Gatto anziano con dolore alle zampe posteriori: che significa e cosa fare

Se vi trovate davanti a un gatto anziano con dolore alle zampe posteriori, vi spieghiamo come intervenire per il benessere di micio.

Gatto anziano dolore zampe posteriori: cosa sapere

Quando i nostri cuccioli pelosi diventano grandi, possono andare incontro a diverse problematiche. Tra le più diffuse c’è quella del gatto anziano con dolore alle zampe posteriori.

Se riscontrate questa condizione nel vostro micio, continuate la lettura di questo articolo per scoprire cosa fare e come poter intervenire per garantire il benessere del gatto.

Gatto anziano dolore zampe posteriori: cosa sapere

Gatto anziano con dolore alle zampe posteriori

Cosa succede in caso di gattino zampe posteriori deboli? Possiamo accorgerci di questa condizione, più che normale in età adulta, osservando il comportamento di micio. Partendo dal presupposto che sappiamo bene quanto il benessere dei nostri animali domestici sia importante, è fondamentale osservarli sempre con attenzione, per prevenire malattie e altre patologie che possano mirare il suo benessere.

Certo è che un gatto anziano che presenta dei dolori alle zampe posteriori, altro non che una conseguenza della sua età. Esattamente come accade a noi esseri umani, infatti, il corpo cambia, così come le sue esigenze e anche la sua salute. Altre volte però, questa condizione può verificarsi anche per altre problematiche in corso. Ancora una volta è l’osservazione attenta del nostro animale domestico a fornirci la spia che qualcosa non va e a suggerirci che dobbiamo intervenire affidandoci al parere di un medico veterinario esperto.

In questo caso, la prevenzione è più importante di ogni altra casa. Se sappiamo prenderci cura dei nostri animali domestici, riusciremo anche a mantenere in salute i nostri amici a quattro zampe e consentirgli di vivere una vita serena e senza problematiche particolari.

gatto piccolo con zampe deboli

Come cambiano le ossa del gatto

Prima di vedere nel dettaglio cosa succede nel gatto con dolore alle zampe posteriori, è opportuno fare un piccolo approfondimento sulle ossa e sulla muscolatura del gatto. Forse non tutti lo sanno ma i gatti hanno oltre 200 ossa diffuse in tutto il corpo, coda compresa. Il fatto che la clavicola non sia attaccata direttamente allo scheletro, consente ai nostri mici di avere un’agilità davvero incredibile.

Del resto basta ammirarli nella corsa o in quei lunghi salti che sono abituati a fare, anche a lungo raggio, per accorgerci di quanto questo sia vero. I nostri gatti sono animali davvero molto flessibili, ma questo li porta a compiere una notevole e numerosa serie di movimenti che con il lungo andare possono creare dei traumi o infortuni.

Quando però il gatto presenta dei problemi fisici, questo è abbastanza palese agli occhi di un genitore felino. Un animale in condizioni non propriamente ottimali, infatti, tende a restare sedentario e a isolarsi dal resto della famiglia e dell’ambiente che lo ha sempre accolto.

Se notate il gatto barcollare o cedere nella camminate, se vedete che non è più agile come una volta, probabilmente la causa è da ritrovare proprio nelle zampe deboli. E le cause, come abbiamo anticipato, possono essere diverse, tra cui la vecchiaia.

Gatto anziano dolore zampe posteriori- cosa sapere

Le cause delle zampe deboli

È evidente che se ci troviamo davanti a un gatto anziano con gambe deboli, abbiamo già in parte la risposta al perché il nostro micio barcolla o non è più abile come prima. A volte però la motivazione può risiedere anche in altro, ed è per questo che è sempre opportuno rivolgersi a un veterinario specialista che analizzerà nel dettaglio la condizione clinica del gatto.

Sapevate che, ad esempio, tra le cause della debolezza delle zampe posteriori rientra l’otite? L’atassia, infatti, crea un senso di squilibrio nel gatto dovuto appunto all’indebolimento delle zampe del gatto.

Altre cause possono essere date dalle carenze nutrizionali. Vi siete mai chiesti se nella dieta di micio c’è un corretto apporto di vitamine, ma anche di minerali e proteine.? Fatevi sempre consigliare dal veterinario di fiducia affinché venga somministrata all’animale una dieta che contenga in dosi adeguate queste proprietà.

Un’altra causa delle zampe deboli è la malattia il midollo, se il problema è alle terminazioni nervose potrebbe essere spiegato il perché micio non riesce a controllare i movimenti. E ancora, da valutare, c’è l’artrosi che è spesso difficile da riconoscere.

Quando però notiamo un indebolimento generale nelle attività del gatto e ci troviamo davanti a un animale anziano, dobbiamo per forza di cose collegare le zampe posteriori deboli alla vecchiaia.

Esattamente come accade per il corpo degli essere umani, anche quello dei gatti invecchia e lo fa anche molto più velocemente. L’indebolimento delle zampe, in questo caso, altro non è che un segno dell’anzianità del gatto.

Le manifestazioni di vecchiaia, non riguardano solo la funzionalità delle articolazioni, ma si estendono anche ad altri problemi come quelli dentali o, ovviamente, la comparsa dei peli bianchi.

Il gatto e la fase anziana

Prima di approfondire la tematica del gatto anziano con le zampe posteriori deboli, vi sarà forse utile comprendere quando possiamo considerare il nostro animale domestico “anziano”.

I limiti ovviamente sono arbitrali e soggettivi, ma possiamo seguire delle linee guida, definite dalla comunità scientifica che ci indicano quando il nostro amico a quattro zampe sta entrando nella terza età. C’è da dire che l’aspettativa di vita dei gatti, così come quella dei cani, si è molto allungata rispetto al passato grazie anche alle scoperte scientifiche e alle cure veterinarie sempre più minuziose, ma anche le diete più attente e ricercate e lo stile di vita più sicuro hanno contribuito ad innalzare la vita dei nostri animali domestici.

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Feline Medicine and Surgery del 2016 considera, i gatti sono considerati adulti tra i 7 e i 10 anni di vita; mentre entrano ufficialmente della terza età fra gli 11 e i 14. Ovviamente la genetica, così come l’ambiente fanno sì che ogni gatto abbia una storia a sé, così come una vecchiaia più o meno sviluppata precocemente.

Ci sono comunque dei segnali che possono farci comprendere se il nostro gatto è ormai da considerarsi anziano e sono la perdita di udito e l’occhio appannato, un pelo bianco e più più trascurato nel gatto anziano rispetto a quello giovane, e i movimenti che, nel gatto anziano, sono molto più lenti e insicuri.

Problemi articolari nei gatti anziani

Come abbiamo visto, quindi, nonostante ci siano diverse cause dei problemi articolari fra i gatti, prima di correre agli allarmismi bisogna verificare l’età del felino. Se questo è già entrato nella fase anziana o sta per superare quella adulta, probabilmente la causa sta proprio nell’età del nostro gatto.

Nel caso in cui ci troviamo davanti a un gatto anziano con zampe posteriori deboli, purtroppo possiamo farci ben poco, nel senso che per natura il corpo tende ad indebolirsi. Quello che possiamo fare è intervenire affinché il nostro micio si stanchi il meno possibile e svolga comunque le attività di sempre nel pieno comfort e benessere.

Il parere di un veterinario in questo senso può essere molto utile perché può suggerirci come comportarci, come curare un gatto anziano e come consentire al nostro animale domestico di proseguire gli anni della sua vita nel completo benessere, nonostante le problematiche che possono presentarsi.

A volte, infatti, il veterinario può consigliare una cura a base di farmaci oppure consiglierà direttamente l’intervento chirurgico nel caso in cui l’indebolimento delle zampe posteriori sia dovuto a qualche altra causa.

La cosa migliore da fare è prevenire questo problema alla base, dando quindi la possibilità al gatto di vivere più a lungo senza questi problemi. La prevenzione, in questo caso, risulta lo strumento migliore per preservare il benessere di micio.

Anche il peso gioca il suo ruolo specifico, un’alimentazione sana ed equilibrata e un controllo periodico del peso del micio, può aiutarci a far sì che il nostro animale domestico mantenga sempre il giusto peso ed eliminare così una problematica che potrebbe nascere dall’affaticamento fisico.

E ancora, sempre grazie all’alimentazione, possiamo introdurre determinati alimenti in grado di rafforzare il sistema immunitario del nostro gatto e rendere le sue ossa, e i suoi muscoli, più forti. Così che, durante gli anni di vecchiaia possa risentire nel minor modo possibile tutte quelle problematiche legate proprio agli anni della terza età.

Prevenire è meglio che curare un gatto anziano con dolore alle zampe posteriori

Così come accade per gli esseri umani, anche nei gatti uno stile di vita sano è la prevenzione migliore per tutte quelle problematiche che coinvolgono l’apparato osteoarticolare. Se il vostro gatto è anziano e presenta un dolore alle zampe posteriori, rivolgetevi subito al vostro veterinario per scoprire se c’è qualcosa che potete fare per alleviare il malessere del vostro gatto.

Magari un’alimentazione più attenta, un po’ di attività fisica e degli integratori alimentari contribuiranno al benessere del gatto negli ultimi anni della sua vita.

Se invece micio è ancora giovane o si prepara ad entrare nella fase adulta, allora potete ricorrere alla prevenzione per evitare problemi futuri. Un’alimentazione sana e bilanciata e il movimento frequente sono fondamentali per il benessere del micio per tutta la durata della sua vita.

Qualora il gatto manifestasse dolore durante la corsa o movimenti, o se ha subito un trauma a ossa e articolazioni, intervenire per tempo con un sostegno per le funzioni osteoarticolari è un valido aiuto che previene problemi futuri.

Integratori alimentari a base di sostanze specifiche per le articolazioni come la glucosammina o gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6, possono rappresentare un ottimo alleato per la prevenzione dell’indebolimento delle zampe del gatto. Ovviamente lasciatevi sempre consigliare dal vostro veterinario di fiducia che saprà trovare la soluzione migliore che garantisca il benessere di micio a lungo termine.