Gatto ha qualcosa bloccato in gola, come aiutarlo

Vedere Miao sempre in salute e pimpante ci riempie il cuore di gioia, se il gatto ha qualcosa bloccato in gola però potrebbe rischiare di non respirare

Il benessere del nostro amico a quattro zampe va preservato con delle corrette abitudini. Soprattutto se siamo alla prima esperienza, chiediamo il parere del veterinario di fiducia e di professionisti esperti del settore.

Miao, se è in difficoltà, emette dei segnali inconfondibili. Inizia a tossire in maniera continuata, si agita, si muove in maniera scoordinata, ha un respiro affannato e piange.

Sono tutti i sintomi tipici di un gatto che ha qualcosa bloccato in gola e, per questa ragione, rischia il soffocamento. In caso di emergenza, la tempestività fa la differenza fra la vita e la morte. Corriamo alla clinica veterinaria più vicina e allertiamo gli specialisti di turno prima del nostro arrivo così che siano già preparati a un intervento veloce.

Come intervenire

gatto debole

È consigliabile togliere l’eventuale collare al gatto che ha qualcosa bloccato in gola per cercare di favorire il passaggio di più aria. In questo modo potrà respirare meglio. Controlliamo scrupolosamente la bocca e proviamo a vedere se riusciamo a localizzare l’ostruzione. Se non troppo in fondo, cerchiamo di rimuoverlo con le mani o con l’ausilio di una pinzetta. Attenzione, però, ci vuole la massima delicatezza per non correre il pericolo che ciò che è bloccato finisca ancora più in profondità.

Tentiamo a prendere Miao per le zampe posteriori e a sollevatelo. Scuotiamolo per cercare di farlo liberare attraverso la forza di gravità, anche provando a dargli qualche colpo sulla schiena. Come succede a noi esseri umani, anche i gatti possono essere salvati attraverso la manovra di salvataggio tipica: la manovra di Heimlich. Nel caso del nostro amico a quattro zampe, va preso cercando di posizionare le braccia tra lo stomaco e le zampe posteriori. Sulle costole, in modo tale da poter fare delle pressioni rapide fino a quando non fuoriesce l’oggetto responsabile del soffocamento.

Rianimazione del gatto

gatto sbadiglia

Conoscere le manovre di rianimazione di un felino è importante: può fare la differenza tra la vita e la morte. Infatti, è bene essere sempre pronti a ogni eventualità, la rianimazione cardiopolmonare per il nostro adorato Miao, ma vale per qualsiasi altro essere vivente, deve avvenire tempestivamente, ogni secondo perso può compromettere la salvezza della nostra piccola palla di pelo.

Si tratta di una di quelle pratiche che speriamo non debbano servire mai, ma che è caldamente consigliato conoscere per affrontare al meglio un’eventuale emergenza. E farsi trovare preparati è indispensabile. Ecco allora che dobbiamo essere addestrati per fronteggiare quante più situazioni di pericolo possibile. Non si devono solo conoscere le manovre, ma anche gestire l’emotività.

Le varie fasi della vita prevedono degli approcci leggermente diversi. Ci si deve adattare alla fisionomia e alle condizioni di salute generale. Rianimare un cucciolo richiede un’attenzione e una sensibilità maggiori, visto che il suo organismo è più delicato. Di contro un esemplare ormai vecchietto deve essere coccolato per motivi differenti, ma siamo sempre di fronte a un soggetto debole e che rischia maggiormente.

Gatto con qualcosa in gola

gatto con rigurgito

Non bisogna mai improvvisare e pensare che il fai da te o l’approssimazione siano sufficienti per salvare la vita alla nostra piccola palla di pelo, ma ci sono delle situazioni in cui siamo chiamati ad agire, se non vogliamo assistere al decesso del nostro quadrupede. L’approccio del veterinario se il gatto ha qualcosa bloccato in gola, infatti, è sempre preferibile, mai scontato e auspicabile.

Qualora il nostro amico a quattro zampe, però, avesse bisogno di un intervento immediato, perché non respira più e non c’è il tempo materiale di raggiungere lo specialista, non dobbiamo tirarci indietro. Siamo l’ultima spiaggia di Micio e dobbiamo fare tutto il possibile per fare in modo che abbia ancora dei giorni da vivere sulla Terra.

In tal senso, può tornare utile sapere come funziona la respirazione dei gatti: una problematica potrebbe essere l’anticamera di qualcosa di più serio. Dobbiamo imparare a utilizzare il kit del pronto soccorso e la tecnica più efficace per guadagnare del tempo in attesa di poterlo portare dal veterinario più vicino.

Il mio gatto sembra soffocare

gatto che sta rimettendo

L’aspetto più importante quando siamo di fronte a un gatto che ha qualcosa in gola è riuscire a tenere sotto controllo la tensione e la paura che non possa farcela. La velocità e la precisione fanno la differenza. Per una manovra corretta ed efficace si devono seguire dei passaggi ben determinati:

  • Troviamo un luogo stabile e distendiamolo sul fianco destro;
  • Posizioniamo i palmi delle mani in corrispondenza della cassa toracica, dove si trova il muscolo cardiaco (nel punto in cui la zampa anteriore si collega al tronco);
  • Comprimiamo sul torace in modo tale che la compressione vada da 1/4 a 1/3 rispetto alla misura del torace;
  • 100 o 120 compressioni al minuto. Ogni 30, tenendo la bocca del gatto completamente chiusa, respiriamo nel suo naso per due volte (in alternativa possiamo usare una mascherina);
  • Ripetiamo la tecnica fino a quando non torna a essere reattivo.

Fondamentale è verificare l’eventuale assenza di battito, in caso contrario infatti non bisogna assolutamente fare il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale.

Tumore della gola nel gatto, sintomi

gatto nero

Di fronte a un gatto che ha qualcosa bloccato in gola, ricordiamoci sempre che cambia l’approccio a seconda dell’età. Con gli esemplari di piccole dimensioni o i cuccioli, possiamo usare anche una mano sola con la quale avvolgiamo lo sterno e procediamo con le compressioni toraciche.

Con i cuccioli è meglio premere da un centimetro e mezzo a cinque centimetri al massimo, mentre per un esemplare grande si deve andare da un minimo di due e mezzo a un massimo di sette. Insomma, bisogna allenarsi quando non ci sono emergenze in corso e si ha il tempo di automatizzare il meccanismo senza correre rischi inutili quando siamo in emergenza.

Se, dopo la rianimazione cardiopolmonare, il respiro non dovesse riprendere normalmente, è molto probabile che ci si trovi di fronte a un’ostruzione delle vie respiratorie. In questo caso giriamo il nostro amico a quattro zampe al contrario (con il dorso contro il nostro petto) e incrociamo le mani sotto la gabbia toracica. A questo punto, applichiamo cinque forti pressioni sull’addome.

In seguito, verifichiamo se nella bocca o attraverso le vie respiratorie è presente un corpo estraneo che ostruisce il passaggio dell’ossigeno. Se c’è, rimuoviamolo delicatamente e procediamo con altri due respiri artificiali.
Attenzione a come procediamo con la rimozione. Un movimento errato potrebbe far sì che l’oggetto scenda ancora più in profondità, non facendo altro che peggiorare la situazione.

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