Perche i gatti alzano la coda

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Il gatto alza la coda, un rituale consolidato utile a comunicare uno stato d’animo all’interlocutore presente: il proprietario, un estraneo oppure un altro gatto o ancora un altro animale. Del resto l’arte comunicativa del gatto è cosa nota, non solo miagolii e versetti, ma principalmente fusa, strusciamenti, zampate, rotolamenti e ovviamente movimenti precisi dell’estensione principale: la coda. Un linguaggio non verbale che con l’esperienza è facile interpretare e comprendere, così da interagire positivamente con il felino percependo per tempo tutti gli stati d’animo.

Coda dritta e sollevata, il significato

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La coda sollevata serve al felino per diffondere i suoi odori, per marcare il proprietario ed il territorio delimitando così la sua area di appartenenza. È una strategia immediata che sottolinea la sua necessità di conoscere e per dimostrare contemporaneamente affetto, fiducia e rispetto nei confronti di chi gli è vicino e magari ha allungato una mano per una carezza. È un comportamento che cela un legame importante e lontano nel tempo, quello con la madre che leccandoli i piccoli li tranquillizzava e stimolava le parti intime per favorire la prima urina e defecazione. Un processo che i neonati non riescono ad espletare autonomamente durante i primi giorni e che quindi richiede il supporto materno, con tanto di codine alzate verso l’alto.

Coda dritta, le varianti

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La coda dritta non indica solo la necessità di conoscere e salutare, ma se appare dritta con una piccola curvatura all’apice è sinonimo di curiosità esattamente come il punto di domanda ipotetico che rappresenta. Una coda dritta ma vibrante indica felicità, il micio sta facendo le feste al proprietario oppure all’umano del cuore, mentre se ondeggia mollemente da parte a parte segnala un interesse blando e diffidente. Infine se risulta dritta ma viene agitata con estrema velocità potrebbe simboleggiare uno stato d’animo agitato, nervoso e forse un po’ teso. Il gatto potrebbe essere arrabbiato oppure provare paura e timore, fino a dichiarare guerra ad un avversario.

Comunicazione non verbale

Gatto anziano

Come anticipato il gatto comunica attraverso un linguaggio non verbale, non si limita a miagolare oppure a fare le fusa ma parla attraverso movenze e gestualità. Un esempio sono proprio le fusa che simboleggiano sia affetto sia un momento di malessere vissuto dal gatto, ma quest’ultimo potrebbe modificare la fisionomia della schiena creando un arco con tanto di pelo dritto, un gesto di difesa nei confronti dei nemici. Potrebbe rannicchiarsi perché timoroso, oppure rotolare sulla schiena mostrando la pancia come pura sottomissione, ma anche appiattirsi a terra con coda nervosa e orecchie rovesciate all’indietro mostrando resa ma anche nervosismo. Anche lo sguardo è importante specialmente se il gatto vuole sfidare è solito fissare l’interlocutore negli occhi, se invece socchiude gli stessi è rilassato e calmo.