Gatto, come accarezzarlo correttamente

Gatto e carezze

Accarezzare il gatto di casa è un’abitudine in grado di rilassare anche gli animi più turbati, un’attività che l’amico apprezza e spesso richiede personalmente. Coccolare l’amico di sempre è una gestualità che aumenta la sintonia e la comprensione reciproca, ma perché ciò avvenga serenamente è necessario stabilire il giusto approccio. Potrebbe sembrare una ritualità facile da attuare ma ogni felino possiede una propria indole in grado di incidere anche sul desiderio o meno di ricevere carezze, alcuni gatti risultano molto sensibili al tocco e non sempre apprezzano il tipo di intimità che si crea. Altri tollerano il tutto con impareggiabile distacco, altri ancora invece reclamano attenzioni e coccole ripagando con interminabili fusa e miagolii. Comprendere come accarezzare il gatto è molto importante a partire dai segnali che il gatto comunica.

Gatto di casa, come accarezzarlo

Gatto cuccia

Nonostante la sintonia ed il legame quotidiano accarezzare il proprio gatto potrebbe rivelarsi non così facile, perché potrebbe non gradire il tocco continuo considerandolo un po’ invadente. Solitamente la reazione classica è uno sbuffo, un soffio oppure una graffiata perché, come anticipato, il micio è un animale molto sensibile al tocco ed un’azione ripetitiva potrebbe innervosirlo e destabilizzarlo. Tutto dipende dal tipo di socializzazione ricevuta dal micio di casa, un esemplare che sin da piccolo ha interagito positivamente potrà gradire maggiormente le coccole. Anche il carattere potrebbe incidere, il nostro amico potrebbe rivelarsi molto socievole e giocherellone, oppure fortemente timido e timoroso, quindi nervoso, ansioso e restio al contatto. Per agevolare una buona interazione è bene conoscere e le zone dove accarezzarlo, concentrando l’attenzione su alcuni punti che lui ama farsi grattare o coccolare come la testa, intorno alle orecchie, sotto il mento e sull’attaccatura della coda ma mai in contropelo. Alcuni esemplari concedono anche il permesso di farsi coccolare sulla pancia, un gesto di fiducia e apertura che però potrebbe nascondere un tranello: la zampa pronta per il graffio.

Gatto randagio, come coccolarlo

Gatto anziano

Un gatto randagio ispira affetto e tenerezza ma approcciarlo per qualche coccola potrebbe rivelarsi una scelta non sempre felice. A differenza dell’amico domestico un esemplare randagio non conosce chi si allunga per una coccola, non riconosce profumi e gestualità, per questo un approccio troppo rapido e repentino potrebbe intimorirlo. Tutto dipende dalla socializzazione del micio stesso, della sua capacità di interagire e fidarsi degli sconosciuti quindi dal desiderio di fare coccolare. Perché la situazione risulti pacifica è bene avvicinarsi con calma, lasciando sempre una via di fuga e permettendogli di annusare la mano allungando anche qualche crocchetta o del cibo senza avvicinarsi. Sarà una sua scelta quella di fidarsi o meno della nuova presenza concedendosi per qualche carezza e grattatina affettuosa.

I segnali del gatto

Gatto anziano

Il gatto parla attraverso il linguaggio del corpo quindi sarà facile comprendere le sue intenzioni, specialmente se è propenso o meno a farsi coccolare. Quando è tranquillo solitamente solleva la coda mostrando la schiena, spesso strusciandosi contro la gamba dell’umano così da impregnarlo del suo odore e rimarcandone l’appartenenza. Potrebbe acciambellarsi accanto al proprietario oppure sdraiarsi sulle sue gambe invitandolo alle carezze, ma è indispensabile captare la presenza di eventuali segnali di nervosismo quali pupille dilatate, orecchie piegate all’indietro oppure il movimento nervoso della coda. Anche sdraiarsi sulla schiena mostrando la pancia potrebbe rivelarsi un segnale ambiguo, non è detto che sia un invito alla coccola ma potrebbe trasformarsi un inganno: il gatto potrebbe sfoderare gli artigli pronto al graffio.