I gatti hanno dei poteri magici? Tutta la verità tra mito e leggenda

I gatti hanno poteri magici? Non è esattamene così, ma le culture più antiche ci donano il ritratto di animali davvero speciali

gatto con gli occhi blu

Chiunque abbia il privilegio di vivere con un gatto sa che animale affascinante sia. Tutto nel suo sguardo e nelle sue movenze evoca qualcosa di magico, che sembra provenire da un altro pianeta. Proprio per queste caratteristiche molti affermano che i gatti hanno dei poteri magici e delle capacità sovrannaturali.

Naturalmente si tratta di credenze che appartengono a epoche lontane ma che hanno contribuito nel corso dei secoli ad accrescere l’alone di magia e mistero intorno ai nostri amatissimi felini.

Talvolta parliamo di un folklore non del tutto positivo e che ha messo a dura prova la loro vita, come la credenza parecchio diffusa nel Medioevo (e purtroppo ancora oggi) che i gatti neri portino sfortuna. Assolutamente falsa!

Ma in senso più ampio molte culture sono concordi nel dire che i gatti hanno poteri magici di guarigione, tanto da attribuirgli delle vere e proprie capacità terapeutiche.

Se i gatti hanno poteri magici oppure no, nel senso stretto del termine, in fondo poco importa. Quel che è certo è che si tratta di animali speciali che si fanno amare da chiunque e che portano una grande felicità nelle case che li accolgono.

Gatti e poteri magici nell’antico Egitto

gatti nell'antico egitto

La credenza per cui i gatti hanno dei poteri magici risale a più di 4.000 anni fa quando nell’antico Egitto questi splendidi animali venivano venerati come delle divinità.

Ne troviamo le prime testimonianze nel “Libro dei Morti”, dove si racconta la storia di un gatto che si trasforma in leone per sconfiggere Apophis, il simbolo del male, e salvare quindi il mondo.

Ma la testimonianza più bella del culto del gatto come divinità è quella di Bastet, una splendida dea con l’aspetto di una donna e la testa di gatto.

La dea Bastet

Il culto della dea Bastet ha radici antichissime in Egitto e si è protratto nei secoli divenendo, di fatto, uno de più longevi in tutto l’Antico Regno.

Bastet non aveva solo la testa di gatto ma era considerata a tutti gli effetti la protettrice dei nostri amati piccoli felini.

Ma non solo, la dea Bastet rappresentava l’incarnazione della femminilità e della sensibilità ed era considerata la più magica delle divinità che esistessero.

Era la dea della fertilità e dell’amore e gli antichi Egizi la invocavano affinché andasse a buon fine la nascita dei nuovi bambini.

Il potere delle pupille dei gatti

gatto siamese a pelo lungo

Questo antico quanto affascinante popolo credeva fermamente che i gatti possedessero dei poteri magici perché convinti che questi animali potessero percepire l’invisibile, la materia spirituale.

In particolare erano ammaliati dai loro occhi, con quelle pupille che si dilatano e si restringono donandogli un aspetto sempre diverso. Gli Egizi, infatti, credevano che le pupille dei gatti cambiassero dimensioni seguendo le fasi lunari.

Addirittura credevano che ogni posa che il gatto assume fosse in qualche modo segno e presagio di un evento e che il fatto che i gatti dormano tanto fosse dovuto alla loro capacità di meditare profondamente sulle cose del mondo.

Gli antichi Egizi, infine, credevano che i gatti avessero dei poteri magici di chiaroveggenza tanto da riuscire a prevedere la morte delle persone o l’arrivo di una catastrofe naturale.

I gatti in altre culture e religioni

Gatti e poteri magici sono un connubio presente non solo nell’antico Egitto ma anche in molte altre culture in India, Persia, Cina, Giappone e Grecia.

Praticamente i gatti costellano tutte le maggiori tradizioni dei popoli antichi e la loro mitologia, ricca di storie appassionanti che per secoli hanno alimentato l’immaginario collettivo.

Nella mitologia nordica veniva venerata la dea Freya, molto simile alla dea Bastet egizia. Anche lei era la divinità dell’amore e della bellezza e il suo totem (animale guida) era proprio un gatto.

Addirittura nei racconti nordici si parla della dea Freya che si sposta da un lato all’altro del cielo su un carro trainato da due gatti alati.

Nella mitologia romana, invece, non si trovano rappresentazioni di divinità associate ai gatti ma i piccoli felini appaiono in alcuni racconti.

Ad esempio si narra che una volta la dea Diana si trasformò in uno splendido gatto per ammaliare con le sue movenze il fratello Apollo.

Per il resto i Romani non avevano una visione molto “magica” dei gatti e li accudivano come semplici animali da compagnia o al massimo contro le infestazioni dei ratti.

Gatti e poteri magici: l’epoca più buia

gatto con il mantello tutto nero

Purtroppo nel Medioevo abbiamo l’epoca più buia per i nostri amati gatti perché a questi animali venivano attribuiti poteri magici “oscuri”.

Pensate che nel Decimo secolo d.C. in Inghilterra vennero sistematicamente eliminati, tutti dal primo all’ultimo.

Nel Duecento, poi, conosciamo bene la considerazione che avevano i gatti neri, associati alle streghe che erano il bersaglio principale dell’Inquisizione medievale.

Papa Gregorio IX era il rappresentante di una cristianità che credeva fermamente nella lotta contro le forze del male ma purtroppo a farne le spese furono tanti innocenti, soprattutto donne, accusate di stregoneria.

I gatti neri erano gli animali che nella mentalità del tempo accompagnavano queste streghe nei loro rituali satanici. Ecco perché il Papa a quel tempo decise che questi animali dovevano essere sterminati.

Proprio da qui proviene la falsa credenza sui gatti neri che portano sfortuna. Non c’è assolutamente nulla di vero e fondato e, anzi, è piuttosto retrogrado che si dia ancora per vera a distanza di secoli una simile assurdità.

I gatti hanno poteri magici: ecco come stanno le cose

gatto che dorme sul divano

Dire che i gatti hanno dei poteri magici è un’affermazione un po’ forte, tecnicamente priva di fondamento vero e proprio.

Tuttavia abbiamo visto come nelle culture più antiche si riconoscesse ai nostri amati felini una sensibilità assolutamente unica nel suo genere.

È il motivo per cui, ancora oggi, si dice che i gatti siano animali empatici e dotati di un sesto senso che gli consente di percepire perfino l’invisibile.

Molti traducono questa sensibilità in una vera e propria capacità che possiede ogni gatto di percepire i nostri sentimenti più profondi, come le nostre paure.

E in parte l’affermazione è anche vera perché scientificamente parlando i gatti riescono a percepire i cambiamenti ormonali e, con questi, le emozioni di una persona.

Ecco perché i popoli antichi hanno sempre attribuito ai piccoli felini dei poteri magici e hanno creduto a lungo che i gatti fossero animali dotati di capacità sovrannaturali.

Da un punto di vista puramente esoterico il gatto è considerato un animale in grado di percepire le energie negative e perciò capace di aiutare il padrone a evitare pericoli e persone che potrebbero in qualche modo danneggiarlo.

Per questo motivo gli Egizi – ma anche culture più recenti – credevano che i gatti avessero il potere di guarire le persone.

In Giappone ancora oggi si usa tenere in casa un Maneki Neko, ovvero un gattino portafortuna che scaccia le energie negative e porta alla famiglia pace, amore e prosperità.

Conclusioni

Dunque i gatti non hanno dei poteri magici in sé, ma del resto sapevamo già che fosse un’affermazione un po’ azzardata.

È affascinante sapere quale considerazione ne avessero i popoli più antichi e che grande rispetto nutrissero nei loro confronti, trattandoli come delle vere e proprie divinità.

La conclusione che possiamo trarne è che i gatti sono animali davvero speciali e meritano tutto il nostro rispetto e la nostra riverenza.

Non avranno il potere di guarirci nel senso stretto del termine, ma di sicuro hanno il potere di portare in casa una felicità immensa e di riempire le nostre vite con tanto amore.