Leishmaniosi nel gatto

Anche se gli animali che colpisce più spesso sono i cani, la leishmaniosi nel gatto è sempre più diffusa. Impariamo a conoscerla ed evitarla.

gatto e cane sull'erba

Considerata molto spesso una malattia dei cani, la Leishmaniosi è in realtà una infezione zoonotica che può colpire molti altri animali, compresi gli esseri umani. Vediamo in particolare cosa c’è da sapere sulla leishmaniosi nel gatto.

gatto che si gratta sul prato

L’infezione

Causata dal protozoo Leishmania infantum, la leishmaniosi nel gatto causa tre tipi di reazioni: una cutanea, una oculare e una viscerale, considerata la forma più rara ma severa di leishmaniosi.

L’infezione avviene quando dei piccoli insetti chiamati flebotomi trasmettono i parassiti flagellati sulla pelle di un ospite. Il periodo di incubazione, che porta dall’infezione al manifestarsi dei primi sintomi, varia generalmente da un mese a diversi anni. Non c’è età, sesso o razza che vengano colpiti maggiormente, ma nei maschi si verifica più di frequente una reazione viscerale. Le probabilità di contrarre l’infezione saranno inoltre maggiori se l’animale è già affetto da malattie che colpiscono il sistema immunitario come FIV, FeLV e toxoplasmosi.

Le zone del corpo più interessate sono la pelle, i reni, la milza, il fegato, gli occhi e le articolazioni. La più frequente reazione cutanea si presenta con lesioni sulla pelle e perdita di pelo. Vi è poi una marcata tendenza alle emorragie.

Si tratta di un’infezione molto diffusa nel bacino del Mediterraneo, in Portogallo e Spagna. Vi sono anche casi sporadici in Svizzera, Francia del Nord e Olanda, e casi endemici nell’America Centrale e Meridionale, nonché nel Messico settentrionale.

Sintomi e tipologie

Leishmaniosi cutanea: colpisce la pelle

  • Ipercheratosi (ispessimento della cute); eccessive croste sulla pelle, depigmentazione e screpolatura di muso ed estremità distali delle zampe;
  • Alopecia, manto secco e sottile con perdita di pelo simmetrica;
  • Sviluppo di noduli sulla superficie cutanea.

Leishmaniosi oculare: colpisce gli occhi

  • Congiuntivite;
  • Blefarite;
  • Uveite;
  • Alopecia intorno agli occhi.

Leishmaniosi viscerale: colpisce organi della cavità addominale

  • Severa perdita di peso;
  • Inappetenza;
  • Diarrea;
  • Feci catramose;
  • Vomito;
  • Sangue dal naso;
  • Letargia.

gatto sdraiato

Cause

Viaggiare in regioni endemiche in cui il gatto può essere esposto ai flebotomi o altri animali colpiti è il modo più facile per contrarre l’infezione. Tuttavia anche una trasfusione di sangue infetto può portare alla leishmaniosi.

Diagnosi

Il veterinario eseguirà un esame accurato sul vostro gatto, tenendo conto della sintomatologia e dei possibili eventi che hanno causato l’infezione. Verrà effettuata un’analisi del sangue e delle urine per escludere disturbi come lupus, tumori e cimurro che causano sintomi simili. Estrarre dei campioni di tessuto cutaneo, della milza, del midollo osseo o dei linfonodi, nonché procedere a una biopsia delle lesioni cutanee è utile per giungere a una diagnosi più precisa.

Molti animali affetti da leishmaniosi presentano alti livelli di proteine e gammaglobuline, come anche un’elevata attività degli enzimi epatici. In ogni caso il vostro veterinario potrebbe eseguire dei test specifici per individuare il lupus o escluderlo dalle possibili cause.

gatto in un cespuglio

Trattamento

Se il vostro gatto è emaciato e l’infezione è diventata cronica è il caso di considerare l’eutanasia perché le probabilità di sopravvivenza sono molto scarse a quel punto. Nel caso in cui l’infezione non sia ancora troppo severa il veterinario prescriverà dell’allopurinolo e una dieta a base di proteine, possibilmente specifica per insufficienza renale. Se il gatto presenta noduli cutanei è il caso di rimuoverlo chirurgicamente.
A differenza di quanto avviene per i cani, che possono contare su un vaccino, non si dispone di una misura preventiva efficace per la leishmaniosi nei gatti. Gli organismi che risiedono nelle lesioni non verranno mai eliminati del tutto, e le recidive saranno inevitabili.

È dunque importante evitare il contatto con gli insetti portatori nelle zone a rischio: zanzariere e prodotti repellenti possono essere efficaci a questo proposito, ma consultate il veterinario prima di utilizzare questi ultimi sul vostro gatto, perché potrebbero risultare tossici.

Aspettative di vita

Il veterinario avrà bisogno di monitorare regolarmente il vostro gatto per registrare ogni miglioramento clinico e per l’identificazione degli organismi eseguirà diverse biopsie. Potete aspettarvi una recidiva da qualche mese a un anno dopo l’inizio della terapia; per questo motivo è bene far visitare il gatto almeno ogni due mesi dopo il completamento della terapia iniziale.