Gattino di 45 giorni, cosa può mangiare?

Ecco cosa mangia un gatto di 45 giorni, un'età particolarmente delicata per la sua crescita e la sua alimentazione.

gattino si nutre da un cucchiaio

Prendersi cura di un gattino significa anche curare nel modo migliore la sua alimentazione e quindi sapere cosa mangia; se ha 45 giorni di vita, poi, ciò diventa ancora più importante perché si tratta di una fase particolarmente delicata che avrà un forte impatto sulla sua crescita. Vi spiegheremo in questo articolo tutto ciò che dovete sapere a questo proposito.

gattino grigio in primo piano

A 45 giorni dalla nascita, un gattino si trova molto spesso in una sorta di periodo di transizione in cui passa dal nutrirsi esclusivamente del latte della madre a un’alimentazione più variegata, che include una gran varietà cibi solidi e che lo accompagnerà per il resto della sua vita. Questo periodo, cioè quello dello svezzamento, può iniziare a volte già dopo il primo mese di vita.

Tuttavia, poiché il latte materno è ricco di sostanze nutritive fondamentali per un corretto sviluppo del piccolo (e ciò vale per i gatti come per qualsiasi altro mammifero), viene spesso consigliato di attendere fino al secondo mese prima di fargli intraprendere questo percorso, che oltre ad ampliare la sua dieta introducendo alimenti via via sempre più complessi lo rende anche meno dipendente dalla mamma. A soli 45 giorni, dunque, lo svezzamento può essere già in corso (anche se da pochissimo) o può non essere ancora iniziato: partiremo proprio con quest’ultimo caso.

Prima dello svezzamento

gatta bianca allatta i cuccioli

Come già detto, il latte materno svolge un ruolo fondamentale nella salute e nella crescita dei gattini, principalmente perché aiuta a sviluppare e rinforzare le sue difese immunitarie; a ciò va aggiunto che l’atto stesso dell’allattamento permette a mamma e figli di consolidare il loro rapporto, garantendo ai piccoli l’apprendimento di tutta una serie di abitudini che prescindono dalla nutrizione ma saranno ugualmente importanti per loro anche in età adulta.

Di conseguenza una separazione precoce dalla madre o uno svezzamento troppo affrettato non possono giovargli, ma se ciò si dovesse verificare è bene sapere come regolarsi per far crescere il micio più sano e forte possibile. In tal caso, la prima cosa da sapere è che il latte vaccino non rappresenta una valida alternativa: non solo è molto meno nutriente di quello di mamma gatta ma gli provocherà quasi sicuramente diarrea, e il rischio di disidratazione è particolarmente elevato per dei gatti ancora così piccoli.

gatta bianca e rossa accoccolata con i suoi cuccioli

Quale latte dargli allora? Se quello di capra e quello senza lattosio (per evitare il rischio di diarrea) sono più indicati di quello di vacca, la soluzione ideale è costituita dal latte in polvere specifico per gattini: si tratta di un prodotto che mira a fornire loro esattamente il fabbisogno nutritivo di cui necessitano in questa fase della crescita, e senza effetti collaterali.

Se avete difficoltà a sceglierlo, il vostro veterinario non avrà problemi a indicarvi quello giusto e aiutarvi con le dosi; per un gattino di 45 giorni non svezzato si considera generalmente un pasto ogni 5-7 ore. Seguite le istruzioni per la preparazione riportate sulla confezione e versate il latte pronto in un biberon, da cui il micino possa facilmente accedervi; se vi accorgete che comincia a mordicchiare la tettarella potreste semplicemente utilizzare un piattino, in modo da rendere l’animale più autonomo.

Durante e dopo lo svezzamento

gattino beve latte da biberon

È possibile che il cambiamento parta dalla madre, che potrebbe non essere più in grado di allattare i suoi cuccioli o potrebbe persino cercare di respingerli; oppure possono essere i cuccioli stessi, osservando la loro mamma mentre si nutre, a cominciare a mostrare interesse per il suo cibo anziché per il loro. Il processo che porta allo svezzamento intorno ai 45 giorni di vita di un gattino è spesso naturale e spontaneo; ma è il caso di ricordare che, per il bene del cucciolo, bisogna procedere per gradi, con una fase di lento e progressivo adattamento che solo dopo qualche settimana dovrebbe risultare in un passaggio completo al cibo solido e solo dopo il terzo mese di vita dovrebbe portare alla totale indipendenza dalla madre (se ancora presente).

Per questa ragione non siate ansiosi di somministrargli subito chissà quali quantità di cibo, men che mai secco, poiché per i primi tempi tutto ciò di cui avrà bisogno sarà di qualche boccone di cibo umido mischiato con il latte di cui già si ciba, per abituarlo progressivamente a nuovi sapori senza destabilizzarlo troppo e soprattutto provocargli problemi di digestione; questo vale per lo svezzamento ma anche per qualunque cambio di dieta vogliate fargli fare in futuro.

Per questa fase l’ideale sono gli omogeneizzati o mousse a base di carne, verdure o anche pesce; se non volete ricorrere subito al cibo industriale potrete prepararlo da voi, ma assicuratevi che siano cotti, ben frullati e privi di ossi, sale o aromi che potrebbero risultare tossici a qualunque età. Considerate inoltre che, anche se le abitudini alimentari del gattino stanno per cambiare, a 45 giorni il suo stomaco è ancora molto piccolo e quindi necessità di pasti piccoli ma frequenti, circa 4 al giorno.

4 gattini mangiano da un piattino

Man mano che si andrà abituando, aumentate lentamente le quantità di cibo datogli, diminuendo quelle di latte fino a escluderlo del tutto; solo in seguito potrete passare al cibo del tutto solido, mettendo da parte gli omogeneizzati. Ricordiamo ancora una volta: non pretendete di assistere a un processo lineare con risultati immediati. Dopotutto si tratta ancora di un cucciolo, propenso a capricci e cambi di umore e di gusti, tipici anche dell’età adulta.

Aspettatevi di cambiare spesso (ma mai all’improvviso) ricette, marche, alimenti e quantità, a volte facendo anche dei passi indietro, imparando a conoscere le preferenze e le abitudini del vostro gattino, che si stanno formando davanti ai vostri occhi; e non esitate a ricorrere all’esperienza del veterinario, soprattutto quando, dopo diverse settimane, vorrete provare del cibo secco mettendo da parte quello umido.

Accorgimenti utili

gattino lecca latte da un piatto

 

  • Soprattutto i primi tempi, tenete al caldo il vostro gattino e scaldate bene il cibo che gli date: più è piccolo, infatti, e più è difficile per lui regolare la temperatura corporea; dovrà quindi ricevere da noi gran parte del calore di cui necessita.
  • In ogni fase dello svezzamento e per il resto della sua vita, ma soprattutto quando si nutrirà principalmente di cibo secco, tenetegli a disposizione una ciotola capiente di acqua fresca e pulita da cui possa attingere sempre, a prescindere da quando e come decidete di somministrargli il cibo: ridurrete così ogni rischio di disidratazione.
  • Curate la sua igiene orale, poiché da adesso in poi è fondamentale per la sua alimentazione; da essa dipende anche la scelta di cibo che effettuerete per lui, magari tra una marca e un’altra di croccantini.
  • Ricordate che un gatto è essenzialmente carnivoro: non limitatevi quindi a dargli verdure o pesce, per quanto all’inizio possano essere più semplici da preparare, poiché è la carne a soddisfare gran parte del suo fabbisogno energetico giornaliero.