Come disciplinare un gatto o un gattino, passo per passo

Cosa fare e cosa non fare per disciplinare un gatto correttamente e per evitare che il felino possa creare problemi legati alla convivenza

Decidere di prendere un gatto è una scelta che dona parecchie gioie e parecchie emozioni; tuttavia disciplinare un gatto nel modo corretto è indispensabile per fare in modo che il gatto cresca bene e sicuro di sé.

L’educazione, soprattutto quella corretta è quindi un modo per riuscire a convivere con il felino senza troppe preoccupazioni e senza troppi problemi.

Cosa non  fare per non sbagliare durante l’addestramento

Quando si decide di prendere un animale da compagnia, bisogna prima pensare a come educare il gatto; quando si decide di disciplinare un gatto è bene precisare che ci sono cose da non fare e cose da fare sono alla base dell’insegnamento e della gestione del gatto. Spesso però si tende a sbagliare, pur restando convinti di fare la cosa più giusta. Un esempio banale ma funzionale potrebbe far comprendere quali sono gli errori più comuni durante la fase educativa.

Spesso sicuramente ci si è ritrovati a rimproverare il gatto che sale sul tavolo o sul davanzale di una finestra aperta; questo tipo di rimprovero non risulta per nulla funzionale. Il gatto infatti si sentirà comunque gratificato perché il padrone ha concentrato le sue attenzioni su di lui; il rimprovero quindi non viene visto dal gatto come un effettivo rimprovero, ma come una forma di attenzione nei suoi riguardi. La cosa migliore da fare con i gatti è quella quindi di ignorare ogni forma di comportamento errato e premiare invece i comportamenti corretti.

Prepararsi all’arrivo di un peloso

Quando si decide di adottare un amico a quattro zampe, come già accennato, si deve anche pensare a come disciplinare un gatto; cose da non fare e cose da fare sono quindi indispensabili per capire dove si sta sbagliando e dove invece ci si sta comportando correttamente. È bene però sottolineare che una corretta educazione dipenda anche da come ci si prepara all’arrivo del nuovo membro della famiglia.

Quando si ha un gattino in casa, innanzitutto la prima cosa da fare è comprare tutto l’occorrente, come il cibo, la lettiera; o ancora il trespolo e il tiragraffi che affila le unghie del gatto. Questi sono indispensabili per fare in modo che il gatto possa sentirsi a proprio agio; l’educazione corretta dipende anche da come decidete di gestire il peloso.

Risulta quindi indispensabile preparare la casa all’arrivo del cucciolo; avere e mantenere un ambiente pulito è indispensabile per fare in modo che tutti possano vivere serenamente. I gatti sono animali molto puliti e non riescono a vivere serenamente in un ambiente sporco; inoltre gli stessi gatti si sentiranno legittimati a contribuire a sporcare l’ambiente. È altrettanto importante cercare di assegnare uno spazio interamente per la privacy del gatto, in modo tale che questo abbia la possibilità di isolarsi, ogni volta che lo reputa necessario.

Inoltre, i cuccioli necessitano di vivere in un ambiente ben riscaldato perché i gatti, soprattutto quando sono piccoli soffrono particolarmente il freddo. Se per la prima volta siete alle prese con un cucciolo di gatto, è necessario fare in modo che il gatto si senta a proprio agio.

Educare correttamente il gatto al cibo

I gattini durante le prime sei settimane di vita subiscono inevitabilmente dei cambiamenti fisiologici; questo è infatti il periodo in cui si formano le ossa, i muscoli e i denti, il loro peso tende ad assestarsi e i gatti si preparano quindi alla fase adulta.
Ed è proprio in questa fase che la somministrazione corretta del cibo risulta fondamentale; il cibo perfetto in questo periodo è senza ombra di dubbio il latte materno perché non solo ricco di energie, ma anche perché i gatti sono ancora troppo piccoli per mangiare cibo solido.

Sarà soltanto più avanti, intorno alla quarta settimana di vita che il gatto tenderà ad addentare. Anche in questo caso sarà necessario fare comprendere al gatto quanta forza questo deve mettere quando morde. Inoltre, sarebbe da non sottovalutare la possibilità di creare un programma alimentare in grado di stabilire una sorta di quotidianità alimentare. In ogni caso sarà necessario il supporto del veterinario, il quale potrà stilare una dieta specifica prendendo in considerazione una serie di fattori, quali età, peso e stato di salute

Cosa aspettarsi e cosa non aspettarsi

Quando si prende un gattino è importante comprendere che ci sono cose che non devono essere fatte; per disciplinare un gatto ad esempio la prima cosa in assoluto che si deve comprendere è che un gatto non è un cane, quindi i comportamenti non sono uguali.
È inutile quindi aspettarsi che il gatto si comporti come un cane, perché non sarà così. I gatti sono molto più indipendenti dei cani, non richiedono coccole e non fanno il riporto; amano moltissimo stare da soli e gestire la loro giornata esattamente come vogliono.

Inoltre non sono inclini a restare troppo a lungo in braccio o a dormire con il padrone, anzi è solito vedere che a tali atteggiamenti, rispondono manifestando insofferenza.
Tra le cose da non fare, quella che è di fondamentale importanza riguarda il rimprovero; se il gatto si arrampica sul tavolo o sull’armadio, risulta bastevole dire “No” con tono deciso. L’uso della violenza o l’uso delle grida è totalmente sconsigliato e controproducente.

Comprendere se il gatto sta male

Vedere un gattino che vomita è una sensazione di disagio e malessere anche per il padrone; riuscire a comprendere le cause è determinante per trovare la soluzione.
Spesso la salute degli amici pelosi è compromessa a causa di una serie di alimenti tossici o che creano semplicemente una sorta di intolleranza.

Tuttavia il vomito può essere causato da una malattia o da una patologia che deve essere diagnosticata in tempi brevi, per riuscire a prendere i giusti accorgimenti e per far riprendere velocemente il micio.
Un gattino che vomita può essere un gattino soggetto a malattie o da condizioni più o meno gravi; tra queste è possibile elencare:

  • Intolleranza più o meno grave ad un alimento
  • Malattie del fegato o dell’intestino
  • Infezione virale o batterica
  • Ingestione di un alimento andato a male, di pelo o di altri oggetti estranei
  • Assunzione di cibo troppo spesso, in maniera troppo repentina o vorace
  • Ingestione di sostanze tossiche o veleni

Generalmente queste cause provocano singoli episodi di vomito o quantomeno contenute; tuttavia alcune altre cause possono determinare più episodi di vomito, condizione che può essere perfino fatale per il gatto.
Tra queste cause è possibile elencare:

  • Gastrite o pancreatite
  • Tumori all’intestino
  • Costipazione
  • Insufficienza epatica
  • Colite
  • Ulcere gastrointestinali

Nel caso in cui quindi il vomito dovesse ripetersi più volte nell’arco di poco tempo, è necessario ricorrere al parere del veterinario.
Diverso è inoltre se si parla di un gatto anziano; in questo caso è possibile che il peloso manifesti i segni di una malattia cronica come insufficienza renale o la gastrite.

Conclusione

In definitiva, disciplinare un gatto nel modo corretto è indispensabile per riuscire a convivere con il felino nel modo più tranquillo possibile. Educare un animale domestico non è sempre facile e ci vuole particolarmente pazienza; per riuscire a risolvere il problema esistono delle figure che possono aiutare nella gestione del problema. Il comportamentista è una di quelle figure in grado di potervi aiutare nella gestione del problema; potrà aiutarvi nell’educazione del gatto e potrà darvi tutte i consigli più utili per la gestione del gatto.