Gatti e altri animali: i bambini che li rispettano saranno adulti migliori

I bambini che rispettano gli animali, da adulti, saranno più attenti alle problematiche legate agli esseri viventi e al mondo circostante.

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I bambini educati al rispetto e alla protezione degli animali e del mondo che ci circonda, saranno adulti migliori e soprattutto attenti alle dinamiche e alle problematiche del mondo!

Avere in casa un gatto o un qualsiasi altro animale domestico, costituisce una vera e propria “scuola di vita“. Infatti possiamo ben capire come comporti nei bambini una sorta di responsabilità e protezione nei loro confronti.

Un bambino, che, ad esempio, ha un gatto in giro per la casa, sarà portato ad accudirlo, magari cambiandogli la lettiera oppure a sfamarlo o ancora capirà le svariate relazioni che possono intercorrere tra uomo e gatto.

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Non dimentichiamoci poi, che il bambino svilupperà una certa conoscenza sugli animali che lo porterà ad un approccio adatto e responsabile. Possiamo in un certo senso dire che avere un animale al quale rivolgere cure e  attenzioni, educa alla “diversità”, ovvero fanno comprendere al bambino che esistono altri esseri viventi , oltre l’uomo, che sono in grado di dargli affetto, calore e che molte volte forniscono un vero e proprio supporto sociale.

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Non è un caso se, da adulti, ci ritroviamo a confidare al nostro gatto o ad un altro qualsiasi animale domestico, le nostre frustrazioni o i nostri pensieri! Lo riteniamo un vero e proprio membro della nostra famiglia e pertanto ci approcciamo a lui meglio di un qualsiasi altro conoscente o familiare.

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Tornando al discorso dei bambini, la “ Lega Anti Vivisezione” ( LAV) ribadisce il concetto di saper educare le giovani generazioni al rispetto e alla conoscenza di tutti gli esseri viventi che popolano il mondo. Non solo quindi gatto, cane, criceto… ma, tutti gli animali, anche quelli che sono molto lontani dal nostro ambiente culturale.

L’educazione al rispetto, alla conoscenza dei bisogni psicologici e fisici e alla cura degli animali, inizia dai genitori. Sono loro la prima pietra miliare e devono essere loro ad educare, fin da piccolissimi, i bambini al rispetto del mondo animale che li circonda. Anche se in casa non si ha un animale domestico, i genitori, dovrebbero comunque condurre il bambino alla scoperta degli esseri viventi del luogo in cui abitano, ad esempio una “semplice” lumaca o una farfalla, ed insegnargli che non devono essere disturbate, non “sporcare” o distruggere ciò che può costituire la loro fonte di cibo e così via…

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Molto spesso si hanno notizie di cronaca, dove gatti, cani e tanti altri esseri viventi, sono vittime di maltrattamenti o uccisioni da parte di giovanissimi ( Un esempio: Padova, gattini lanciati dal fosso  in sacchetto di nylon, 17enne denunciato) ) . Il primo pensiero che viene in mente è quello di condannarli, ma dobbiamo tornare a monte e chiederci: chi gli ha insegnato tutto questo? E una volta che avrà un figlio, come lo educherà ?

Sono riflessioni pesanti che hanno portato la LAV ad attuare un secondo passo in avanti. Ovvero coinvolgere nell’educazione e il rispetto per gli animali anche la scuola di ogni ordine e grado.

Tra il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e la Lav è stato infatti stipulato un protocollo di intesa, che è iniziato nel 1999, dal titolo ” Valorizzare l’educazione alla convivenza civile e al rispetto degli esseri viventi, al di là della specie alla quale appartengono”.

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Uno dei principali obiettivi di questo protocollo è per l’appunto quello di incrementare la sensibilizzazione degli insegnanti, degli alunni e delle loro famiglie nelle tematiche che sono legate ai diritti e al rispetto di tutti gli esseri viventi.

Nelle scuole dovrebbe quindi esserci una sempre più attenta visione di questa  prospettiva e attuare dei percorsi educativi volti al rispetto degli animali.

Concludiamo dicendo che, come sostiene anche la Lav, è importante educare il bambino a prendere consapevolezza del mondo che ci circonda perché, in primis, si sviluppano comportamenti atti a comprendere in maniera più approfondita i sentimenti e i bisogni degli esseri viventi e naturalmente anche dell’uomo, secondo perché da adulti saranno più attenti al rispetto e alle dinamiche del mondo che li circonda!

Inoltre non dimentichiamo che gli animali forniscono un valido supporto ai bambini con problemi di handicap. Ad una meraviglioso gatta abbiamo anche dedicato un articolo, in quanto è riuscita a far esprimere una bambina autistica ( Leggete qui Thula, la gatta che aiuta una bambina autistica a comunicare)

Cosa ne pensate?