I gattini possono venire aggrediti da altri gatti?

Molte insidie possono mettere in pericolo i gattini, ma è vero che possono venire aggrediti anche da altri gatti? Scopriamolo insieme.

Quando vediamo un cucciolo di gatto è facile che scatti subito in noi un istinto di protezione piuttosto forte: ci troviamo di fronte a un animale del tutto indifeso e in balia del mondo in cui si trova. E forse alcuni si aspettano che anche gli esemplari più grandi della stessa specie provino lo stesso; o che almeno abbiano un occhio di riguardo nei loro confronti.

Eppure i gatti adulti sanno essere anche parecchio competitivi, litigiosi e persino aggressivi tra loro. Siamo proprio sicuri che un cucciolo non abbia nulla da temere da loro? Oppure, in effetti, i gattini possono venire aggrediti da altri gatti?

Un comportamento apparentemente inspiegabile

gatto adulto e gattino su un prato

Sappiamo tutti quanto sia facile per degli animali – anche all’interno di una stessa specie – entrare in conflitto tra loro; e i gatti non sono certo un’eccezione a questa regola. Molte persone sono abituate a considerare particolarmente aggressivi i gatti randagi, che competono per le poche risorse a disposizione o per la supremazia in un determinato territorio; oppure degli esemplari maschi che si contendono una femmina. Eppure anche le gatte sanno essere estremamente territoriali, anche e soprattutto in contesti domestici; e se provocate, si aggrediscono tra loro senza troppi scrupoli.

Nonostante ciò, si fa fatica a capire come facciano dei cuccioli a rappresentare una tale minaccia da rischiare un attacco da parte degli adulti. Per capirlo dobbiamo evitare di ragionare “da umani” e cercare di entrare un attimo nella mentalità felina. Un gatto potrà anche essere del tutto addomesticato, ma vi sono situazioni in cui il suo passato selvatico si riflette nel suo comportamento anche se lui non ha di per sé un carattere aggressivo.

Stiamo parlando del resto di animali molto abitudinari, che talvolta fanno fatica ad ambientarsi nella loro nuova casa; e una volta riusciti in questo intento non esitano a considerarla il loro regno. Qualunque nuovo ingresso nel loro territorio mette a repentaglio la loro supremazia e rappresenta quindi una vera e propria intrusione. L’arrivo di un gattino, che sicuramente richiederà delle attenzioni particolari da parte nostra, potrebbe destabilizzare un gatto adulto: potrebbe infatti ingelosirsi e prendersela col nostro piccolo amico.

Istinto materno, nel bene e nel male

gatta stringe a sé il suo cucciolo

I gatti adulti che non hanno ancora fatto la conoscenza del piccolo Miao non sono gli unici dai quali può venire aggredito: una minaccia dello stesso tipo può provenire anche da colei che lo conosce meglio di tutti, ossia la sua mamma. Molti sanno che un gattino, soprattutto allo stato selvatico, potrebbe essere abbandonato dalla madre: si tratta di un comportamento dettato solitamente da circostanze esterne, come l’assenza di un riparo adeguato; può però anche accadere che la neomamma in questione non abbia interesse a prendersi cura del suo piccolo.

Quand’è che invece si verificano episodi di aggressività vera e propria? Una mamma può diventare aggressiva con i cuccioli quando sta cercando di impartire loro un determinato insegnamento o divieto. Si tratta qui di un tentativo di disciplinare la sua prole in modo deciso, possibilmente per proteggerla da minacce ben più gravi; non c’è dunque da temere per la loro incolumità.

Ma le cose non finiscono qui: in casi estremi, che noi potremmo non saper riconoscere in tempo, una madre può anche uccidere uno dei suoi gattini. Questo non ha ovviamente a che vedere con un insegnamento andato male: di solito succede quando il piccolo è molto malato, e la gatta vuole evitare che contagi il resto della cucciolata; oppure quando è talmente fragile da rischiare la vita, e lei lo attacca cosicché i suoi fratellini più robusti ricevano più latte e attenzioni. Una sorta di selezione naturale, insomma.

I primi passi per una convivenza serena

gatti grigi che giocano

I gattini possono dunque venire aggrediti da altri gatti. In un contesto selvatico possiamo fare ben poco per arginare questo fenomeno, come anche nel caso di una gatta che aggredisce il proprio cucciolo: in quest’ultimo caso possiamo solo tenere lontani i due animali, prendendoci personalmente cura del piccolo. Ma abbiamo molte più speranze di successo quando siamo noi a portare un nuovo gattino nella nostra casa: tutto sta a saper gestire la situazione nel modo giusto e in tempo utile.

Potreste aver già fatto un grosso passo avanti nella direzione giusta se il gatto o i gatti che vivono già con voi sono stati socializzati da cuccioli: questo percorso, da intraprendere rigorosamente quando sono piccoli, avrà insegnato loro a interagire con i propri simili in modo più sano. Di conseguenza saranno più pronti ad accogliere nel loro regno un nuovo arrivato, purché anche questa operazione sia effettuata con la dovuta cautela.

Dovreste infatti fare delle presentazioni vere e proprie, procedendo in modo talmente graduale che inizialmente non dovrete nemmeno mettere gatto e gattino l’uno davanti all’altro. Il primo passo consiste infatti nell’abituare il micio di casa all’odore del nuovo cucciolo, che a lui fornirà già parecchie informazioni su cosa stia per accadere.

Solo in un secondo momento sarà il caso di passare a un faccia a faccia, sempre pronti a intervenire se le cose dovessero andar male. A seconda di come andrà il primo incontro potrete decidere come approcciare quelli futuri. Procedete lentamente e assicuratevi che entrambi i gatti siano a loro agio e godano delle stesse attenzioni: i risultati positivi non si faranno attendere.

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