Come si allatta davvero bene un gattino: guida passo per passo

Prendersi cura di un cucciolo è un atto di grande responsabilità, sapere come allattare un gattino può salvargli la vita. Scopriamolo insieme

Durante le prime settimane di vita (circa otto settimane), gli unici bisogni dei felini sono: mangiare, tenersi al caldo, imparare a fare i bisognini da soli e sviluppare le loro capacità relazionali. Normalmente mamma gatta provvede a tutti i bisogni dei suoi cuccioli.

Tuttavia, se i micini sono stati per qualche motivo separati dalla madre, o la madre non può produrre abbastanza latte per nutrirli, sarà compito nostro prenderci cura di loro. Ecco quindi che dei consigli da seguire possono tornare utili. Mai ricorrere al fai da te o al sentito dire: sono creature molto delicate che rischiano di non farcela, se non correttamente accudite.

Come allattare un gattino? Prima di cominciare qualsiasi processo di allattamento, è sempre consigliabile chiedere consiglio al proprio veterinario di fiducia riguardo al procedimento da seguire. Si comincia scoprendo il tipo di latte artificiale da utilizzare, poiché ogni singolo gattino può avere esigenze diverse a seconda anche del suo stato di salute e della propria età.

Indice

Come allattare un gattino, un processo delicato

Cuccioli abbandonati, cosa fare

Determinare l’età del cucciolo

Come allattare un gattino orfano

Allattare un gattino, l’espulsione di pipì e cacca

Come allattare un gattino neonato, alimentazione ideale

Come allattare un gattino, un processo delicato

dare il biberon al gattino

Fermo restando quindi che ogni amico a quattro zampe può essere diverso per dimensioni e condizioni di salute ed avere bisogni nutrizionali differenti, generalmente ogni gattino appena nato dovrebbe essere nutrito attorno alle 12 volte al giorno. Cominciamo quindi a dargli da mangiare all’incirca ogni 2 ore nelle prime due settimane, ogni 4 ore nelle due settimane successive e così via.

Come allattare un gattino? Rechiamoci quindi in un negozio specializzato per animali e compriamo tutto il necessario suggerito dallo specialista, compreso biberon e tettarella specifici per gattini. Teniamo conto che se un felino è prematuro avrà bisogno di essere nutrito inizialmente con un contagocce finché non sarà in grado di succhiare autonomamente il latte dal biberon.

Cuccioli abbandonati, cosa fare

gattino accucciato

I cuccioli appena nati hanno bisogno di cure specifiche e non possiamo improvvisare, lasciarci guidare dall’istinto, ricorrere al fai da te o al sentito dire, dobbiamo sapere cosa fare. Attenzione, per esempio: non è permesso tenere per sé un cane abbandonato, si deve seguire un iter legislativo. Quando troviamo dei cuccioli, quindi, per prima cosa bisogna metterli al sicuro.

Successivamente, occorre avvertire i vigili urbani e i servizi veterinari dell’Asur: sono loro infatti chiamati a intervenire in casi di questo genere. A questo punto i piccoli verranno sottoposti a una visita e a eventuali esami diagnostici per valutare lo stato di salute generale e le eventuali terapie a cui vanno sottoposti perché sopravvivano.

A meno che non si rintracci il proprietario, i cuccioli verranno resi disponibili all’adozione. Ed è lì che si deve sperare in una gara di solidarietà tra chi si aggiudicherà il cagnolino sfortunato. C’è anche un numero verde dell’Enpa – l’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali – per segnalare episodi di abbandono.

Il numero di telefonico, attivo 24 ore su 24, fa capo a una ventina di operatori e allo staff dell’associazione animalista, che forniranno all’utente la sede di Polizia competente in base alla zona di riferimento. Qualora quindi si dovesse essere testimoni di casi del genere si può chiamare l’800.137.079. Saranno loro a guidarci e a dirci cosa fare.

Come allattare un gattino neonato

Nel caso di cuccioli appena nati che sono stati abbandonati, sapere cosa fare ed essere tempestivi può fare la differenza fra la vita e la morte. Bisogna fare maggiore attenzione rispetto a quando si trova un gatto adulto. Il cucciolo, specie se molto piccolo, è indifeso tanto quanto un neonato umano. Ed è altrettanto dedicato e suscettibile a infezioni, malattie e incidenti che possono fargli molto male e mettere a repentaglio la sua esistenza

Prima prendere un gattino per la strada, ricordiamoci di verificare che non ci sia la madre nei paraggi: può capitare di trovare cuccioli di felini randagi e che la mamma si sia allontanata per cercare del cibo. È molto importante guardarsi intorno o informarsi, per capire che cosa sta succedendo e se sono davvero degli orfani.

Qualora i piccoli non fossero svezzati, infatti, allontanarli dalla madre potrebbe solo fare danno. Come i piccoli di ogni specie sono infatti più delicati, hanno bisogno di cure maggiori e di un’alimentazione particolare. Anche la gestione è diversa

Primo soccorso

Sappiamo già che, quando si parla di cuccioli neonati, la cosa più importante da fare è rivolgersi a degli esperti, ma se nel frattempo volessimo dare un primo soccorso ci sono effettivamente delle cose che possiamo fare.

Innanzitutto, attenzione a come li spostiamo: cerchiamo di farlo rapidamente e di non tenere i piccoli troppo lontani gli uni dagli altri quando li sistemiamo in macchina o all’interno dello spazio dove li terremo per trasportarli. Stando a contatto, si tengono al caldo. Se malauguratamente il gattino dovesse essere solo e/o i fratellini dovessero essere morti, mettiamolo a contatto con il nostro corpo e copriamolo, cercando di dargli quanto più calore possibile.

Arrivati a casa, con calma e attenzione, verifichiamo il loro stato di salute: hanno tagli o lesioni? Non improvvisiamoci medici, cerchiamo al massimo di pulire con soluzione fisiologica e disinfettare con acqua ossigenata, il resto dovrà comunque farlo il veterinario. Controlliamo anche se presentano altri sintomi: se hanno naso che cola, tosse o starnutiscono, per ora teniamoli lontani dagli altri animali di casa.

Determinare l’età del cucciolo

gattino che dorme

Una volta esaminata la condizione di salute dei cuccioli, prima di capire come allattare un gattino, fra le cose da fare, c’è quella di capire la loro età, anche per passare allo step successivo, cioè alimentarli nel modo corretto. Per determinare l’età del cucciolo bisogna guardare:

  • Gli occhi e le orecchie: gli occhi sono aperti? Le orecchie si muovono e si alzano?
  • La dimensione dei denti: i denti ci sono? Sono piccoli o sviluppati?
  • Le capacità motorie: i cuccioli si muovono da soli o ancora non riescono a camminare?

I piccoli con occhi aperti, ricettivi ai suoni, con il controllo dei loro movimenti e con un buon equilibrio sono sicuramente già intorno ai tre mesi di vita saranno sicuramente già svezzati.

Svezzati o no?

Si tratta di una differenza sostanziale. Fondamentale è sapere come svezzare un gatto. Se non lo è ancora, e ha meno di un mese di vita, dovremmo provvedere ad acquistare un latte pensato per lui. Ovviamente va consultato il veterinario, ma in generale il cucciolo non svezzato non può mangiare altro e dovrà essere nutrito con una siringa per ricevere la giusta quantità di latte.

Non va dato altro ai cuccioli: non hanno ancora affrontato il passaggio da alimentazione lattea a solida e gli esperti sconsigliano assolutamente il latte di vacca, anche quello ad alta digeribilità o scremato. C’è il rischio infatti che i piccoli amici a quattro zampe sviluppino forme di intolleranza o allergie anche gravi, che possono portare vomito, diarrea e disidratazione. A tal proposito, può tornare utile sapere come capire se il gatto è disidratato.

Non dimentichiamo che i cuccioli non svezzati devono mangiare almeno quattro volte al giorno, come se facessero una vera e propria poppata. Se invece i cuccioli sono svezzati, potrai dare loro delle crocchette ammorbidite fino a tre volte al giorno.

Chiaramente tutto questo vale se i piccoli non hanno la mamma ad accudirli, in questo caso noi dobbiamo intervenire il meno possibile. Dobbiamo creare un ambiente confortevole e caldo prima della loro nascita e poi far fare all’istinto materno.

Come allattare un gattino orfano

gatto beve dal biberon

Come già accennato, se nessuno reclama il gattino (o nell’attesa che qualcuno lo faccia) è necessario procurarsi tutto l’occorrente per accudire al meglio il piccolo o i piccoli che hanno perso la loro mamma. Ecco quindi cosa ci serve per essere al massimo delle proprie possibilità e non lasciare nulla al caso:

  • Un biberon e tettarella specifici per gattini;
  • Un contagocce (se necessario);
  • Latte artificiale per gattini (in polvere da diluire con acqua, o liquido);
  • Una tovaglia morbida e delle salviette;
  • Una bilancia da cucina.

Questo è l’abc per fare in modo che il cucciolo abbia le attenzioni migliori, ma un aspetto indispensabile e che aumenterà le possibilità di riuscita riguarda l’amore che metteremo in questa impresa. Non dimentichiamo quanto importante sia una mamma per il piccolo, dovremo fare di tutto per ridurre al minimo la sua mancanza.

Come allattare artificialmente un gattino

Come per i nostri neonati, anche per i gattini è importante che il biberon sia sterilizzato e che il latte venga scaldato al punto giusto. Sterilizziamo quindi il biberon e la tettarella in acqua bollente per circa cinque minuti, lasciamo poi asciugare il tutto sopra un asciugamano pulito.

A questo punto raccogliamo tutto ciò che ci serve più una ciotola di acqua calda e poggiateli accanto a una sedia. Riempiamo il biberon col latte artificiale seguendo le istruzioni riportate sulla confezione del prodotto.

Una volta scaldato il latte, testiamone la temperatura lasciando cadere qualche goccia sul dorso della nostra mano per accertarci che non sia troppo caldo ma bensì a temperatura corporea. Infine controlliamo che il flusso di latte sia adeguato tenendo il biberon sottosopra e pizzicando la tettarella.

Sediamoci piazzando la tovaglia sulle gambe e il gattino su di essa a faccia in giù (possiamo anche avvolgere il gattino con la tovaglia per tenerlo al caldo). Infiliamo la tettarella nella sua bocca, con delicatezza, senza alzargli la testa, e vedremo che il gattino comincerà istintivamente a succhiare. Continuiamo l’allattamento finché la bottiglia sarà vuota, o finché il cucciolo si staccherà volontariamente.

Una volta terminato il processo di allattamento, non abbiamo finito. Come i bambini, i gattini hanno bisogno di espellere l’aria accumulatasi nello stomaco durante la fase dell’allattamento facendo il ruttino. Teniamo il piccolo, addome ingiù, sul palmo della mano, e diamogli delle pacchette sulla parte alta facendo attenzione a essere molto delicati per evitare di indurre il vomito. Se il gattino non dovesse fare il ruttino subito, non preoccupiamoci e passiamo al prossimo step.

Allattare un gattino, l’espulsione di pipì e cacca

gattino su gambe umane

Mamma gatta aiuta i suoi gattini a fare i bisognini stimolando l’ano e la parte genitale, e di conseguenza l’intestino e la vescica, con la lingua ruvida. Per simulare questo processo, possiamo massaggiare le stesse aree usando una salvietta calda e umida.

È possibile che per far sì che questa operazione vada a buon fine possano volerci un paio di poppate (anche di più per la minzione). Subito dopo, il micetto si addormenterà, mettiamolo quindi al caldo nella sua cuccia e lasciamolo riposare tranquillamente.

È inoltre importante che, in queste prime settimane di allattamento, controlliamo il peso (e quindi la crescita) ogni giorno: possiamo svolgere questa operazione usando una bilancia da cucina. Un gattino dovrebbe guadagnare fra i 30 e i 60 grammi al giorno, se così non dovesse essere contattiamo al più presto il veterinario per chiedergli consiglio.

Come allattare un gattino neonato, alimentazione ideale

Come allattare un gattino? Se è già svezzato e indipendente tra le cose da fare c’è sicuramente dargli la pappa migliore per farlo crescere sano e forte. Ci chiederemo sicuramente cosa possiamo dargli da mangiare. Innanzitutto, ricordiamoci che deve subito avere a disposizione dell’acqua, perché potrebbe mostrare segni di disidratazione.

Mentre beve, accertiamoci che non si strozzi o che non si ostruisca il naso perché questo può portare alla polmonite. A tal proposito, può tornare utile saperne di più sul perché il gatto tossisce dopo aver bevuto. Poi, per quanto riguarda il cibo, si possono innanzitutto dare delle crocchette di alta qualità sempre meno morbide.

Ecco le crocchette per gattini ideali. Abbiamo parlato ampiamente di cosa mangiano i gattini di due mesi, quindi il consiglio è di dare un’occhiata. In generale possiamo introdurre nella loro alimentazione della carne (tagliata in piccoli pezzi), del riso e del pesce.

Per qualsiasi dubbio o incertezza, però, rivolgiamoci al nostro veterinario di fiducia, colui che può avere un quadro completo e valutare eventuali pregressi clinici o caratteristiche di razza che possono incidere. Ricordiamoci sempre, quindi, di non prendere iniziative di testa nostra perché tutti i cuccioli devono essere portati dal veterinario per attestare l’assenza di malattie, comprese quelle del tratto gastrointestinale.

LEGGI ANCHE: Come svezzare un gatto, guida completa: latte, comportamento dei gattini e primi cibi

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