Gatto di Biet - Felis Bieti | Il mio gatto è leggenda

Gatto di Biet - Felis Bieti

Gatto di Biet
gatto di biet felis bieti
Un esemplare di gatto di Biet allo zoo di Xining
Stato di conservazione
Status della razza del gatto di Biet
Vulnerabile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
OrdineCarnivora
SuperfamigliaFeliformia
FamigliaFelidae
SottofamigliaFelinae
GenereFelis
SpecieFelis bieti
Nomenclatura binomiale
Felis bietiMilne-Edwards, 1892
Sinonimi
Felis silvestris bietiMilne-Edwards, 1892Felis pallidaBüchner, 1892Felis subpallidaJacobi, 1923
Il gatto di Biet, altresì chiamato Felis bieti, è una specie asiatica considerata simile al gatto selvatico. Esso è noto anche come gatto della mongolia, gatto di Monsignor Biet, gatto del Gobi o gatto del deserto della Cina. Endemico della Cina, il gatto di Biet vive per lo più nella parte orientale dell'altopiano tibetano, in praterie e zone boscose tra i 2500 i 5000 m di altitudine. Questo particolare felino è tra i meno conosciuti del pianeta ed è considerato specie rara e protetta poiché il numero di esemplari esistenti è stimato attorno ai 10.000 individui adulti. Il gatto di Biet è stato classificato dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) come vulnerabile, le principali minacce per questa rara specie sono costituite dal traffico illecito di pellicce e dalle campagne di avvelenamento dei nocivi che riducono considerevolmente la quantità delle prede di cui si nutre. Il gatto di Biet, allo stato selvatico, è infatti un cacciatore notturno e si nutre principalmente di piccoli roditori di varie specie (tra le quali i tarri talpa, pika, arvicole, marmotte, gerbilli e criceti), uccelli come pernici, fagiani e allodole. Questo felino dalla costituzione robusta è dotato di una spessa pelliccia il cui colore può variare tra il marrone e il grigio chiaro con macchie sfumate di colore più scuro. Solo le zampe anteriori, la faccia e la coda presentano delle striature nette. Le orecchie presentano un ciuffo di peli scuri all'estremità.

Storia della classificazione della razza

I primi esemplari di gatto di Biet inviati al Museo di storia naturale di Parigi furono due pelli trovate in un mercato di pellicce del Sichuan durante la spedizione in Tibet di Gabriel Bonvalot e del principe Enrico d'Orléans, nel 1889. Il gatto di Biet venne descritto a partire da queste pelli con il nome Felis bieti da Alphonse Milne-Edwards nel 1892 sulla Revue générale des sciences pures et appliquées. Originariamente, il gatto di Biet era classificato come una specie considerata strettamente imparentata con il gatto selvatico (Felis silvestris) e il gatto della giungla (Felis chaus) a causa della simile morfologia. Ne furono proposte due sottospecie: Felis bietis chutuchta e Felis bietis vellerosa. Felis bietis chutuchta venne descritta da Birula nel 1917 come una nuova specie sulla base di un esemplare raccolto da Koslov. L'olotipo è stato descritto come proveniente dalla Mongolia Interna, sebbene provenga dalla provincia di Ningxia. La presenza del gatto di Biet in entrambe queste province non è mai stata confermata e i ricercatori successivi considerano l'olotipo un esemplare di gatto ornato. Felis bietis vellerosa venne descritto da Pocock nel 1943 a partire da una pelle del museo di storia naturale di Londra raccolta nella provincia di Shaanxi, successivamente identificata come appartenente a un gatto domestico. Nel 2007, analisi genetiche dimostrarono che il gatto di Biet è più probabilmente una sottospecie del gatto selvatico, gli fu così conferito il nome Felis silvestris bieti.

Rapporto con l'uomo

Il gatto di Biet è una delle razze di gatto più rare e meno conosciute del pianeta. Gli scienziati cinesi, infatti, conoscono a malapena questo esemplare, e anche i cacciatori stessi sono raramente in grado di identificare questa specie. Soltanto i venditori di pelli sembrerebbero essere in grado di riconoscere le caratteristiche peculiari delle loro pellicce. Anche la stessa letteratura cinese sembra essere piena di confusione riguardo questa specie, difatti in essa sono presenti molti errori nei quali il gatto di Biet viene confuso con il manul, il gatto ornato e la lince eurasiatica. Nei musei sono presenti in totale soltanto una ventina di pelli e qualche cranio appartenenti a questa specie. Gli esemplari viventi detenuti nei giardini zoologici in Cina sono anch'essi estremamente rari. Le poche informazioni riguardanti il gatto di Biet sono state raccolte dallo scienziato cinese Liao Yanfa e dalle squadre di ricercatori appartenenti allo zoo di Xining che catturarono, tra il 1973 e il 1985 34 esemplari. La prima fotografia del gatto di Biet nel suo ambiente naturale fu scattata nel 2007 nel Sichuan, grazie ad alcune trappole fotografiche.

Caratteristiche fisiche

Corpo

Il gatto di Biet presenta dimensioni più grandi rispetto a quelle dei gatti domestici e misura mediamente attorno ai 115 cm di lunghezza compresa coda. La lunghezza della testa e del corpo misura attorno ai 70-85 cm, mentre l'altezza si aggira attorno ai 35-45 cm. Il suo peso può variare tra i 5,5 e i 9 Kg. La costituzione è forte e robusta, le zampe sono corte, la coda è relativamente corta e folta.

Testa

Il cranio del gatto di Biet si differenzia da quello degli altri felini per la presenza di una cresta mediale sugli ossi basisfenoide e presfenoide e per l'assenza del metaconide sul carnassiale inferiore m1. Le bolle timpaniche rappresentano il 25% della lunghezza totale del cranio e sono molto sviluppate. Le orecchie color grigio-giallastro sono appuntite e presentano dei ciuffi di pelo scuro della misura di circa 2 cm alle estremità.

Pelo

La spessa pelliccia è di colore marrone scuro in estate e grigio chiaro in inverno, presenta delle macchie indistinte che assicurano un ottimo cammuffamento all'interno del suo ambiente naturale. Il sottopelo è fitto e color grigio vicino alla pelle, marrone all'estremità. Le guance sono attraversate da due linee orizzontali di colore marrone, le zampe anteriori sono barrate da bande marroni, la coda folta è anellata da cinque o sei bande nere, la punta della coda è nera. Sulle altre parti del corpo le strisce marrone scuro sono indistinte e imprecise. Il ventre, il petto e l'interno delle zampe sono color crema o grigio chiaro. Le suole plantari sono ricoperte di peli neri.

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