Gatto randagio e denutrito: cercano di salvarlo

Questa è la storia di un gattino randagio che come molti altri. purtroppo, non ha potuto provare l'amore di una vera famiglia

Abbiamo spesso parlato di come i gatti randagi possano trovarsi riversi in condizioni veramente problematiche. Infatti, questa non è nient’altro che l’ennesima dimostrazione di come tutti dobbiamo prenderci cura dei gattini che si trovano in condizioni di difficoltà. Perché il loro destino non è semplice, non è facile e spesso la via d’uscita è la morte dell’animale. Tutti dobbiamo fare in modo che questi tristi episodi non si ripetano più, nel nostro piccolo. E, se non possiamo prendercene cura, denunciare alle autorità competenti. Oggi siamo qui a raccontarvi la storia di questo gatto randagio, denutrito e malmesso che purtroppo non ha avuto la forza di combattere ancora.

Siamo a Lecce, e proprio qui, nel centro storico della cittadina di trovava il nostro sfortunato amico, che paradossalmente, le volontarie gli diedero il soprannome di Lucky. Che in inglese significa “fortuna”. Infatti, tutti speravano che in qualche modo potesse sopravvivere ma il suo destino era ormai segnato. Le dottoresse Michela Maffei e Paola Centini, che lo hanno trovato dicono che lo videro con gli occhi chiusi, denutrito, malconcio, che camminava a stento proprio in una zona conosciuta della cittadina. Davanti gli occhi di tutti.

Il gattino viene portato immediatamente al centro veterinario più vicino, ma, nonostante fosse un randagio, nessun ente pubblico, ne il comune poteva prendersi carico delle spese per curarlo. Infatti, se ne doveva prendere carico il privato cittadino. Un ulteriore offesa a questo piccolo gattino randagio che viveva proprio sul suolo pubblico. Nonostante le due dottoresse si sono prese cura di lui, hanno pagato le spese veterinarie, e abbiano chiesto il parere di altri medici, per il piccolo non c’è stato nulla da fare.

Questa è una storia che accomuna molto gatti randagi, per i quali spesso si arriva troppo tardi. Infatti, bisogna iniziare a pensare che c’è un estremo bisogno di leggi e personale che tutelino questi pelosetti che vivono per le strade. Non è più possibile vederli morire giorno dopo giorno.

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