Castello di Fiemme, la povera Eco non torna a casa, la proprietaria non perde le speranze

La gatta Siberiana manca ormai da troppo tempo, ma la famiglia non riesce a darsi per vinta e continuerà a lottare, a cercare pur di scoprire la verità

L’assenza di notizie, la mancanza di segnalazioni di ogni genere, sono fattori che appesantiscono e non poco l’umore della famiglia di Eco, la gatta smarritasi lo scorso 21 agosto nei pressi di Castello di Fiemme, provincia di Trento. Cosa fare in questi casi? Come affrontare una situazione tanto difficile? La prima risposta è non perdere la speranza.

Ecco, proprio i familiari di questa gatta ne sono l’esempio, perché sono molti i fattori negativi che stanno condizionando la vicenda, ma la speranza ancora non muore. Davvero non si sa nulla sulla felina? Da quel lontano 21 agosto si è cercato ovunque, anche andando oltre Castello di Fiemme, ma è come se la gatta si fosse volatilizzata.

Si pensa che, a questo punto, qualcuno possa averla presa e portata via, altrimenti ogni pensiero volge a sfumature sempre più negative. Eco è una Siberiana di un anno e mezzo, di medie-grosse dimensioni, pelo in prevalenza grigio ma con variegate macchie che vanno dal nero, al grigio chiaro, per arrivare anche al rosso.

gatto pelo lungo e arruffato

Ha una lunga linea nera che le parte dal collo e le attraversa tutta la schiena. Occhi di un verde molto chiaro. Sappiamo come l’animale sia sterilizzato e munito regolarmente di microchip. Nonostante il microchip, da agosto ad oggi nessun rifugio o clinica veterinaria ha contattato i familiari per annunciare il ritrovamento della piccola.

Con ciò non vogliamo richiamare a nessuna evidenza (anche perché di evidenze non si può parlare in casi come questo) però lascia intendere molto. La proprietaria, che ha denunciato la scomparsa di Eco sui social, ha voluto mettere in chiaro la sua volontà, la sua determinazione e quella di tutta la famiglia nel voler scoprire la verità.

gatto siberiano di nome eco

Questo è anche il motivo che si cela dietro all’offerta di un’eventuale ricompensa in denaro. Si spera che, così facendo, si incentivino le ricerche. C’è il disperato bisogno di buone notizie, perché i mesi passano e l’assenza di Eco si fa sempre più pesante.

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