Allevare gatti e gattini: come fare e che cosa sapere

Vi ronza in testa l'idea di iniziare ad allevare gatti ma non sapete da dove cominciare? Ecco qualche dritta su questa attività difficile ma bellissima

gattino siamese

State pensando di allevare gatti ma non sapete da dove cominciare? Innanzi tutto mettetevi in testa una cosa importante: allevare gatti e gattini non è uno scherzo, occorre seguire delle regole ben precise e ha un bel peso anche in termini di costi. Prima di impegnarsi in una simile attività è giusto prendere tutte le informazioni che occorrono, stilare un progetto e poi, come sempre, affidarsi a un veterinario esperto e preparato. Vediamo allora alcune cose di base da sapere per allevare gatti.

Allevare gatti, budget e costi

gattino con il mantello maculato

Se volete allevare gatti considerate la prima cosa importante: costa! Occorre avere a disposizione una cifra iniziale ma anche i soldi con cui occuparci delle esigenze dei piccoli felini. Prima di tutto serve continua assistenza veterinaria perché i gatti devono essere controllati regolarmente. E poi dobbiamo fare tutte le vaccinazioni ai gattini, sverminarli e se si tratta di femmine gravide è necessario monitorare le loro condizioni di salute. Come per noi umani, anche per i mici possono esserci degli imprevisti, per cui è bene avere a disposizione del denaro da usare anche in caso di emergenza.

I gatti d’allevamento devono anche mangiare bene! Certo è qualcosa che possiamo riferire a qualsiasi micio, anche ai semplici gatti domestici, ma vale a maggior ragione per chi intende allevare gatti. Questi piccoli felini devono essere nutriti a modo, con alimenti di ottima qualità e adatti alle loro esigenze specifiche. Non dimentichiamo di mettere in conto anche i costi per le mamme gatte che in gravidanza devono fare ecografie, controlli e prendere integratori.

Infine teniamo anche conto delle spese di registrazione dell’allevamento. Per allevare gatti dobbiamo rispettare norme e regole e avere tutte le carte e i documenti a posto. Gli esemplari a loro volta devono essere registrati e tracciabili, con il pedigree e il libretto delle vaccinazioni in regola.

Allevamento di gatti, come iniziare

gattini che si baciano

Per allevare gatti da qualche parte dobbiamo pur iniziare. Occorrono soldi, questo è certo, ma servono anche gli esemplari per l’accoppiamento, quelli che ci daranno tanti adorabili gattini. L’ideale è entrare nei circuiti giusti, quindi conoscere allevatori professionisti e competenti e persone che si occupano di allevamenti a un certo livello. Insomma, non possiamo di certo far di testa nostra. Ciò è molto importante perché, purtroppo, quando si tratta di allevamenti la truffa è sempre dietro l’angolo.

Per molti allevare gatti più che una missione di vita è un business, e spesso aggirano le regole per sgravarsi di dosso costi e oneri. Con l’unico risultato di danneggiare gravemente anche la salute stessa dei piccoli felini. Una volta scelta la razza felina che intendiamo allevare, dobbiamo procurarci lo stallone (cioè il maschio da riproduzione) e la fattrice (ovvero le femmine che portano avanti la gravidanza). La cessione degli esemplari deve essere sempre formalizzata con la firma di entrambe le parti. In più appena avviene questo passaggio di proprietà dobbiamo provvedere immediatamente a comunicarlo all’Anagrafe Felina.

Non dimentichiamo che i cuccioli non possono allontanarsi dalla mamma gatta né essere ceduti a un nuovo proprietario prima delle 12 settimane di vita. E che devono aver completato il ciclo vaccinale di base contro panleucopenia felina, calicivirus felino ed herpesvirus felino.

Regole di base per un allevamento di gatti

gatto tigrato a pelo lungo

Consultando il sito web dell’ENFI – Ente Nazionale Felinotecnica Italiana possiamo trovare tutte le informazioni più “ostiche” sull’allevamento dei gatti. Per quanto possano sembrare cose noiose è fondamentale conoscere le regole per allevare gatti. Non si tratta di un’attività che va presa alla leggera!

La regola di base è che tutti i gatti presenti nell’allevamento devono essere in perfetta salute, devono aver fatto tutte e vaccinazioni obbligatorie ed essere muniti di vibrisse. Inoltre devono aver fatto i test genetici previsti per la razza specifica e possedere il microchip per gatti, con tutta la documentazione rilasciata dal veterinario.

Tutto questo serve per avere la certezza di allevare gatti sani e che non presentino alcuna anomalia genetica. I mici affetti da malattie o che hanno difetti congeniti non possono essere impiegati nella riproduzione e non possono essere venduti come stalloni o fattrici.

I maschi o “stalloni”

Ogni allevamento ha bisogno degli stalloni, cioè i gatti maschi per la riproduzione. Tutti i maschi devono avere una certificazione che ne dimostri il buono stato di salute. La prima qualità che deve possedere uno stallone? Entrambi i testicoli devono essere normali e discesi nel sacco scrotale. Ma non finisce qui.

Il maschio-stallone non deve essere strettamente imparentato con le femmine, deve essere integro (non castrato) e naturalmente deve essere di razza.

Le femmine o “fattrici”

mamma gatta con i gattini

Per allevare gatti nel modo giusto dobbiamo scegliere con cura anche le femmine per la riproduzione, chiamate fattrici. Queste gatte devono avere un’età adeguata di almeno 18 – 24 mesi, essere perfettamente in linea con lo standard della razza felina a cui appartengono e, ovviamente, possedere tutti i documenti che ne attestino la “purezza”. I certificati rilasciati dal veterinario servono a conoscere la presenza di eventuali problemi nelle femmine antenate.

Una gatta femmina utilizzata come fattrice non deve avere più di tre cucciolate in un solo anno. In via eccezionale è possibile una cucciolata in più, ma solo se il veterinario ci dà il via libera. Tutte le nascite in allevamento sono regolarmente registrate e l’accoppiamento successivo non può avvenire prima che siano trascorsi 95 giorni dall’ultimo parto.

Gatti che non sono ammessi alla riproduzione

Se intendiamo allevare gatti dobbiamo scegliere con cura gli esemplari, sia maschi che femmine. Alcuni felini non sono ammessi alla riproduzione quando presentano delle anomalie congenite e non che potrebbero trasmettere ai piccoli o che potrebbero causargli problemi durante l’accoppiamento o la gravidanza. Tra queste possiamo citare sordità congenita, ernia ombelicale, acondroplasia e osteocondrodisplasia. Non sono ammessi neanche i gatti bianchi, a meno che un test non certifichi la loro idoneità alla riproduzione, né ovviamente i gatti selvatici.

Tutti gli esemplari potrebbero trasmettere ai gattini delle malattie genetiche tipiche della razza felina di appartenenza. Per questo motivo è necessario effettuare dei test genetici tramite dei laboratori specializzati. Questi rilasciano una certificazione completa con tutta la storia genetica del gatto (Certificato Genealogico). L’ENFI raccomanda anche di effettuare i principali esami clinici, la cui lista viene costantemente monitorata e aggiornata.

Allevamento di gatti, quali sono i guadagni

C’è chi decide di allevare gatti per pura passione, ma non possiamo nascondere che vi sia anche un aspetto economico non indifferente in questa attività. Del resto mandare avanti un allevamento significa far riprodurre gli esemplari, quindi generare gattini di razza che siano ufficialmente riconosciuti e in perfetta salute. Gattini che poi, chiaramente, vengono venduti a chi intende adottare un gatto o a sua volta iniziare ad allevare gatti di quella razza specifica.

Con un allevamento di gatti si guadagna ma non è possibile fare una stima esatta di queste entrate. Tutto va commisurato per prima cosa alle spese di mantenimento dell’allevamento, che come abbiamo visto sono parecchio ingenti. Con la vendita degli esemplari si possono recuperare queste spese ma il guadagno dipende soprattutto dal tipo di razza felina di cui ci occupiamo. Ci sono razze più ricercate di altre, gatti che invece sono rari e si trovano soltanto in alcune parti del mondo. In linea generale possiamo affermare che il guadagno dipende dalla quantità di gattini che nascono, dalla razza a cui appartengono e – anche se è brutto dirlo – dalla moda del momento. Più una razza felina è richiesta, più ovviamente sarà alto il guadagno.