Punire il gatto: come si dovrebbe fare in modo costruttivo e in quali casi

Il legame con Miao va costruito per gradi, con coccole e insegnamenti. Si può punire il gatto? Sì, ma in maniera consapevole. Cosa fare e cosa no

La prima regola da tenere sempre a mente è che il nostro adorato Miao non va sgridato: urla e grida non solo non vengono capite, ma innervosiscono. Il legame tra bipede e quadrupede è sempre più simbiotico, decenni di convivenza a strettissimo contatto hanno permesso di migliorarlo sempre più e di conoscere il linguaggio del corpo del felino.

Possedere più consapevolezza permette anche di sapere riconoscere i suoi stati d’animo, i bisogni e di agire al meglio per salvaguardarlo sotto ogni punto di vista. Il suo benessere psicofisico, dunque, deve essere una priorità e va ricercato con raziocinio

Per evitare che non ci siano regole e che a comandare sia Micio, assecondando rapporti non equilibrati, è fondamentale la fase di socializzazione e imparare come punire il gatto. Si tratta di un periodo durante il quale impara a interagire con il mondo che lo circonda nel rispetto del prossimo.

Indice

Come punire il gatto per insegnargli qualcosa
Punire il gatto per addestrarlo
Punizione gatto, schiaffo sì o no
Come non punire il gatto
Molti ci hanno chiesto

Come punire il gatto per insegnargli qualcosa

punire il gatto che rovina la tappezzeria

Qualora ci dovesse essere (e prima o poi ci sarà) un problema da risolvere che non va assecondato, l’importante è punire il gatto nel modo giusto, facendo sì che impari qualcosa e che non si tratti di un’esperienza stressante.

Se si urla o, peggio ancora si usa la violenza, non si ottiene nulla: se non il maltrattamento di Miao. Infatti, non capirebbe il nostro modo di agire e ne soffrirebbe solamente. Se il nostro amico a quattro zampe non si è comportato bene, dobbiamo fare in modo che capisca che ha sbagliato seguendo il suo modo di pensare.

Soprattutto se si è alle prime armi e non si conosce a fondo l’etologia della nostra piccola palla di pelo, è bene affidarsi a un professionista esperto in comportamento felino. La fase di socializzazione deve cominciare sin dalle prime settimane di vita e seguire un programma ben dettagliato.

Punire il gatto per addestrarlo

punire il gatto molesto

Non sempre otteniamo il risultato sperato, e spesso dipende da un errore commesso in buona fede da parte nostra. Ecco perché è importante non affidarsi al fai da te o al sentito dire di sedicenti esperti, ma è meglio chiedere aiuto quando si ha qualsiasi dubbio o incertezza al veterinario di fiducia.

Solo lui e gli etologi hanno le competenze necessarie e possono tracciare un quadro completo tenendo anche conto di eventuali pregressi clinici o caratteristiche di razza che possono incidere sul comportamento. Fondamentale è capire che ci possono essere errori di comunicazione. A tal proposito, può tornare utile conoscere il linguaggio dei gatti nella maniera più approfondita e anche sapere come parlare al gatto per farlo sentire protetto e in un ambiente confortevole.

Caderci, infatti, è molto semplice visto che abbiamo linguaggi completamente diversi e nel nostro amico a quattro zampe prevale quello non verbale. Non si può certo pretendere che le cose che diciamo a nostro figlio, nella stessa maniera, possano essere comprese da Miao. Conoscere il linguaggio del corpo ci darà un valido aiuto per interpretarlo correttamente e imparare a comunicare.

Gli animali, infatti, utilizzano tra loro dei modi comunicativi che non hanno nulla a che vedere con in nostri. Ecco presto detto, allora, perché per quanto facciano di tutto per capirci e compiacerci, non sempre ci riescono. Non dipende dal grado di intelligenza, ma piuttosto siamo noi a sbagliare approccio. E, se vogliamo un cambiamento, siamo noi i primi a dover fare la nostra parte.

Punizione gatto, schiaffo sì o no

punire il gatto che morde

Non bisogna punire il gatto usando la violenza o l’aggressività. Il rischio infatti è quello di traumatizzarlo psicologicamente. L’addestramento, quindi deve avvenire con raziocinio, all’insegna del relax e del divertimento. Anche quando si tratta di far sapere a Miao che il suo è stato un comportamento sbagliato ci sono modi e modi.

Fondamentale è comunicare con il felino senza che si spaventi. Un gatto stressato, infatti, non è un esemplare in salute e – a lungo andare – ne può risentire anche l’organismo. In sostanza, deve capire che non deve comportarsi in una determinata maniera soltanto perché così noi siamo fieri di lui e non come una conseguenza di un meccanismo di paura. L’obbedienza è il risultato del rispetto verso colui che considera il capofamiglia.

A prevalere sono calma, equità e saggezza. Per comprendere a fondo basta riflettere sulla differenza tra autoritario e autorevole: noi agli occhi di Miao dobbiamo essere autorevoli e puntare su un rapporto che si basi sul rispetto da entrambe le parti in ballo.

Come non punire il gatto

punire il gatto e addestrarlo

Quindi, non è opportuno punire il gatto o, perlomeno, non nel modo in cui lo intendiamo noi bipedi. Al posto di urla e castighi, dobbiamo applicare il meccanismo del rinforzo positivo, del premio quando si comporta in maniera virtuosa. Dobbiamo tenere a mente il funzionamento della memoria del gatto, che si basa sulle associazioni, che possono essere positive e piacevoli o negative e traumatiche.

Quello che dobbiamo evitare a tutti i costi, quindi, è di contribuire affinché subisca dei traumi. Un poco come accade con i bambini che devono comprendere l’errore, affinché non lo commettano più e capiscano il comportamento virtuoso, anche Micio deve capire dove ha sbagliato. Solo in questo modo non lo ripeterà più, serve una presa di coscienza.

Molti ci hanno chiesto

punire il gatto nero

Non tutti sanno che, se si vuole educare sul serio il gatto, gli si deve dire di no con fare deciso ma pacato. Calma ed equilibrio sono le doti che ci vengono richieste se vogliamo istaurare un bel rapporto con lui. Non bisogna dominare, ma farsi rispettare.

Che tono usare per punire il gatto

Non sgridare il gatto è la regola numero. Perché capisca che una determinata azione non va fatta, è meglio agire senza mostrare rabbia e associando ai gesti un comando (il “no” per esempio). Lo stesso vale per qualsiasi comportamento errato, perché è così che si favoriscono le associazioni positive.

Quando e come va premiato

Ogni volta che assistiamo a un atteggiamento corretto dobbiamo fargli sapere che ne siamo contenti, premiandolo con un rinforzo positivo: il giocattolo preferito, un bocconcino succulento. Ricordiamoci poi che deve incanalare correttamente le proprie energie e giocare insieme a colui il quale considera il suo papà umano.

Come punire il gatto nel modo giusto

Per punire il gatto affinché impari qualcosa, il segreto è essere pazienti! È nell’ordine delle cose che il nostro amico a quattro zampe sbagli, dipende anche dall’età e dalla fase della crescita che sta vivendo. Con un addestramento mirato e consapevole tutto si può risolvere, senza che nessuno debba ricordare esperienze negative.

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