Felimazole per gatti: cosa sono queste compresse, dosaggio e cosa curano

Felimazole è un farmaco in compresse per gatti affetti da ipertiroidismo felino. Ecco cosa sapere e come si usa per curare Micio

Felimazole per gatti è un farmaco in compresse che si usa per la stabilizzazione dell’ipertiroidismo nei gatti prima di effettuare la tiroidectomia chirurgica. È indicato anche per il trattamento a lungo termine dell’ipertiroidismo felino. Si tratta di una malattia piuttosto frequente, soprattutto nei gatti adulti o anziani, e per diagnosticarla occorre necessariamente l’intervento del veterinario. Scopriamo nel dettaglio cos’è il Felimazole per gatti e come si usa per curare i nostri amati felini.

Felimazole per gatti 5 e 2,5 mg

dare le pillole al gatto

Come anticipato, Felimazole è un farmaco per gatti sotto forma di compresse che si possono acquistare in due diversi formati. Il primo è quello da 5 mg di principio attivo per ogni compressa (in confezioni da 100 compresse rivestite). Questa è proprio la dose iniziale giornaliera raccomandata sia per il trattamento a lungo termine dell’ipertiroidismo felino che nel caso di tiroidectomia chirurgica. Possiamo dare al micio una compressa al giorno da 5 mg, ma in genere per favorire l’efficacia del farmaco è meglio optare per due dosi da 2,5 mg da somministrare al mattino e alla sera. Le compresse non vanno spezzate, perciò se le indicazioni del veterinario sono queste è meglio acquistare direttamente quelle da 2,5 mg.

Il trattamento varia naturalmente a seconda del caso specifico, perciò sarà il veterinario a stabilire quali compresse è meglio dare al micio. Quelle da 5 mg sono indicate per i gatti che richiedono dosaggi più elevati. I controlli dei valori vanno fatti regolarmente a intervalli di 6, 10 e 20 settimane e successivamente ogni 3 mesi e in base ai risultati il veterinario deve rimodulare la terapia. Quando occorre aumentare la dose di farmaco, si può incrementare con 2,5 mg di farmaco alla volta, non di più. Ricordiamo che soltanto in casi rari e sotto l’attento controllo del veterinario si possono dare al gatto dosi di Felimazole superiori ai 10 mg al giorno.

Per il trattamento a lungo termine dell’ipertiroidismo felino, Micio dovrà assumere i farmaci per il resto della sua vita, con controlli regolari dal veterinario.

Avvertenze e controindicazioni

gatto con gli occhi di due colori diversi

Il tiamazolo contenuto nel Felimazole per gatti è un principio attivo utilissimo ed efficace per il trattamento dei felini affetti da ipertiroidismo. D’altra parte, però, richiede delle attenzioni specifiche sia per la salute del micio che per la nostra, che glielo somministriamo. Il principio attivo può provocare un aumento della concentrazione ematica, motivo per cui dobbiamo sempre mettere a disposizione del gatto una ciotola di acqua fresca e pulita.

Felimazole può essere usato nei gatti con disfunzioni renali ma solo sotto l’attento controllo del veterinario e dopo un’accurata valutazione. Come sempre dipende tutto dal caso specifico, non possiamo generalizzare. Il tiamazolo potrebbe avere effetti negativi sulla funzione renale del micio perciò si deve usare con molta cautela. Il veterinario, inoltre, deve monitorarlo continuamente per eliminare il rischio di leucopenia e anemia emolitica.

Se durante il trattamento le condizioni di salute del micio peggiorano e gli viene la febbre, il veterinario deve effettuare un prelievo di sangue per procedere con tutti gli esami di routine. A seconda dei casi è opportuno somministrare al gatto una terapia di supporto a base di farmaci antibatterici.

Precauzioni speciali per chi somministra il farmaco

tenere il gatto in braccio

Anche per noi padroncini c’è qualche avvertenza importante di cui tenere conto quando somministriamo il Felimazole al gatto. Innanzi tutto la cosa più semplice: lavare sempre le mani dopo aver toccato le compresse. Le persone non dovrebbero mai ingerire accidentalmente il principio attivo tiamazolo perché potrebbe avere degli effetti collaterali. Tra questi vomito, dolori addominali, mal di testa, febbre, prurito, pancitopenia.

Anche il semplice contatto con il farmaco può causare nei bipedi delle reazioni avverse, perciò è importantissimo lavare sempre le mani sia dopo aver maneggiato le compresse che dopo aver toccato la lettiera di micio. Chi è allergico ai farmaci antitiroidei deve assolutamente evitare il contatto diretto con le compresse. Le conseguenze possono essere piuttosto gravi dalle eruzioni cutanee al gonfiore di labbra e occhi, fino alle difficoltà respiratorie. In questi casi dobbiamo rivolgerci immediatamente al nostro medico di fiducia.

Sovradosaggio

Dare le medicine al micio non è uno scherzo ed è davvero importante seguire alla lettera le indicazioni del veterinario, specialmente in fatto di dosaggio. Dare troppo farmaco al gatto può provocare dei problemi di salute anche gravi. In pratica anziché curarlo non facciamo altro che peggiorare la sua già precaria situazione.

Gli studi sul Felimazole confermano che quando un micio supera la dose giornaliera fino a 30 mg di farrmaco può manifestare anoressia, vomito, letargia, prurito e disfunzioni ematologiche e biochimiche. Alcuni gatti hanno mostrato segni di anemia emolitica e un grave peggioramento del quadro clinico. In caso di sovradosaggio la primissima cosa da fare è sospendere il trattamento e rivolgersi al veterinario. In base alla situazione specifica ci indicherà una terapia di supporto per far tornare il micio in salute.

Felimazole al gatto: effetti collaterali

gatto arancione tigrato

Dato che Felimazole è un farmaco per gatti che soffrono di ipertiroidismo è naturale chiedersi se potrebbe avere degli effetti collaterali sul micio sofferente. Nella maggior parte dei casi quando il micio segue una terapia a lungo termine può mostrare di tanto in tanto sintomi lievi e transitori. In questi casi non occorre interrompere la terapia e i sintomi vanno via da sé.

Per fortuna le reazioni avverse al farmaco sono molto rare nei piccoli felini. Parliamo di vomito, inappetenza, letargia, grave prurito ed escoriazioni alla testa e al collo. Nei casi più gravi si riscontrano diatesi emorragica e ittero associati a epatopatia (malattia del fegato). A questi si aggiungono talvolta anomalie ematologiche, come leucopenia, trombocitopenia e anemia emolitica. In tutti questi casi è necessario interrompere immediatamente il trattamento e il veterinario deve prendere in considerazione eventuali terapie alternative.

Per quanto riguarda, infine, le gatte in gravidanza o allattamento gli studi non hanno dato conferma della sicurezza del farmaco. Perciò è decisamente meglio evitare di somministrarlo alle mamme gatte, anche perché il tiamazolo in altre specie ha effetti embriotossici e può mettere a rischio la gestazione.

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