Reflusso acido nel gatto, da cosa può essere causato?

Reflusso acido nel gatto, tutte le cause che possono produrre questa problematica e le soluzioni migliori da attuare su suggerimento medico

reflusso acido nel gatto

Scopriamo cos’è il reflusso acido nel gatto, una condizione che può colpire anche l’amico di affezione al pari dell’uomo ed è noto anche come malattia da reflusso acido o GERD.

La condizione di disagio può comparire in modo del tutto occasionale come conseguenza del pelo ingerito, oppure presentarsi quotidianamente. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Come si manifesta il reflusso acido nel gatto

reflusso acido nel gatto

In molti pensano che il reflusso acido nel gatto sia una reazione spontanea e naturale data dalla troppa foga nel cibarsi, oppure dall’ingestione del pelo durante la toelettatura.

Una condizione che lo porta a cercare di espellere le palle di peluria che si formano nello stomaco e che gli creano fastidio.

Un’irritazione che può capitare occasionalmente e saltuariamente, ma il reflusso si palesa quando non vi è controllo dei liquidi gastrici o intestinali che risalgono dall’esofago.

E questa condizione può avvenire con frequenza costante, anche ogni giorno, con relativa fuoriuscita di una sostanza liquida acida.

Noto sia come reflusso gastroesofageo o GERD si trasforma in un vero disagio fisico per il povero quadrupede, che finisce per ritrovarsi a rigettare anche liquido gastrico.

La componente acida dello stesso è un insieme costituito da bile, pepsina e acido dello stomaco che possono irritare l’esofago e la mucosa interna.

Quando il reflusso si palesa il gatto non sempre riesce a controllarlo finendo per riversare sul pavimento ciò che lo infastidisce.

Una situazione che alla lunga può creare al felino di casa malessere e disagio fisico e per questo va affrontata nel modo giusto con il supporto del veterinario per una risoluzione ottimale.

Le cause principali e i sintomi più comuni

reflusso acido nel gatto

Il reflusso acido nel gatto si manifesta con una sintomatologia precisa e come abbiamo già scoperto attraverso il rigurgito o il vomito.

Ma il gatto potrebbe produrre una salivazione eccessiva data dall’acidità del reflusso stesso, che potrebbe spingerlo anche a non cibarsi rifiutando i pasti quotidiani.

Il GERD produce irritazione alla mucosa dell’esofago e anche una discreta alitosi, a riprova della condizione di disagio vissuta dal gatto.

Ma cosa può produrre il reflusso, quali sono le cause? Come anticipato si può manifestare attraverso il rigurgito ovvero un’espulsione spesso incontrollata.

Oppure tramite il vomito che presenta una componente fisica con tanto di contrazione addominale, necessaria per liberarsi del fastidio.

Le cause che possono condurre alla GERD sono tante tra queste l’ernia iatale, anche se non è così diffusa, seguita dalla presenza di corpi estranei ingurgitati per errore e che il gatto cerca di rimuovere.

Allergie e intolleranze alimentari oppure infiammazioni intestinali gravi, seguite da pancreatite cronica fino alle forme tumorali intestinali.

Passando per la presenza di boli di pelo che banalmente cerca di rimuovere perché lo infastidiscono.

Visite e diagnosi da effettuare

reflusso acido nel gatto

Il gatto andrà condotto dal veterinario per alcune visite di controllo così da intercettare la causa del suo malessere e del reflusso acido.

Il medico potrà suggerire un cambio della dieta che dovrà prevedere l’impiego di proteine e fibre mai sperimentate dal gatto, ma in assenza di miglioramenti verranno eseguite nuovi accertamenti.

Come ad esempio delle radiografie semplici oppure al bario, quest’ultimo è in grado di evidenziare il tratto gastrointestinale così da intercettare eventuali anomalia.

Passando poi per un esame ecografico utile per monitorare il benessere del pancreas, del fegato, dei reni e dei linfonodi.

Ma per degli esami maggiormente approfonditi dell’esofago e del tratto gastrointestinale il veterinario procederà attraverso una endoscopia e biopsia endoscopica oppure con una biopsia chirurgica.

In questo caso il gatto verrà sedato con l’utilizzo dell’anestesia così da operare in totale sicurezza, ricavando in questo modo tutti i dati per una diagnosi definitiva.

Il medico dovrà procedere per gradi valutando quale procedura potrà risultare più utile senza ledere il benessere del gatto stesso.

Al contempo il proprietario dovrà fornire tutti i dati riguardanti le abitudini del felino stesso, eventuali cambiamenti comportamentali o alimentari.

In questo modo l’esperto potrà valutare tutti i dati in suo possesso per definire una diagnosi e una cura adeguata.

Quali le cure migliori per il gatto

reflusso acido nel gatto

In base ai risultati ottenuti il veterinario dovrà indicare la cura più adatta, ad esempio un felino con esofagite potrà trarre beneficio dall’assunzione dei gastroprotettori.

In grado di lenire le lesioni all’interno dell’esofago e riducendo l’acidità per agevolare la guarigione di ulcere e lacerazioni presenti all’interno dello stomaco.

Nei casi più gravi come reflusso ed esofagite, linfoma avanzato o pancreatite, il medico inserirà temporaneamente un tubo così da alimentare il gatto.

I alcuni casi potrà prescrivere medicinali utili a ridurre lo stimolo del vomito o del rigurgito, oppure una serie di antibiotici per sconfiggere l’eventuale presenza di batteri e infiammazioni.

In particolare quelle intestinali molto fastidiose e difficili da debellare con rapidità.

Vista la presenza prolungata di acidità di stomaco il gatto potrà apparire dimagrito, dopo aver rifiutato il cibo a lungo perché non affamato e dolorante.

In questo caso il medico potrebbe prescrivere alcuni medicinali utili a stimolare l’appetito, in tandem con una dieta specifica utile ad invogliare l’amico a quattro zampe.

Inoltre dovrà considerare anche altri fattori in grado di predisporre il gatto a questo tipo di problematica, condizioni spesso sottovalutate.

Ad esempio l’obesità felina e l’ascite che favoriscono una forte pressione addominale oppure alcune patologie in grado di agevolare l’ostruzione delle vie respiratorie.

Senza sottovalutare l’impatto che può avere un digiuno prolungato preanestesia, fino alle cause senza un motivo preciso e in assenza di patologie e problemi.

Curare il reflusso acido è possibile, come abbiamo visto, ma anche prevenirlo è fondamentale così da permettere al gatto di vivere in serenità.

Ovviamente ove è possibile magari controllando l’amico quando gioca con oggetti che potrebbero agevolare una reazione e spazzolandolo con frequenza evitando così la formazioni di pelo nello stomaco.

E monitorando le reazioni a fine pasto, variando la dieta e combinando i cibi nel modo giusto impedendo che cada vittima di allergie e intolleranze.

Cure, attenzioni e amore non dovranno mai mancare al gatto di casa, sin dalla più tenera età per favorire una crescita sana, costante, forte e felice.