5 modi per aiutare il gatto a fare amicizia: trucchi e consigli

Micio scappa o si mostra ostile verso i propri simili o le altre persone? Ecco alcuni semplici modi per aiutare il gatto a fare amicizia

gattino nascosto dietro al divano

I gatti non sono tutti uguali, ognuno di essi ha il proprio carattere e nel tempo sviluppa la propria personalità. Pertanto alcune volte occorre trovare dei modi per aiutare il gatto a fare amicizia sia con i propri simili che con le persone. Non tutti i piccoli felini sono estroversi e ben disposti nei confronti degli estranei. Anzi, proverbiale è il loro atteggiamento all’apparenza più indifferente o distaccato (anche un po’ snob) nei confronti di persone e altri animali.

È un’impressione piuttosto generica, tuttavia c’è un fondo di verità. Alcuni gatti hanno più difficoltà a socializzare e interagire e questo è un dato di fatto. Riuscire ad aiutarli in questo compito contribuirà a dargli autostima e a spingerli a fare nuove amicizie, ma soprattutto li renderà dei piccoli mici felici e sereni che non si sentono in pericolo ogni volta che fanno una nuova conoscenza. Vediamo allora alcuni semplicissimi modi per aiutare il nostro gatto a fare amicizia.

Far socializzare Micio sin da cucciolo

gattino che soffia

Quante volte abbiamo sentito parlare di socializzazione del gattino e di come sia importante per garantirgli una crescita sana e felice? Non date poco peso a questo consiglio perché, di fatto, è prezioso per qualsiasi padroncino. I gatti hanno un atteggiamento spesso enigmatico e indecifrabile, per cui non è sempre tanto facile capire cosa gli passi per la testa. Ma la socializzazione deve avvenire e sarebbe meglio che iniziasse sin da quando sono piccolini.

La socializzazione dovrebbe essere una tappa fondamentale della crescita di ogni gatto, uno dei modi per aiutarlo a fare amicizia nel corso della sua vita. Sia che si tratti di persone che di altri gatti, oppure cani, dobbiamo trasmettere a Micio quella sicurezza che lo porterà a non percepire tutti gli esseri viventi come una minaccia. È vero che, come abbiamo detto, ciascun gatto ha il proprio carattere ma non dimentichiamo che a influenzarlo non è solo la razza ed entrano in gioco anche le esperienze vissute.

Prendiamo il caso più semplice e comune, quello del gatto randagio che viene adottato in famiglia. Già solo per avvicinarlo occorrono giorni, a volte anche intere settimane. Non conosciamo le esperienze che ha avuto con gli umani ma dal suo atteggiamento, dal suo mettersi continuamente sulla difensiva possiamo percepire che probabilmente non ha vissuto delle situazioni proprio piacevoli. O semplicemente ha sempre interagito con i propri simili e vede le persone come un pericolo. Ecco perché occorre tanto tempo per convincerlo a fidarsi di noi, per fargli capire che non abbiamo intenzione di fargli alcun male e che vogliamo solo prenderci cura di lui.

Imparare a decifrare il linguaggio di Micio

gatto tigrato molto grande

Conoscere il linguaggio del corpo di Micio è un altro punto a nostro favore, quello che ci consente di comprenderlo appieno. In qualche modo possiamo capire e decifrare le sue emozioni e “prevedere” (quindi evitare) situazioni spiacevoli o di pericolo, soprattutto in rapporto ad altri gatti o persone. Questo ci consente, anche, di regolare per bene il nostro comportamento e il modo in cui ci approcciamo a Micio. Specialmente chi ha a che fare con un gatto timido, introverso e che ha paura degli altri deve creare una connessione profonda con lo stato d’animo di Mici. I gatti, a differenza di quel che molti erroneamente credono, sono molto empatici e quando legano con il padroncino ne percepiscono sentimenti ed emozioni. Un micio può avvicinarsi a una persona per consolarla con fusa e bacini, oppure avverte quando qualcuno si trova in pericolo e tenta di avvisarlo. Ricambiamo questa sensibilità e dimostriamoci padroncini attenti!

Il gioco come strumento per fare amicizia

gatto a pancia in su

La socializzazione per un gattino non deve essere una “tortura”. Come sempre uno dei modi migliori per aiutare un gatto a fare amicizia e a prendere confidenza con situazioni nuove è l’approccio ludico. In parole povere vuol dire che se rendiamo tutto un bel gioco, il gattino diventa più propenso nei confronti del contatto con noi. Di conseguenza questo metodo funziona bene anche con gli altri, ad esempio con gli ospiti, gli amici o i parenti che invitiamo in casa.

Gioco e divertimento sono il modo migliore per stimolare Micio sia fisicamente che mentalmente. E chi conosce i piccoli felini domestici sa bene quanto sia importante dargli sempre nuovi stimoli. Gatti che non ne ricevono abbastanza a lungo andare diventano tristi, depressi e talvolta reagiscono diventando irascibili e iperattivi. Il gioco rientra tra i modi per aiutare il gatto a fare amicizia con gli umani perché è un’occasione istruttiva ma divertente per interagire con essi. Come sempre se non sappiamo da dove iniziare, affidiamoci ai consigli di un esperto che sappia darci le giuste indicazioni da seguire.

Lasciare che il gatto faccia la prima mossa

gatto vuole stare in braccio al padrone

Un errore piuttosto comune (e ingenuo) che fanno quasi tutti i padroncini è pensare che i gatti siano tutti poco socievoli. Perciò talvolta prendono sotto gamba il discorso-socializzazione, pensando che sia qualcosa da attribuire solo ed esclusivamente ai cani. È vero che per indole i cani sono molto più socievoli, o meglio la loro natura li spinge a desiderare il branco. Per un gatto non è così, è un animale tendenzialmente solitario e che comunque sa cavarsela da solo. Istintivamente la sua indole lo porta a non dipendere in tutto e per tutto dalle persone.

Ma abbiamo visto che ogni micio ha un carattere e una personalità specifici che vengono profondamente influenzati anche da noi. Quando vogliamo aiutare il nostro gatto a fare amicizia con un proprio simile oppure con gli umani, per evitare che sia intimidito o perfino spaventato. o ancora che reagisca in modo violento, non dobbiamo mai e poi mai costringerlo.

Questo principio vale per tutti i gatti (ma anche per i cani), dobbiamo lasciare che siano loro a fare la prima mossa senza spingerli con insistenza. Immaginate se per un momento ci foste voi al posto di Micio. Vi piacerebbe essere costretti a interagire con qualcuno che non conoscete, anche contro la vostra volontà? Sì, la risposta è proprio quella che state immaginando.

Non solo Micio, anche il padroncino deve fare la sua parte

gatto certosino

Alla luce di tutto ciò che abbiamo visto, dei modi per aiutare il gatto a fare amicizia e di tutto ciò che occorre per fargli acquisire sicurezza appare chiaro un fatto fondamentale: gran parte della buona riuscita dipende proprio da noi padroncini!

Adottare un gatto è un gesto onorevole. Abbiamo la possibilità di dare una vita felice a un gattino trovatello o abbandonato e al contempo lui ci ripaga riempiendo la nostra casa di gioia. Ma non dimentichiamo che è prima di tutto una nostra responsabilità. Perciò dobbiamo garantire al gatto tutto ciò di cui ha bisogno dal punto di vista fisico ma anche emotivo. Entra in gioco il nostro atteggiamento nei suoi riguardi che non può e non deve essere perennemente improntato al rimprovero. Un gattino che si sente sempre vessato, che non vede mai ricompense e gratificazioni ma solo urla, si abitua a un padroncino in collera e sempre agitato. Non acquista sicurezza né tanto meno riesce a legare con l’umano, con il rischio che crescendo lo veda addirittura come un nemico.

Cerchiamo di munirci di tutti gli strumenti e le conoscenze necessarie per far socializzare il gatto e insegnargli a interagire con gli altri. Naturalmente nel rispetto della sua natura di felino e del suo personalissimo carattere.