Vibrisse gatto: cosa sono e a che servono

Vibrisse è il nome dei baffi del gatto e sapere a cosa servono è molto importante per comprendere a fondo come faccia il nostro gatto a fare tante cose.

vibrisse baffi del gatto

Sicuramente una delle prime cose che avrete notato la prima volta che avete visto un micio saranno stati i suoi magnificenti baffi, che si chiamano vibrisse del gatto, ma cosa sono e a cosa servono? Per capirne pienamente l’utilità dobbiamo partire dal loro nome e dall’etimologia di quest’ultimo.

Origine del termine

I baffi del gatto si chiamano vibrisse (vibrissa al singolare), il termine deriva dal latino scientifico vibrissa che significa vibrare. La prima comparsa delle vibrisse risale a circa 250 milioni di anni fa nei cidonti terapsidi (quindi non solo nei gatti) e, nonostante a prima vista potrebbero essere scambiate per semplici peli, in realtà posseggono alle loro estremità veri e propri organi di percezione tattile (chiamati propriocettori). Per questo sono molto più spesse e dure rispetto ai normali peli e le loro radici sono molto più profonde e direttamente connesse ai muscoli e al sistema nervoso del gatto.

Vibrisse: a cosa servono

Le vibrisse permettono al gatto, attraverso il loro vibrare (dovuto al vento, al contatto diretto o al movimento d’aria causato dallo spostamento di oggetti), di individuare ogni minimo cambiamento nell’ambiente circostante, un po’ come se fossero un vero e proprio radar. Queste aiutano il gatto a reagire più rapidamente in qualsiasi situazione, a percepire le distanze dagli oggetti e le loro dimensioni anche senza vederli (ecco perché sono in grado di muoversi con grazia e velocità in spazi stretti ed anche bui), e a mantenere un eccezionale senso dell’equilibrio, anche in caso di caduta.

Certamente vi starete chiedendo: come mai i gatti hanno bisogno di questa “marcia in più” se già posseggono 5 sensi come noi umani? La risposta in realtà è semplice, le vibrisse hanno la funzione di sopperire a un piccolo deficit visivo. Nonostante la vista del gatto sia famosa per essere molto acuta, c’è da sottolineare, in realtà, che i gatti vedono benissimo da lontano ma non riescono a mettere a fuoco da vicino, per questo motivo hanno bisogno di uno strumento che gli permetta di percepire bene dimensioni, distanze e traiettorie, posizione e movimenti (anche minimi) degli oggetti che li circondano.

Per fare qualche esempio, i gatti usano le vibrisse (che sono lunghi poco più della larghezza complessiva del corpo) per capire se possono agevolmente infilarsi in spazi stretti, per percepire spostamenti e posizione delle prede durante la caccia in modo da rendere più efficace e preciso ogni attacco, ed infine per mantenere l’equilibrio in situazioni estreme (avrete sicuramente visto molti gatti camminare agevolmente su spazi ristretti come ringhiere e cornicioni, o vi sarete accorti della loro sorprendente capacità di cadere sempre in piedi). I gatti sfruttano le vibrisse anche per operazioni giornaliere basilari come mangiare.

Avrete notato che a volte i gatti spostano il cibo con le zampe prima di mangiarlo con la bocca, questo è dovuto alle dimensioni del contenitore in cui si trova il cibo. Se la ciotola è troppo piccola rispetto alle vibrisse il gatto non riuscirà a mangiare senza prima spostare il cibo al di fuori della stessa, questo perché le vibrisse gli permettono di individuare la quantità di cibo presente e di mangiare senza sporcarsi.

Le vibrisse oltre ad essere presenti sul muso del gatto (solitamente sono 24, 12 per lato), sono presenti, in dimensioni più ridotte, anche sopra gli occhi, attorno alla mascella, sotto il mento e nella parte posteriore delle zampe anteriori.
Oltre a fungere da guida, le vibrisse del gatto possono esprimere il loro umore: quando il gatto è rilassato o contento i baffi sono anch’essi rilassati ed immobili, se il gatto è spaventato i baffi sono schiacciati contro il viso, quando punta una preda o è in uno stato di eccitazione i baffi sono protesi con le punte in avanti.

Le vibrisse sono quindi di vitale importanza per la mobilità del gatto (e come abbiamo visto non solo), senza di loro i nostri cari mici non sarebbero in grado di muoversi con quell’agilità, eleganza e sicurezza che tanto li contraddistingue. È quindi di fondamentale importanza capire che è sbagliatissimo tagliarle o accorciarle in quanto non hanno, come i normali peli, la funzione di mantenere il calore corporeo.

Bisogna oltretutto tenere presente che la spontanea caduta di una singola vibrissa del gatto una volta ogni tanto non costituisce un pericolo per il nostro animale, in quanto le vibrisse attraversano le stesse fasi di crescita e caduta dei normali peli. Se invece il vostro gatto dovesse perdere in poco tempo molti baffi e questi ultimi non dovessero accennare a ricrescere, sarebbe bene portare il vostro amichetto peloso a fare una visitina al vostro veterinario di fiducia.