Sguardo colpevole del nostro gatto: ecco che cosa significa in realtà

L'antropomorfizzazione spesso penalizza l'interpretazione del linguaggio di Miao. Accade anche con lo sguardo colpevole del nostro gatto

gatto intento a rubare del cibo

Lo sguardo colpevole del gatto lo conosce sia chi ha dei pelosi in giro per casa che chi non ha mai avuto esperienze dirette con felini o cani. Film, pubblicità, video e foto sui social network sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo. Ma l’apparenza spesso inganna, e rischia di farlo anche in questo caso. Miao, quando assume questa espressione, davvero si sente in difetto o prova altri sentimenti che vale la pena conoscere?

Il rapporto tra bipede e quadrupede, complici i decenni di evoluzione passati a strettissimo contatto reciproco, è sempre più simbiotico. Il gap comunicativo, inevitabile tra due specie così diverse tra loro, si è ridotto sensibilmente; ma siamo sicuri di sapere tutto sulla nostra piccola palla di pelo, a volte un po’ strafottente?

Uno sguardo di insieme

gatto in allarme

Un errore interpretativo può avere delle conseguenze più o meno gravi, più conosciamo il nostro pet, più potremo contribuire al mantenimento del suo benessere nel suo complesso (sia a livello psicologico che fisico). Questo vale anche nel caso dello sguardo colpevole del gatto. Il nostro fine ora è quello di fare un po’ di ordine, viste le informazioni spesso falsate che circolano sull’argomento oggetto della nostra analisi.

La tendenza, spesso dannosa, è quella di antropomorfizzare i comportamenti animali, di traslare i nostri atteggiamenti e le nostre espressioni (con relativi significati) in un mondo che – per quanto si sia avvicinato al nostro – è molto differente per tanti versi e ragioni. Il nostro adorato Miao, infatti, in questo caso particolare, non prova nessun tipo di rimorso: è ‘solo’ intimorito dalla reazione che gli abbiamo riservato.

Un errore è facile

Passare tanto tempo insieme al nostro amico a quattro zampe, senza dubbio, ci permette di conoscerlo meglio. Questo però non sempre è sufficiente. Soprattutto chi non ha mai avuto esperienze pregresse con i gatti, infatti, può commettere l’errore di male interpretare il linguaggio del corpo. Ecco perché è sempre consigliabile avvalersi di un professionista esperto nel comportamento felino. A tal proposito, potrebbe tornare utile saperne di più su come comprendere il linguaggio del gatto.

Questo vale soprattutto nelle prime settimane di vita, quando una corretta socializzazione permetterà a Miao di sapere come interagire con il mondo esterno e noi siamo ancora veramente poco affini a questo esemplare così affascinante. Troppe volte, infatti, succede di credere che qualcosa abbia un determinato significato, per poi scoprire anche a distanza di tempo che avevamo commesso un errore grave e/o grossolano.

Ma qual è il punto?

La maggior parte della gente basa questo malinteso relativo allo sguardo colpevole del gatto sul fatto che non sembra mai sentirsi in difetto, mentre il cane sì. Ma non è questo il punto, né per l’uno né per l’altro pet. Che non provino il senso di colpa dipende dal fatto che non hanno la percezione di avere commesso un errore.

Infatti, quando i cani si accorgono del disappunto nel nostro tono di voce, sentono salire l’ansia. Si spaventano perché di una cosa sono consapevoli: la punizione che sta per arrivare. Tuttavia non ne conoscono la ragione. Inoltre va specificato che Miao tende ad andarsene quando c’è una situazione di nervosismo che lo turba. Come succede con Fido, questo non ha nulla a che fare con la loro colpevolezza.

Entrambi sono in grado di stabilire una connessione di ‘cattivo comportamento’, ma è essenziale che vengano colti in flagrante, altrimenti la loro memoria non gli permetterà di fare l’associazione che noi vorremmo a distanza di 20 minuti o più.

Scoperto in flagranza di reato

Al di là che si scorga lo sguardo colpevole del gatto o meno, il momento migliore per riprendere un comportamento errato del nostro amico a quattro zampe è quando lo sta commettendo. Non urliamo e non puniamo – non faremmo altro che aumentare il livello di ansia e stress – ma facciamogli capire che non siamo contenti. Inoltre, aspettiamo un atteggiamento virtuoso per premiarlo con il rinforzo positivo. Poi, se è vicino il momento della pappa, soprassediamo un attimo. Non deve fare associazioni errate.

Non si può basare tutto sul senso di colpa, vale sia per Fido, ma soprattutto per Miao. Le azioni dei gatti infatti partono dal pensiero che si tratti di una buona idea. Meglio quindi comprendere la loro ratio e agire con una strategia specifica.

Una questione di legame

gattino che dorme

Eventi drammatici a parte, ciò che può spaventare una palla di pelo è direttamente collegato al tipo di rapporto che abbiamo instaurato con lei. La preoccupazione di non offendere i nostri sentimenti, in Miao, nasce quando si crea un rapporto di affetto.
Inoltre va precisato che molti atteggiamenti scorretti possono riguardare il desiderio di soddisfare i propri bisogni. I felini, quindi, smetteranno di graffiare il divano quando gli daremo il tiragraffi giusto. Non dimentichiamo che tanto dipende dall’equilibrio psicofisico e dall’eventuale noia che può prendere il sopravvento in un essere vivente che nasce predatore.

Spesso e volentieri ci aspettiamo lo sguardo colpevole del gatto anche senza contesto. Se non abbiamo trasmesso questo senso di vicinanza, una sorta di legame non possiamo pretendere che Miao si senta responsabile dei nostri stati d’animo rispetto alle sue azioni.

Se siamo figure lontane, che si limitano al nutrimento e a qualche urletto quando la tappezzeria viene messa in pericolo, non possiamo illuderci che il rapporto bipede-quadrupede sia intenso. In sostanza, dobbiamo fargli capire che li amiamo e che teniamo al loro benessere a 360 gradi.

Conclusioni

gatto disteso

Se lo sguardo colpevole del gatto in realtà significa altro non dipende dal fatto che non sia in grado di provare rimorso. Molto più banalmente, il felino non sempre ha la percezione di avere commesso un errore. Miao, dunque, non avrebbe contezza di avere fatto qualcosa di sbagliato; ma reagirebbe semplicemente al comportamento del proprietario. Si spaventa perché per lui un fatto è chiaro: la punizione arriverà. Tuttavia non ne conosce la ragione.

In conclusione, continuare a sgridare il nostro amico a quattro zampe non serve a nulla, solamente a spaventarlo. Forse è meglio, allora, chiedere aiuto a un etologo certificato per sapere come interagire in modo più responsabile.