Micosi del gatto: cause, sintomi, cure e cosa bisogna fare

La micosi è un'infezione che colpisce la pelle del gatto (e non solo), causata da piccolissimi organismi chiamati funghi. Scopriamola nel dettaglio

Con il termine micosi si indica in modo generico un’infezione causata da alcuni microrganismi (funghi) che attaccano il gatto. Si comportano in sostanza come dei veri e propri parassiti, occupando letteralmente il corpo di Micio.

Di funghi ne esistono tanti tipi e di conseguenza esistono anche diversi tipi di infezioni micotiche, perciò è importante – quando compaiono i sintomi tipici – portare il gatto dal veterinario per procedere con gli esami che ci aiutano a individuare il tipo di fungo.

Le micosi nel gatto provocano danni evidenti a livello superficiale, ma talvolta la situazione può essere più pericolosa di quanto si pensi. Scopriamo come riconoscere i diversi tipi e soprattutto come affrontarle al meglio per il bene di Micio (e anche quello nostro).

Indice

Tipi di micosi del gatto

gatto con la micosi

Esistono vari tipi di infezioni fungine, ma le micosi più comuni nel gatto sono quelle che riguardano la pelle. In questi casi i funghi, anche detti miceti o dermatofiti, invadono il corpo stanziandosi tra i peli e dentro i follicoli piliferi, così provocano di conseguenza problemi al derma e alla cute.

Come anticipato, i funghi si comportano come dei veri e propri parassiti perché sono minuscoli organismi che producono spore e che sopravvivono assorbendo nutrimento dagli ospiti su cui proliferano. L’infezione più comune tra le micosi della pelle nei gatti è la tigna del gatto, malattia che non è solo molto fastidiosa per i gatti ma anche trasmissibile all’uomo.

Per un gatto (come per noi bipedi) il contagio da funghi non è così difficile, specialmente se entra a contatto con terreni infetti. Il contagio, insomma, può avvenire in diversi modi per inalazione, ingestione o attraverso la pelle (ad esempio mediante un taglio o una ferita). I funghi non sono tutti pericolosi per il gatto, ma alcuni provocano infezioni e a seconda del tipo di fungo specifico possiamo distinguere due tipi di micosi:

  • Micosi superficiale, quando il fungo si limita ad infettare aree esterne del corpo come la cute (tipicamente la tigna). Le micosi superficiali non causano ferite evidenti e croste sul corpo dell’animale, ma causano alopecia. Questo perché i funghi sono localizzati soltanto alla base del pelo;
  • Micosi profonda o interna, quando il fungo infetta aree interne al corpo come ad esempio organi vitali. Le micosi profonde possono manifestarsi anche sulle cavità nasali, sugli organi genitali e nelle prime vie digerenti. Queste infezioni sono pericolose poiché non coinvolgono soltanto apparati delicati che servono al corretto funzionamento dell’organismo, ma tramite la circolazione del sangue possono raggiungere ed infettare anche altri organi, aumentando il rischio di sviluppo di altre patologie.

Gatto con micosi, sintomi

gatto che si gratta l'orecchio

Come ci accorgiamo se il gatto ha una micosi? La risposta a questa domanda non è così scontata perché, a differenza di altri animali come i cani, nei piccoli felini domestici talvolta non sono subito evidenti i sintomi dell’infezione da funghi. Succede soprattutto nei gatti a pelo lungo che possono essere asintomatici ma comunque veicolo di contagio per gli altri animali e per noi esseri umani.

In genere la micosi del gatto superficiale causa la comparsa di lesioni circolari o di forma ovale in alcune parti del corpo come muso, orecchie e zampe. Nelle aree colpite il gatto comincia a perdere ciuffi di pelo, presentando un’evidente infiammazione della pelle, che diventa secca e squamosa. Ecco perché la micosi provoca un fortissimo prurito nelle zone colpite dai funghi e, grattandosi con forza, il gatto non fa altro che peggiorare la situazione con il rischio che l’infezione di espanda e le lesioni della pelle si infettino ulteriormente.

Pelo opaco e che si spezza, forfora, croste sono tutti campanelli d’allarme che dovrebbero farci pensare a una micosi o a un altro problema della pelle.

Diagnosi di micosi

gatto dal veterinario

Se questi sintomi fanno capolino nel nostro gatto, dobbiamo portarlo dal veterinario. Soltanto il medico può effettuare dei test specifici per individuare la presenza dei funghi nel gatto e determinarne il tipo. Uno degli esami più efficaci si effettua con la lampada di Woods, un particolare apparecchio che emana una luce ultravioletta. Se si vede una fluorescenza di color verdognolo sui peli il test è positivo, ma attenzione: questo esame è valido soltanto al 50 per cento.

La prova del nove si ha solo con altri test, prima di tutto analizzando il pelo di Micio al microscopio. Dopodiché il veterinario deve procedere con le colture fungine, che richiedono più tempo ma gli consentono di verificare l’effettiva presenza di funghi e il tipo specifico. Questo esame di laboratorio richiede tempi più lunghi e in questo frangente il gatto va isolato da persone e altri animali.

Come si cura la micosi nel gatto

pillole per gatti

Esclusa la presenza di altre malattie della pelle e appurato che si tratti di micosi, il veterinario deve procedere con il trattamento specifico per il gatto. Di base le terapie prevedono l’uso di farmaci topici (cioè per uso locale) come pomate e creme o prodotti disinfettanti e igienizzanti. D’altra parte il veterinario può anche decidere di somministrare al gatto dei farmaci antifungini per via orale, specialmente nel caso di infezioni più gravi.

Sia i trattamenti topici che quelli sistemici richiedono tempi lunghi, intorno alle sei settimane. Quando si usano pomate e prodotti affini, è importante tosare l’animale in modo da eliminare tutte le spore presenti nel pelo. Alla fine del trattamento il veterinario deve visitare di nuovo l’animale ed effettuare un’altra coltura in laboratorio. Se il risultato è negativo, il gatto può sospendere il trattamento e proseguire con la sua normale vita.

Il trattamento antimicotico serve per ridurre il decorso della malattia e le possibilità di il contagio ad altri animali o persone sensibili. I piccoli animali infetti dovrebbero essere tenuti isolati dagli altri finché non vi sia la conferma della guarigione.

C’è un altro fattore importantissimo da considerare: l’ambiente. Anche se il gatto guarisce dalla micosi, non è da escludere che i funghi sopravvivano in casa e sulle superfici perciò dobbiamo munirci di prodotti adatti per pulire e disinfettare tutto. Pavimenti, mobili, moquette, tappeti e qualsiasi tessuto o materiale possono essere terreno fertile per le spore così come ogni accessorio che Micio utilizza in casa, come trasportini e spazzole per la toelettatura.

I funghi del gatto possono contagiare l’uomo?

gattino in braccio

La risposta (purtroppo) è sì. La maggior parte delle micosi superficiali si trasmettono dal gatto all’uomo mediante il semplice contatto diretto. Basta anche vivere nello stesso ambiente domestico di Micio per essere invasi dalle spore e, di conseguenza, avere l’infezione. I funghi della tigna, in particolare, riescono a sopravvivere praticamente in quasi tutti gli ambienti e per un lungo periodo di tempo, così il contagio diventa davvero molto molto semplice. Insomma, basta toccare un oggetto contaminato dal gatto per prendere una micosi.

Possiamo prevenire il contagio? Naturalmente sì, anzi bastano poche e semplici precauzioni per evitare che i funghi attacchino ogni membro della famiglia (bipede o quadrupede che sia):

  • Usare dei guanti appositi per toccare il gatto;
  • Lavare spesso e a fondo le mani, utilizzando del sapone igienizzante;
  • Pulire bene tutta la casa usando l’aspirapolvere prima e passando poi lo straccio, utilizzando dei prodotti disinfettanti specifici;
  • Lavare tutti gli oggetti e i tessuti con i quali il gatto è entrato a contatto, preferibilmente ad alte temperature e con prodotti disinfettanti (in alternativa sostituirli non è affatto una cattiva idea).

Ricordiamo che il contatto con i funghi non sempre provoca un’infezione, quindi la micosi non è scontata. L’insorgere dell’infezione dipende sia dalle specie fungine che colpiscono il gatto che da fattori come età, condizioni di salute, sistema immunitario, condizioni delle superfici cutanee esposte, abitudini di toelettatura e alimentazione.

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