Burmilla, storia e origini: cosa sapere su questo gatto

La storia del "nobile" gatto Burmilla è piuttosto recente e nasce dall'incontro casuale tra un Persiano Chinchillà e un Burmese

esemplare di gatto burmilla

Nasce del tutto casualmente la storia del gatto Burmilla, un particolarissimo felino domestico dall’aspetto semplicemente incantevole.

Il Burmilla è il frutto dell’incontro tra un gatto Persiano Chinchillà e un Burmese di colore lilla e proprio a queste due razze deve il suo nome.

La ricca baronessa che amava i gatti

A differenza di moltissime altre razze di felini domestici, il Burmilla vanta origini piuttosto recenti e a dir poco “nobiliari”.

gatto burmilla color crema

Nel 1981 viveva nel Regno Unito una ricca baronessa di nome Miranda Von Kirchberg, grande amante dei gatti e provetta allevatrice.

Nel suo allevamento casalingo si occupava delle più disparate razze di gatti scegliendo sempre i più belli ed eleganti.

In quell’anno decise di regalare al marito un nuovo gatto, in particolare uno splendido maschio di Persiano Chinchillà di colore silver (argento).

Casualità volle che poco prima che il micione venisse sterilizzato incontrasse una delle belle gatte di razza Burmese di colore lilla.

Da questo “amore” nacque un’inaspettata cucciolata con dei gattini davvero splendidi e dal mantello particolare.

Non ci volle molto prima che la baronessa si rendesse conto della gran fortuna che aveva avuto, così decise di darsi da fare per stabilizzare i tratti caratteristici di questa nuova razza.

Burmilla: storia della razza e origine del nome

Per stabilizzare questa nuova splendida razza felina si iniziò ad operare con un’attenta opera di selezione e incroci, sempre a partire da gatti Burmesi e Chinchillà.

gatto con gli occhi verdi

Naturalmente utilizzando anche i cuccioli che derivarono dal primo accoppiamento casuale dei gatti della Baronessa.

Bastò appena un anno per perfezionare gli incroci focalizzando l’attenzione in particolare su due geni recessivi.

Il primo apparteneva al gatto Birmano che conferiva ai cuccioli corporatura e struttura simili, il secondo invece era del gatto Chinchillà grazie al quale i gattini nascevano con il pelo lungo.

La progenie della prima generazione (F1) aveva dunque queste caratteristiche: aspetto e struttura fisica del Birmano e pelo lungo e folto come il Chinchillà, di colore Silver.

Dalla seconda generazione in poi la genetica ha fatto il suo corso determinando diverse varianti, una più bella dell’altra.

Dall’incrocio tra due F1 potevano nascere gatti Birmilla come da standard, a pelo corto, oppure a pelo lungo, Birmilla a pelo lungo con sfumature argentate, Burmilla con mantello Tabby color argento sia a pelo lungo che a pelo corto.

La storia del nome Burmilla nasce da un gioco di parole. Dando vita a una razza nuova occorreva anche un nome nuovo che la distinguesse da quelle preesistenti.

Così la Baronessa decise di rendere omaggio ai “genitori” della razza, il bel gattone Burmese e la mamma gatta Chinchillà. Unendo i due nomi si ottenne, appunto, Burmilla.

Burmilla: standard e riconoscimenti

La storia del Burmilla è molto recente per cui ancora non c’è stato un vero e proprio riconoscimento ufficiale della razza felina.

gatto a pelo bianco con sfumature argento

A quasi quarant’anni dalla sua creazione, il Burmilla resta un gatto diffuso praticamente solo nel Regno Unito e in Danimarca.

È molto raro trovarne esemplari altrove ed esistono pochissimi allevamenti al di fuori del suo Paese d’origine.

Pensate che in Italia esiste un solo allevamento che si occupa di Burmilla nella città di Rufina in Toscana, presso l’allevamento “Mille fiabe” gestito dall’allevatrice Eleonora Pucci.

I principali club e associazioni internazionali non hanno ancora apposto il proprio riconoscimento alla razza.

Negli anni Novanta è stato fondato nel Regno Unito il “Burmilla Cat Club”, che riunisce appassionati ed estimatori.

Data la rarità degli esemplari acquistare un Burmilla non è proprio alla portata di tutti e il costo di un cucciolo si aggira intorno ai 1.000 euro.

Alcuni allevatori possono arrivare a chiedere anche cifre maggiori, fino a 1.500 euro.

Caratteristiche del Burmilla

Anche se non è stato stilato uno standard di razza ufficiale ci sono delle caratteristiche imprescindibili che distinguono il Burmilla dagli altri gatti.

caratteristiche del muso del gatto

Innanzi tutto è un gatto di medie dimensioni, parecchio muscoloso e appesantito, tanto da essere un gatto a rischio obesità.

Ha la testa grande e un piccolo nasino sul musetto, con due grandi occhi che variano dal verde al giallo tendente al verde.

Il mantello del Burmilla di base è molto corto ma ne esistono anche due varianti, una a pelo semi-lungo e morbido e l’altra a pelo semi-lungo ma più spesso (chiamata Peluche).

La particolarità della razza però risiede nel colore del mantello che è pigmentato in maniera un po’ diversa rispetto agli altri gatti.

Infatti ogni singolo pelo è colorato da metà lunghezza fin sulle punte, non dalle radici come accade di solito e per questo crea un effetto “sfumato” molto particolare.

Per quanto riguarda i colori può essere bianco-argento, cioccolato, crema, rosso oppure color lilla, proprio come il “papà” della razza.