Come capire se il gatto sta male

Come capire se il gatto sta male, quali sono posizione e atteggiamenti che assume? I gatti per comunicare fanno molto affidamento sul linguaggio del corpo: ecco cosa notare.

un gatto sdraiato

Come capire se il gatto sta male, quali sono posizione e atteggiamenti che assume? I gatti per comunicare fanno molto affidamento sul linguaggio del corpo, quindi tutta una serie di atteggiamenti possono segnalare quale sia il loro reale stato psicofisico: fare attenzione a determinati segnali può essere fondamentale.

Posizione del gatto quando sta male

I gatti sono animali abitudinari e spendono la maggior parte della loro giornata dormendo, notare un improvviso cambio nella abituale posizione assunta dal gatto quando dorme ci può dire molto su quale sia la posizione del gatto quando sta male. Possiamo facilmente elencare almeno cinque diverse posizioni in cui i gatti normalmente dormono:

  • su un fianco
  • sul dorso (a pancia in aria)
  • sulla pancia
  • in posizione fetale
  • raggomitolati su se stessi.

Dormire sul fianco è una delle posizioni più diffuse e più confortevoli per i gatti in quanto non causa alcuna pressione sulle articolazioni e rende agevole la respirazione. Normalmente questa posizione è sintomo di totale rilassatezza da parte del gatto che lasciando scoperte pancia e zampe esprime un senso di tranquillità.

gatto dorme sul fianco

Allo stesso modo del precedente, dormire sul dorso è il non plus ultra della manifestazione di completo relax da parte del gatto, che, lasciando completamente scoperte le parti più vulnerabili del suo corpo (pancia, zampe e viso), esprime il suo sentirsi a suo agio al massimo.

gatto che dorme a pancia in su

Un’altra posizione molto comune in cui i gatti normalmente amano dormire è sulla pancia. Poiché cosa comune, è difficile poter capire in che stato di salute sia il nostro gatto quando la assume, anche se qualche piccolo accorgimento riguardante la posizione della coda e delle zampe potrebbero indicare che l’animale sia in qualche modo sofferente. Se la coda e le zampe sono rilassati e protesi all’infuori significa che il gatto è comodo e tranquillo, se le zampe e la coda sono ripiegati verso l’interno solitamente significa che l’animale è alla ricerca di calore. È bene prestare un po’ più di attenzione se il gatto mantiene le zampe anteriori unite tra loro, questo può essere sintomo che il gatto sta male e spesso questa posizione viene assunta se il gatto è soggetto a disturbi respiratori (come l’asma) per tenere i polmoni aperti il più possibile.

Lo scopo principale della posizione fetale è la ricerca del calore, infatti, se il gatto si ripiega su se stesso adeguatamente riuscirà a mantenere una temperatura corporea costante. C’è da dire però che assumendo questa posizione fetale il gatto può esprimere la paura di poter prendere freddo e ammalarsi e al contempo indica la volontà del gatto di essere lasciato in pace nella sua ricerca di maggiore comfort.

gatto posizione fetale

Quando il gatto è raggomitolato su se stesso, al contrario di come possiamo superficialmente pensare, può essere alla semplice ricerca di calore o può indicare un tentativo di alleviare un dolore fisico, soprattutto se strizza gli occhi o se cerca di comprimere il corpo su se stesso con forza.

gatto arrotolato

Infine, per quanto a noi possa sembrare strano vedere un gatto scegliere di dormire in spazi bui e angusti (come delle piccole scatole o un cassetto) piuttosto che nella loro comoda e calda cuccia, questo comportamento è assolutamente normale e non significa affatto che il gatto sia sofferente, al contrario è dovuto all’istinto che li spinge a cercare dei posti che trasmettano loro un senso di totale sicurezza.

Comportamenti insoliti

Oltre all’osservazione delle varie posizioni di riposo del gatto, può essere altrettanto utile prestare attenzione a determinati comportamenti che di norma possono sembrare innocui, ma se reiterati e continui possono indicare che il gatto sta male o che c’è qualcosa che non va. Due esempi lampanti che sicuramente vi sorprenderanno sono: fare le fusa e “fare la pasta”.

g

Quante volte avete pensato che il vostro micio fosse felice e vi stesse dimostrando affetto vedendolo “fare la pasta” su di una coperta o sulle vostre gambe, o sentendolo fare le fusa? In effetti è conoscenza comune che questi due comportamenti siano indice di tranquillità e felicità nel gatto, e nella maggior parte dei casi questa nozione rispecchia la verità.

Il gesto del “fare la pasta” nasce istintivo nei gattini appena nati sin dal momento della prima poppata, questo gesto stimola le ghiandole mammarie della mamma gatta a produrre più latte. In età avanzata i gatti spesso ripetono questo movimento su superfici morbide come coperte, cuscini, cucce, ma anche varie parti del corpo umano, per verificarne la comodità ma anche per marchiare il territorio (grazie ad un particolare feromone prodotto dalle ghiandole dei cuscinetti plantari).

Fare le fusa, che consistono nell’emissione di un particolarissimo suono attraverso una contrazione ritmica di laringe e diaframma, vengono normalmente emesse dal gatto quando è felice. Questi due comportamenti, se continui, possono però indicare l’insorgere o la fase terminale di malattie del gatto. Il “fare la pasta”, se fatto ossessivamente, indica un qualsiasi tipo di stress psicologico che il gatto cerca di alleviare ripetendo questo gesto che naturalmente genera un rilascio di endorfine che hanno lo scopo di tranquillizzarlo (questo comportamento è paragonabile negli umani al mangiarsi le unghie nervosamente ed inconsapevolmente ).

gatto che fa le fusa

Fare le fusa continuamente invece, in un gatto molto anziano e malato, sebbene si possa pensare che siano espressione di relax, sono invece indice di peggioramento. Queste fusa sono chiamate pre agoniche in quanto vengono emesse in punto di morte.