Influenza del gatto: sintomi e come curarla

Vedere il nostro amico a quattro zampe in salute e pimpante ci rende felici. Al contrario, quando sta male, la preoccupazione non ci lascia e la paura che possa succedergli qualcosa di brutto prende il sopravvento.

Per favorire una vita lunga e sana alla nostra piccola palla di pelo è bene non saltare le visite di routine dal veterinario di fiducia, che conosce anche eventuali pregressi clinici e caratteristiche di razza, fare sempre le vaccinazioni previste e applicare con regolarità l’antiparassitario.

Se, nonostante un’alimentazione equilibrata e pensata appositamente per il benessere di Miao, dovesse stare male non disperiamo subito e contattiamo lo specialista. Se si tratta di influenza del gatto sarà lui a dircelo. Tuttavia è bene conoscere i segnali tipici per correre ai ripari prima possibile ed evitare che la situazione degeneri.

Che cos’è

gattino con gli occhi chiusi

L’influenza del gatto è una malattia frequente soprattutto nei mesi invernali. In realtà si tratta di un disturbo molto simile a quello che può riguardare noi bipedi o il cane. Nonostante ciò, però, non dobbiamo sottovalutare i sintomi, perché eventuali complicazioni potrebbero mettere in pericolo il benessere della nostra piccola palla di pelo.

Il segreto è saper comprendere il linguaggio dei gatti correttamente e leggere i segnali che manda il corpo. In questo modo, lo specialista contattato tempestivamente, può arrivare alla diagnosi e prescrivere la cura migliore per la risoluzione del problema.

Si tratta di una patologia che attacca l’apparato respiratorio attraverso l’herpesvirus e il calicivirus. Un po’ come succede a noi esseri umani, è il contatto con gli altri felini contagiati a metterlo in pericolo. Infatti, un esemplare che vive in casa e non ha contatti con altri animali ha meno probabilità di ammalarsi.

Una precisazione è d’obbligo: se il sistema immunitario del nostro amico a quattro zampe è compromesso, la possibilità di contrarre la malattia aumenta. Infatti, i cuccioli e gli anziani – per motivi differenti – sono maggiormente a rischio perché non hanno le difese al massimo delle loro possibilità. Non è un caso infatti che il veterinario consigli di tenere al sicuro i soggetti maggiormente vulnerabili e spinga sull’importanza dei vaccini.

I sintomi più frequenti

gatto sente freddo

La temperatura del gatto adulto, che è molto diversa dalla nostra, è il primo valore da monitorare se sospettiamo che la nostra piccola palla di pelo ha l’influenza. Se di norma dovrebbe essere attorno ai 38/39 gradi, quella che per noi è una febbre da cavallo, ci dobbiamo preoccupare se sale ulteriormente.

Visto che si tratta di una vera e propria infiammazione i segnali sono quelli tipici di questa situazione. Infatti, a essere coinvolte sono le vie aeree (a tal proposito, può tornare utile sapere perché il gatto ansima). Tra i segnali da riferire al veterinario di fiducia, attraverso una anamnesi il più possibile dettagliata da parte nostra per facilitare l’individuazione del problema, ci sono:

  • La tosse;
  • Eventuali secrezioni nasali e che interessano gli occhi;
  • Le ulcere alla bocca;
  • La congiuntivite;
  • Gli starnuti (che si differenziano dallo starnuto inverso del gatto);
  • La letargia e la sonnolenza;
  • L’inappetenza.

Se notiamo uno o più di questi segnali, contattiamo lo specialista e fissiamo una visita di controllo per comprendere se le nostre preoccupazioni sono fondate. Meglio un viaggio ‘a vuoto’ che sottovalutare un disturbo che con il tempo può peggiorare e, nei casi più gravi, mettere in pericolo la salute della nostra piccola palla di pelo.

Gatto e influenza, rimedi naturali

gatto dorme

L’influenza del gatto si presenta con i sintomi appena descritti. Una volta individuati, è inutile perdere tempo, affidarsi al fai da te e al sentito dire: meglio andare subito dal veterinario di fiducia. Infatti, attraverso una diagnosi tempestiva e puntuale è più facile arginare le conseguenze e la durata di un malessere tutt’altro che piacevole e scevro da pericoli. Le vie aree, infatti, sono molto delicate e prendere sottogamba un disturbo può costare caro alla nostra piccola palla di pelo.

Una diagnosi precisa sullo stato di salute è un ottimo punto di partenza per salvaguardare il benessere di Miao e fare in modo che ne esca nel più breve tempo possibile e al meglio delle proprie possibilità. Non è raro che lo specialista prescriva un antibiotico che eviti problemi e il sopraggiungere di infezioni di natura secondaria.

Tuttavia, è importante anche il modo in cui agiamo noi compagni di avventure bipedi. Un ambiente pulito e una cura puntuale del felino ci permettono di prevenire problemi di questo tipo. Inoltre, sottovalutare i sintomi può far sopraggiungere la morte del felino. Un gatto disidratato, infatti, se non viene curato in tempo e perde molti liquidi rischia di mettere a repentaglio tutti i suoi organi vitali. Un malfunzionamento organico generale può essere addirittura fatale.

Assicuriamoci che Miao abbia sempre cibo e acqua a disposizione. Se notiamo che non beve e non mangia, non perdiamo tempo e contattiamo lo specialista. Inoltre, se in giro per casa ci sono altri felini, cerchiamo di evitare eventuali contagi e isoliamo il soggetto malato. Insomma, il principio da seguire è molto simile a quello che mettiamo in atto quando ad ammalarci siamo noi esseri umani.

Misurare la febbre al gatto senza termometro

gatto accucciato

Il modo di contrastare l’influenza del gatto c’è, basta individuarla in tempo e correre ai ripari. Oltretutto, se siamo previdenti, è possibile anche prevenirla. Infatti, come esiste per noi bipedi, anche i nostri amici a quattro zampe possono avere somministrato il vaccino. Per maggiori informazioni, come sempre, rivolgiamoci al veterinario di fiducia. Questo non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia, non sempre infatti la vaccinazione è risolutiva. Quel che è certo, però, è che eventuali effetti indesiderati si presentano in maniera meno potente.

Inoltre, potrebbe anche succedere che la nostra piccola palla di pelo diventi portatore asintomatico del virus che provoca questo specifico disturbo. Qualsiasi sia la strada da percorrere, è lo specialista che la deve tracciare: non improvvisiamo e non affidiamoci al sentito dire di chi non ha una preparazione puntuale e certificata.

Infine, una strategia ottimale è quella di rafforzare il sistema immunitario della nostra piccola palla di pelo attraverso uno stile di vita corretto e che metta al primo posto il suo benessere. Non sottovalutiamo, per esempio, l’importanza della dieta. Indipendentemente dal fatto che si opti per una alimentazione naturale del gatto o industriale, infatti, è importante che sia sana ed equilibrata, prevalentemente proteica e con delle dosi commisurate all’età e allo stato di salute di Micio.

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