Gattino selvatico, come approcciarsi a lui e come aiutarlo a socializzare

Un gattino selvatico non è abituato al contatto con le persone, perciò con calma e pazienza dobbiamo aiutarlo a non avere paura

gattino nascosto sotto a una pianta

Un gattino selvatico non è abituato alla presenza dell’uomo e non si lascia avvicinare facilmente, per questo è importante avere l’approccio giusto.

Considerate la paura che potrebbe avere nel vedere un essere gigantesco come un uomo che si avvicina e cerca di prenderlo.

Ha paura, si sente spaesato e reagisce soffiando e mettendosi sulla difensiva. Non possiamo affatto dargli torto.

Con tanta pazienza e gentilezza, ma soprattutto col metodo giusto, possiamo riuscire non solo ad avvicinare un gattino selvatico ma anche ad accoglierlo in casa e donargli la vita felice che merita.

Catturare un gattino selvatico: come fare

gattino con il mantello tigrato

Il primo approccio con il gattino selvatico non è semplice e catturarlo richiede tanta pazienza ma soprattutto tempo (ne abbiamo parlato qui).

Sebbene le nostre intenzioni siano lodevoli il piccolo alla nostra vista è letteralmente terrorizzato e non si lascia avvicinare.

Inizia a soffiare, scappa a nascondersi, fa di tutto pur di tenerci alla larga. Perciò non dobbiamo innervosirlo ulteriormente e lasciare che a poco a poco acquisti fiducia e ci venga incontro.

La tecnica più efficace prevede l’utilizzo di una trappola “non crudele”, uno strumento che vendono la gran parte dei negozi per animali davvero molto utile.

Non lasciatevi ingannare dal nome “inquietante”, la trappola è progettata proprio per non fare del male al gattino selvatico e catturarlo in modo sereno e tranquillo.

Quel che dobbiamo fare è posizionarla in un punto tranquillo vicino a dove abbiamo trovato il piccolo e lasciarla lì per qualche giorno mettendo della pappa.

A poco a poco e con il tempo il gattino inizierà ad avvicinarsi per mangiare finché non vedrà la trappola come qualcosa di assolutamente innocuo.

Mostrandoci calmi e senza fare movimenti bruschi che potrebbero spaventarlo, nel giro di qualche giorno saremo in grado di chiuderlo nella gabbietta e portarlo con noi (prima tappa, naturalmente, dal veterinario!).

Cosa fare prima e dopo l’arrivo in casa

gattino bianco e grigio

L’arrivo del gattino selvatico in casa è una fase abbastanza complessa e dobbiamo esser pronti a dargli uno spazio tranquillo in cui a poco a poco possa ambientarsi.

Del resto si ritrova catapultato dalla strada a un ambiente completamente sconosciuto pieno di odori, oggetti e suoni che fino a quel momento non conosceva.

In genere si consiglia di preparare prima del suo arrivo una stanza in cui tenerlo chiuso per qualche giorno, che non sia di passaggio e dove soprattutto non entrino né persone né altri animali.

All’interno dobbiamo posizionare tutto il necessario: ciotola con i croccantini, ciotola con l’acqua e una lettiere delle dimensioni adatte a un gattino.

Mettiamo qua e là anche qualche giocattolo con cui possa iniziare a interagire e prendere confidenza durante la giornata.

La stanza deve essere un luogo sicuro e privo di pericoli con finestre e porte chiuse, luce non troppo forte, nessuna sostanza tossica o oggetti acuminati o pesanti sugli scaffali.

Oltre a ciotole e lettiera, sistemiamo anche una scatola in cui il micetto possa rifugiarsi anche solo per dormire e strategicamente lasciamogli anche un indumento che abbia il nostro odore.

Gattino selvatico: come dobbiamo comportarci

gattini che miagolano

Quando il gattino selvatico si è ambientato alla sua nuova stanza e ai suoi oggetti, non ci resta che abituarlo alla nostra presenza.

Anche questa fase non è semplicissima ma neanche impossibile, basta avere pazienza e comportarci con lui nel modo giusto.

Per i primi tempi evitiamo di imporgli il contatto fisico e restiamo in sua compagnia semplicemente osservandolo.

In questo modo anche lui potrà osservarci, annusarci e studiarci senza innervosirsi e reagire con graffi, morsi oppure soffiando.

Dato che le reazioni di questo tipo sono assolutamente normali, per i primi tempi muniamoci sempre di guanti per proteggere le mani ed evitare di ferirci.

Un piccolo trucchetto da seguire è andare nella stanza del gattino selvatico sempre allo stesso orario in modo che cominci a stabilire una sorta di routine.

Entriamo lentamente senza spalancare la porta come se le dessimo un calcio e parliamogli sempre con voce gentile e non con un tono troppo alto o aggressivo.

Quando sarà un po’ più sicuro si sé (e di noi) possiamo passare alla socializzazione vera e propria e il modo migliore per farlo è naturalmente il gioco!

Basta una piccola canna da pesca con un sonaglino o una piuma per attirare la sua attenzione.

Così facendo a poco a poco ci starà sempre più vicino e potremo iniziare ad accarezzarlo senza quasi che se ne accorga.

Contatto fisico: lasciamo che sia lui ad avvicinarsi

gattino dentro a una scatola

Il gattino selvatico a questo punto è un po’ meno diffidente ma non si fida comunque di noi ancora del tutto.

Ancora un po’ di pazienza, non è arrivato il momento per accarezzarlo o prenderlo in braccio!

La prima cosa che possiamo fare è provare a mettere la mano sul pavimento lasciando che sia lui a venirle incontro per annusarla e toccarla.

Facciamo così per qualche giorno finché per il gattino selvatico il contatto con noi diventerà quasi normale e senza paure.

A questo punto possiamo provare ad accarezzarlo con gesti piccoli e lenti, avvicinandoci possibilmente con un giocattolo che già conosce.

Mettendo la mano sul pavimento aspettiamo che si avvicini e proviamo a sollevarla per dargli una piccola carezza.

Le prime volte magari si allontanerà ma a poco a poco vedrete che si lascerà toccare (anche se per un breve momento).

Superato lo step-carezze è giunto il momento per il passo decisivo: proviamo a prenderlo in braccio!

Il consiglio è di sollevarlo delicatamente dalla collottola e portarlo al grembo, avvolgendolo in un asciugamano o una morbida coperta per evitare che graffi o morda.

Non teniamogli il muso rivolto verso di noi e limitiamoci ad accarezzarlo dolcemente parlandogli con un tono rassicurante.

Naturalmente se notiamo che ha paura e che non vuole essere preso non dobbiamo forzarlo ma aspettare un momento migliore in cui si senta più tranquillo.

Quando il gatto si lascerà prendere senza troppi problemi possiamo cominciare a interagire con lui spazzolandolo, prima di tutto per iniziarlo a questa pratica quotidiana che seguirà per tutta la vita e poi per coccolarlo e regalargli una sensazione piacevole.