui ci macchiamo.

Il gatto Szyszka

C’è ovviamente anche la violenza psicologica, dimostrata dai tanti gatti abbandonati che da un giorno all’altro si ritrovano a dover fare i conti con la vita da randagi.

E la storia di Szyszka è una storia di violenza psicologica. Una storia che, ancora una volta, dimostra quando a volte l’essere umano sia quasi sprovvisto di cuore.

O, ancora peggio, quanto l’adozione di un animale domestico, gatto o cane che sia, sia presa molto alla leggera.

Gatto Szyszka

Scegliere di adottare un gatto o un cane deve essere sempre una decisione consapevole. Il rischio è infatti quello che alla prima difficoltà si decida di abbandonare il nostro animale domestico.

Come è successo alla piccola Szyszka. Quello che per lei sembrava l’inizio di un sogno, si è trasformata in un’ennesima delusione.

Perché finalmente Szyszka aveva trovato una famiglia. Dopo molto tempo passato ad aspettare quella richiesta di adozione che sembrava non arrivare mai, il suo sogno si era avverato.

Gatto che osserva

Qualcuno aveva deciso di prendersi cura di lei, portandola via da quel freddo e triste rifugio.

E così la gattina aveva raggiunto la sua nuova casa, pronta ad iniziare la sua vita felice. Ma si sa, i cambiamenti possono essere molto traumatici per i nostri amici a quattro zampe.

Una nuova casa, nuove persone da conoscere e nuove abitudini. Tutti questi cambiamenti hanno portato Szyszka a vivere con un po’ di disagio la sua nuova vita.

E così, dopo appena 4 giorni dall’adozione, i suoi nuovi proprietari hanno nuovamente bussato alla porta del rifugio.

Gatto che guarda

Szyszka era dentro un trasportino, ancora molto scombussolata. I suoi proprietari hanno quindi riferito ai volontari del rifugio di aver cambiato idea, di non volere più quel gatto.

Il motivo? Aveva fatto la pipì sul loro letto. E così, per un piccolissimo errore dettato dal disagio che un cambiamento provoca in un gatto, Szyszka si è ritrovata di nuovo in rifugio.

Adesso i volontari hanno lanciato per lei un nuovo appello. Ora più che mai ha bisogno di trovare qualcuno che voglia amarla davvero. Tra l’altro, sono molti i motivi per i quali un gatto fa la pipì nel letto.