Come si socializza un gatto, correttamente?

Come si socializza un gatto nel modo più corretto? Facciamo luce su un argomento interessante e di grande importanza per qualsiasi gattaro che si rispetti

Imparare i fondamentali su come si socializza un gatto è essenziale se vogliamo che il piccolo Micio cresca in modo sano, creando rapporti basati sulla fiducia e facendo sì che si ambienti in casa nel modo più adeguato.

Mettiamoci nei panni di un gattino che si ritrova catapultato in un ambiente che non conosce, a contatto con persone che non ha mai visto. Per il piccolo è un’esperienza “traumatica” nel senso più letterale del termine e noi, che ne abbiamo la responsabilità, dobbiamo essere una guida per lui.

Ma come si socializza un gatto nel modo corretto? Cerchiamo di capire meglio come avviene il processo di socializzazione e cosa dobbiamo fare affinché vada a buon fine.

Indice

Cosa si intende per socializzazione

gattini di una stessa cucciolata

Per dare una definizione semplice di socializzazione, con questa parola ci si riferisce a un processo attraverso il quale il gattino (talvolta il gatto adulto) acquisisce le basi per ambientarsi e inserirsi in un determinato contesto sociale. È, dunque, l’insieme di esperienze che lo accompagnano nei primi mesi di vita e che lo portano a sviluppare un rapporto di fiducia, ad acquisire sicurezza in un ambiente e con persone che prima di allora erano a lui del tutto sconosciuti.

La socializzazione consente al gatto di imparare a stringere legami sociali con persone, animali e con i suoi simili, sviluppando un carattere aperto alle interazioni (quelle sane) e sopravvivendo in un contesto che da estraneo diventi per lui familiare e amichevole. Soltanto se si socializza nel modo corretto un gatto riuscirà a inserirsi, a sviluppare abitudini e comportamenti dettati da emozioni positive e non da quelle negative di avversione o paura.

Quando si socializza il gatto

gattini a pelo lungo

Lo abbiamo già intravisto, ma qui lo spieghiamo meglio. Il gatto si socializza quando è ancora cucciolo e il periodo ottimale è compreso tra le prime 2 e le 7 settimane di vita. Questo lasso di tempo è fondamentale e dovremmo inciderlo con l’inchiostro indelebile nella nostra mente: è qui che il gattino deve avere i primi contatti diretti con gli esseri umani.

Le esperienze che avvengono in generale entro i primi 3 mesi di vita andranno a determinare il suo temperamento ma soprattutto il suo modo di porsi nei confronti del mondo e delle creature che lo circondano, di qualunque specie esse siano. Trascorse le prime settimane, potremmo trovarci di fronte a un Micio eccessivamente timido e restio ai rapporti con le persone o, non da meno, a un gatto che si inselvatichisce, perennemente ansioso nei nostri riguardi. Non è raro che un gatto non socializzato sviluppi comportamenti distruttivi che si ripercuotono sulla convivenza tra le mura domestiche: graffia tutto, morde, urina in giro.

L’importanza di mamma gatta

mamma gatta col suo piccolo

Avrete certamente sentito dire che prima di portare il gattino in casa dovrebbe esser trascorso un preciso lasso di tempo (almeno 12 settimane di vita). Questo dato non è casuale, ma si lega all’importanza che ha la mamma gatta nei primi mesi di vita, anche per quanto riguarda l’imprinting con gli esseri umani.

Mamma gatta non è solo colei che allatta i gattini, ma una maestra e una guida. Se lei si mostra socievole e aperta ai legami con le persone, i piccoli di conseguenza sviluppano una certa fiducia nei confronti di questi giganteschi bipedi di cui non erano minimamente a conoscenza. I gattini imitano la mamma in tutto e per tutto, da lei imparano a fissare dei limiti comportamentali anche mediante le fasi di gioco e in lei vedono l’esempio da seguire anche quando si tratta di interazione tra simili o con altre specie.

Come far ambientare il gatto in casa

gattino arancione che gioca

Il processo di socializzazione è essenziale, ma non dimentichiamo che è nostro compito e responsabilità anche far sì che il piccolo Micio si ambienti bene in casa. E no, non è una cosa così scontata.

Mettiamoci sempre nei panni di un piccolo che è stato appena separato dalla cucciolata e dalla sua mamma (a meno che non ospitiamo tutta la famiglia felina). All’inizio sarà spaesato e anche spaventato, com’è naturale che sia, e apparirà diffidente nei confronti di spazi intrisi di odori, suoni, rumori ed elementi che non ha mai visto o percepito prima di quel momento.

Il gattino ha bisogno di esplorare gli spazi in tutta sicurezza e seguendo i propri tempi. Per tale ragione sarebbe opportuno dedicargli una piccola oasi di comfort, in cui possa nascondersi quando ne abbia voglia e dalla quale possa uscire senza problemi ogni volta che prende coraggio e parte all’esplorazione della casa. La zona comfort, ovviamente, deve includere non solo un giaciglio caldo e lontano da qualsivoglia elemento di disturbo, ma anche le ciotole con pappa e acqua e la lettiera che deve essere adatta ai gattini e facilmente accessibile.

Come si socializza un gatto, molte persone ci hanno chiesto anche:

gattino in braccio a una ragazza

Come far abituare due gatti a stare insieme?

Anche due gatti ben socializzati possono avere qualche difficoltà ad accettarsi l’un l’altro, specialmente quando un Micio viene introdotto in un ambiente che a lungo è stato il “dominio” di un altro quattro zampe. Inizialmente sarebbe opportuno far sì che abbiano libero accesso ad aree separate ma munite di ogni comfort, in modo tale che possano percepirsi e annusarsi senza necessariamente entrare in contatto scatenando il conflitto. Un piccolo trucchetto, inoltre, è quello di farli entrare in contatto con l’odore dell’altro, così da abituarsi e non percepirlo più come un pericolo o un nemico.

Come si instaura un buon rapporto con il gatto?

Il primo passo per instaurare un buon rapporto con il proprio gatto è rispettarlo in quanto tale. Ciascun piccolo felino domestico porta con sé un bagaglio di esperienze e istinti che inevitabilmente influenzano il suo modo di interagire con le persone e gli spazi. E di questo dobbiamo tener conto. I gatti hanno bisogno di indipendenza, di muoversi liberamente senza troppe costrizioni, anche di coccole e contatto con gli umani ma solo quando e nei modi che ritengano opportuni.

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