Migliorare la dieta del gatto: come fare e quali sono i consigli utili

Siamo quello che mangiamo e migliorare la dieta del gatto è fondamentale per garantirgli una vita lunga e in salute. Ecco come fare in sicurezza

gatto mangia crocchette

Migliorare la dieta del gatto non è una procedura che possiamo affidare al fai da te, oltretutto il palato di un amico a quattro zampe abituato a una vita con tutti i comfort è parecchio difficile.

Prima di prendere qualsiasi iniziativa, allora, chiediamo un parere al veterinario di fiducia, che conosce eventuali pregressi clinici, caratteristiche di razza e ha un quadro completo delle condizioni di salute del nostro adorato Miao.

L’alimentazione è una cosa seria

gatto che mangia la pappa

Per migliorare la dieta del gatto dobbiamo partire dal presupposto che la qualità della dieta a cui lo sottoponiamo è fondamentale e che ci sono dei cibi tossici che bisogna evitare a tutti i costi, se non si vogliono provocare effetti collaterali anche gravi al nostro amico a quattro zampe (tra le peggiori ci sono senza dubbio l’intossicazione e l’avvelenamento).

Perché sia bilanciata, la dieta di Miao deve tenere conto di tutti i nutrienti di cui ha bisogno e nelle giuste quantità: proteine i primis, vitamine, minerali e fibre. A tal proposito, potrebbe essere interessante saperne di più sul binomio gatti e proteine (indispensabili per la sua crescita).

Mai cambiamenti repentini

Che il nostro quadrupede debba seguire una dieta controllata, naturale o Barf, la regola uno è sempre la stessa: eventuali cambiamenti non devono mai avvenire dall’oggi al domani, ma per gradi, abbandonando la vecchia alimentazione a poco a poco.

Anche in tal senso, i consigli del nutrizionista si riveleranno davvero preziosi. Solo lui infatti è in grado di mettere insieme tutti i tasselli della storia alimentare di Miao per evitare spieacevoli effetti collaterali.

Le visite periodiche sono fondamentali anche per rilevare in maniera tempestiva possibili allergie o intolleranze o patolgie legate a una cattiva alimentazione. Tra le più gravi troviamo senz’altro il diabete, il sovrappeso e l’insufficienza renale. Ed è proprio in questi casi che il veterinario prescriverà una dieta ad hoc per tenere sotto controllo determinati disturbi e per poterli contrastare nel miglior modo possibile. A tal proposito è bene conoscere le malattie legate alla dieta scorretta del nostro piccolo amico.

E sempre questione di equilibrio

gatto che ruba la carne dal tavolo

Al netto di malattie e condizioni di salute particolari, un micio sano e forte (per restare tale) deve seguire una dieta composta dal 26% di proteine e dal 40% di grassi. Molti prodotti in commercio non rispondono a questa esigenza e c’è chi decide di optare per un’alimentazione casalinga ed espressa.

Miao, essendo carnivoro, ha bisogno di un’elevata quantità di proteine, altrimenti il suo apparato digerente ne risente. L’alimentazione, ovviamente, varia a seconda dell’età e del peso. Inoltre deve contenere elementi indispensabili come la taurina, gli acidi grassi Omega-3 e 6, il calcio, il fosforo e il magnesio.

Quando Miao ormai è anzianotto

Per migliorare l’alimentazione del gatto dobbiamo considerare una serie di fattori, tra questi certamente c’è l’età. Un felino avanti con gli anni necessita di un’attenzione particolare: ha bisogno di un elevato apporto di proteine e di alcune vitamine specifiche che gli consentano di contrastare la progressiva perdita di massa muscolare e il declino metabolico.

Inoltre, non è raro che possa avere dei problemi digestivi se lo sottoponiamo a dei cambiamenti alimentari troppo veloci. È meglio cominciare sostituendo una piccola percentuale del cibo vecchio con quello nuovo. Poi, possiamo aumentarla piano piano, fino al raggiungimento del 100%.

Alcune linee guida

gatto che si lecca i baffi

Per migliorare la dieta del gatto, senza che sia un evento traumatico e che danneggi la sua salute, sono necessari almeno dieci giorni:

  • Primo e secondo giorno: aggiungiamo il 10% del nuovo cibo e completiamo il restante 90 con quello precedente;
  • Terzo e quarto: aumentiamo la quantità del nuovo alimento al 25% e aggiungiamo il 75% del precedente;
  • Quinto, sesto e settimo giorno: mescoliamo i due alimenti in proporzioni uguali: 50 e 50;
  • Ottavo e nono: offriamo il 75% del nuovo cibo e lasciamo solo il 25% del precedente. Dal decimo a seguire: possiamo raggiungere il 100% della nuova dieta.

Si tratta di una linea guida che può variare a seconda della risposta del nostro amico a quattro zampe e delle valutazioni da parte del veterinario di fiducia. Se dovessimo notare delle reazioni sospette e inaspettate, consultiamolo subito.

Qualche consiglio utile

Miao è un animale abitudinario, le novità non gli piacciono, nemmeno in campo culinario. Se vediamo che il nuovo alimento non gli piace particolarmente, possiamo provare aggiungendo cibo umido o paté alle nuove crocchette. Un altro metodo efficace è il cibo fatto in casa.

Si tratta comunque di una fase e, come tale, non può durare per sempre. Il cibo umido ha dei benefici importanti perché è molto nutriente e contiene molta acqua; ma dobbiamo fare attenzioni a rischi quali il sovrappeso, l’accumulo di tartaro sui denti e alcune disfunzioni tiroidee.

Il cibo caldo

gatto che mangia la pappa

Il cibo caldo è molto gradito al palato difficile dei felini, lo è a tal punto da rappresentare un rimedio nei casi di inappetenza. Questo dipende da un ricordo atavico, di quando gli antenati mangiavano la carne delle prede appena uccise ancora tiepida.

Per farlo correttamente, aggiungiamo un po’ di acqua tiepida (ma non bollente) al cibo secco e lasciamolo riposare fino a quando non raggiunge una temperatura che va dai 35 ai 37 gradi (quella media di un mammifero). Non solo risulterà più saporito e profumato, ma più morbido e facile da mangiare. Non a caso si decide di riscaldare la pappa per cuccioli rimasti orfani che hanno difficoltà a mangiare.

La varietà è importante

A volte la selettività di Miao la incoraggiamo noi con la nostra pigrizia. Infatti, dargli sempre da mangiare lo stesso alimento, e della stessa marca, non aiuta ad abituarlo a sapori e consistenze diverse.

Al contrario, se lo abituiamo alla varietà, un cambiamento ogni tanto non lo vivrà certo in maniera traumatica e possiamo migliorare la dieta del gatto senza troppa difficoltà, semplicemente seguendo lo schema dei dieci giorni.

La flessibilità alimentare è una caratteristica che il micetto deve acquisire fin dalle prime settimane di vita, può anche fare parte dei corsi di addestramento per cuccioli certificati da professionisti esperti.

Tutti i felini, infatti, stabiliscono i criteri del loro palato e scelgono i loro gusti personali durante i primi sei o sette mesi. Durante questo periodo, quindi, sono maggiormente inclini a provare sapori, aromi e consistenze nuove, differenti.

Se non teniamo conto di questi fattori, corriamo il rischio di crescere un esemplare con significative intolleranze alimentari, che gli precluderanno un sacco di possibilità alimentari e lo costringeranno a una routine malsana.