Zorro, il gattino randagio avvelenato a Seravezza (LU)

Gattino nero seduto

Oggi vogliamo raccontarvi la tristissima storia di Zorro, un gattino randagio che è morto a Seravezza in un modo davvero terribile.

Purtroppo molto spesso (troppo spesso), vi raccontiamo storie del genere. Storie di amici a quattro zampe abbandonati, maltrattati o peggio ancora uccisi dall’essere umano.

Storie terribili che non fanno altro che dimostrare quanto alcune persone non siano degne della definizione di migliori amici degli animali.

Gatto nero che osserva

Perché chi ha fatto questo a Zorro e chi ogni giorno fa così simili ad altri innocenti animali, probabilmente non è degno neanche della definizione di essere umano.

E come detto purtroppo le notizie come questa sono sempre di più. Come la notizia che arriva da Pomezia, con alcuni gattini trovati senza vita per avvelenamento. O ancora la notizia che arriva da Stagno (LI), con protagonisti due gattini lanciati dentro una scatola sulla FI-PI-LI.

La brutta notizia di oggi, invece, arriva da Seravezza, un comune di poco più di 12mila abitanti in provincia di Lucca.

Gatto nero che osserva

Il protagonista si chiamava Zorro ed era un gattino randagio. Che poi, a sentire gli abitanti della città, questo felino non era poi così randagio. Aveva solo tantissime famiglie.

Zorro viveva in una strada di circa 100 metri, tra le Scuderie Granducali dell’area Medicea e Piazza Mazzini. Una strada in cui vivono 12 famiglie che si sono sempre prese cura di questo amico a quattro zampe. Zorro mangiava un po’ di qui e un po’ di là, dormiva in un garage o in un altro.

E tutte queste famiglie oggi non riescono a trattenere la loro rabbia per quanto successo. Zorro è infatti stato trovato Venerdì 31 Gennaio, steso agonizzante e con la bava alla bocca.

Gatto nero che osserva

La corsa dal veterinario è stata immediata, ma dopo due giorni di sofferenze il felino si è spento. La veterinaria ha chiarito subito le cause della morte: avvelenamento.

Qualcuno ha deciso che quel piccolo felino dava fastidio e ha deciso di sbarazzarsene. Un gesto terribile quanto (purtroppo) frequente che, come sempre, non trova mai un colpevole.