Acalasia nei gatti: che cos’è, cause, sintomi e cura di questa malattia

Micio non riesce a ingerire la pappa? Potrebbe trattarsi di acalasia, un raro disturbo della deglutizione nei gatti. Ecco cosa sapere

gatto pupille dilatate

L’acalasia nei gatti è caratterizzata da un rilassamento inadeguato del muscolo cricofaringeo, che porta ad una relativa incapacità di deglutire cibo o liquidi. È una condizione che impedisce ai piccoli felini di nutrirsi normalmente, per fortuna piuttosto rara.

Ecco spiegato perché l’acalasia provoca innanzi tutto il dimagrimento nei gatti, proprio perché di fatto non riescono a ingerire correttamente il cibo. Il peso diminuisce sempre di più e, come sappiamo bene, osservare il dimagrimento di Micio non è mai un buon segno. Se dovesse accadere, non esitiamo a portarlo dal veterinario per una visita accurata con tutti gli esami del caso.

Acalasia nei gatti, un raro difetto congenito

cucciolo gatto

L’acalasia nei gatti è considerato un difetto congenito, significa quindi che Micio nasce già con questa condizione e pertanto si nota già nei gattini la difficoltà nel deglutire e ingerire normalmente il cibo. Tuttavia è stato osservato che talvolta anche i gatti adulti (soprattutto anziani) possono sviluppare questo difetto, complice l’invecchiamento dell’organismo. In ogni caso si tratta di una condizione molto rara che non si osserva abitualmente nei nostri amati felini.

L’ingestione, ovvero l’atto naturale di spostare il cibo dalla bocca allo stomaco, è significativamente compromessa nei gatti con acalasia. Il normale movimento del cibo dalla bocca alla faringe, dalla faringe all’esofago e poi attraverso il cardias, fino allo stomaco, non avviene e di fatto la deglutizione resta incompleta. In condizioni normali il pezzo di cibo (bolo) si forma alla base della lingua e grazie alle contrazioni dei muscoli faringei viene spinto nella gola. In caso di acalasia il muscolo cricofaringeo non riesce a rilassarsi e dilatarsi per far passare il bolo, che quindi resta bloccato nella faringe.

L’acalasia è un problema molto serio nei gatti. Non solo gli impedisce di nutrirsi normalmente, facendogli perdere peso in modo preoccupante, ma bloccando il passaggio del cibo causa difficoltà respiratorie, tosse, vomito e perfino soffocamento.

Cosa fare se il micio è affetto da acalasia

gatto nero anziano

Non è difficile osservare i sintomi dell’acalasia ma naturalmente la diagnosi spetta soltanto a un veterinario esperto. Noi padroncini possiamo notare che Micio tenta di mangiare ma il cibo gli resta in gola, provocando tosse e soffocamento. I gatti con acalasia sono sempre affamati perché provano a ingerire la pappa ma di fatto non ci riescono. In questo caso è opportuno studiare insieme al veterinario un modo per nutrirli con cibi liquidi, ad esempio alimentandoli tramite un sondino. Ma è pur vero che un gatto non può mangiare soltanto liquidi, perché a lungo andare può sviluppare carenze nutrizionali. In più il continuo tossire può progredire nel tempo fino alla vera e propria polmonite.

Come anticipato, l’acalasia nei gatti (per fortuna) è piuttosto rara ma c’è un modo per curarla. Il veterinario può praticare un intervento chirurgico che riporta alla normalità le funzioni digestive del gatto, in modo che fibre del muscolo cricofaringeo non si restringano più durante la deglutizione impedendo al cibo di transitare. Per il resto non si può fare altro, non ci sono delle medicine in grado di curare questo difetto perciò l’unica soluzione disponibile è la chirurgia. Naturalmente quando sia possibile e sempre in base alla diagnosi specifica del veterinario.

Un micio che ha subito questo tipo di intervento ha bisogno di particolari attenzioni nel post-operatorio. Dobbiamo somministrargli piccole quantità di alimenti liquidi e morbidi e naturalmente monitorarne la deglutizione. Se il vostro peloso soffre di questa patologia, armatevi di coraggio e pazienza e affrontante insieme a lui il percorso per la cura. Per tornare a coccolarvi e giocare insieme, come una volta.

Megaesofago nel gatto, sintomi e terapia

gatto bianco con le orecchie lunghe

Il megaesofago è un altro disordine della motilità esofagea che si riscontra raramente nel gatto, più di frequente nei cani. Soltanto il Siamese è la razza felina che sembra maggiormente predisposta a nascere con questo difetto. Ed è proprio qui il punto, il megaesofago è principalmente un difetto congenito che il micio ha sin dalla nascita. Talvolta può essere acquisito, quindi provocato da un altro disturbo o malattia. L’acalasia nel gatto può dare origine al megaesofago.

È interessante scoprire che fino a non molto tempo fa il megaesofago veniva chiamato proprio acalasia. Ciò era fondamentalmente il frutto di un grande equivoco, perché il megaesofago nell’uomo viene appunto chiamato acalasia esofagea. Le persone che nascono con questo difetto non riescono a ingerire normalmente il cibo, ma per un motivo diverso rispetto all’acalasia felina. Negli umani il cardias, cioè la valvola che congiunge esofago e stomaco, non si estende come dovrebbe e impedisce il passaggio del bolo alimentare dall’esofago allo stomaco. Questo “difetto” fa sì che le pareti dell’esofago nel tempo si allarghino, al punto tale da non riuscire più a contrarsi.

Gli studi hanno confermato che il megaesofago di Micio ha poco a che vedere con l’acalasia nelle persone. Il megaesofago non è altro che la dilatazione spropositata delle pareti dell’esofago e può essere congenito oppure acquisito, come abbiamo viso. La forma congenita è molto pericolosa perché si riscontra già nei cuccioli, che quindi hanno problemi durante lo svezzamento. I gattini non possono mangiare la pappa e il rigurgito provocato dal megaesofago spesso li soffoca, portandoli a morte prematura.

Esofagite nel gatto, cosa sapere

gatto randagio

Tra le malattie che possono provocare l’insorgere di megaesofago nel gatto, oltre all’acalasia, possiamo citare anche l’esofagite. Si tratta di una brutta infiammazione della mucosa dell’esofago (come si evince dal nome) e può avere diverse cause, manifestandosi in forma acuta oppure cronica. Le forme croniche sono le più gravi perché è da queste che le condizioni di salute di Micio peggiorano, arrivando a stenosi esofagea e megaesofago.

La causa principale di esofagite nel gatto è il reflusso gastroesofageo, una condizione molto fastidiosa che porta il micio a vomitare continuamente. Ciò fa sì che i succhi gastrici dallo stomaco risalgano nell’esofago, provocando una terribile sensazione di bruciore e uno stato infiammatorio che, se non curato in tempo, può diventare cronico. Esofagite, appunto. La malattia può anche avere cause diverse dal reflusso gastroesofageo come anomalie congenite del cardias, tumori allo stomaco o all’esofago, ernia iatale o gastrite cronica.