Quando si possono toccare i gattini, dopo la nascita?

Sapere come interagire con Miao, dalla nascita a tutte le fasi della vita, è importante per il suo benessere. Quando si possono toccare i cuccioli di gatto?

La nascita di una nuova vita è una situazione indescrivibile, un’emozione unica che cambia la vita e che ci fa scoprire sentimenti mai provati prima. Chi ha avuto una gatta che ha dato alla luce una cucciolata sa di quale sensazione si sta parlando.

La voglia di coccolarli, stringerli a sé, dare loro calore e giocare insieme alle loro zampette buffe e goffe sono desideri che potrebbero farci commettere degli errori tali anche da mettere a repentaglio la vita di esserini indifesi.

Ecco allora che torna utile sapere quando toccare i cuccioli di gatto per evitare che mamma gatta non li riconosca più e li abbandoni in maniera più o meno consapevole al loro destino.

Perché è così importante

tre cuccioli di gattino in mano

Dettagli apparentemente insignificanti, quando entriamo nel mondo felino e cominciamo a conoscere le sue regole, diventano di vitale importanza. È il caso di scoprire, quindi, quando si possono toccare i cuccioli di gatto e come evitare di metterli in pericolo. Comprendere correttamente il linguaggio dei gatti ci permette di imparare moltissime cose sul loro conto e sul loro modo di interagire con il prossimo, bipedi e quadrupedi inclusi. 

Per conoscersi e reperire informazioni utili sul prossimo, il nostro amico a quattro zampe, infatti, annusa. L’olfatto sensibile dei felini è proverbiale e molto sviluppato. Percepiscono particolari che noi ‘comuni mortali’ non siamo nemmeno in grado di immaginare. Ecco, per esempio, spiegato perché i gatti mostrano il sedere.

Gli odori, così importanti nella vita di Miao, e fondamentali per un cucciolo che si sta affacciando al mondo esterno adesso, sono fondamentali e non vanno alterati nemmeno per errore. E quello che possiamo commettere noi, se non rispettiamo tempi e modi prestabiliti, è proprio un errore. Se siamo alla prima esperienza, a maggior ragione, non affidiamoci al fai da te o al sentito dire; ma all’esperienza di un etologo specializzato e al veterinario di fiducia, che conosce anche eventuali pregressi clinici e caratteristiche di razza che possono incidere.

Il benessere del cucciolo prima di tutto

gattino con la bocca sporca di latte

Conoscere le tempistiche consigliate dagli specialisti in materia ci spezzeranno il cuore. Infatti, la regola numero uno da imparare prima che la nostra piccola palla di pelo partorisca è che i cuccioli appena nati non si toccano. Si tratta di un momento delicato, che riguarda solo mamma e piccoli e che dobbiamo affidare all’istinto degli animali, quello che non sbaglia mai.

Dobbiamo essere degli alleati presenti ma discreti, attivi ma pronti a fare un passo indietro, spettatori che possono intervenire nel caso in cui ce ne fosse necessità e la vita di uno degli attori in gioco fosse messa a repentaglio. Il rischio che corrono i gattini, dunque, è che la loro mamma non riconosca più il loro odore e li abbandoni, non li senta più come propri, come una sua responsabilità.  

Lo svezzamento di gattini organi o abbandonati, se necessario, può salvare loro la vita ma non si tratta certo di un compito semplice e privo di rischi. Sostituire la mamma naturale non è impossibile, ma non è un atto privo di conseguenze. Più il gatto è piccino, meno probabilità di sopravvivenza ci sono. Inoltre, ammesso che riesca a superare la fase più delicata, le ripercussioni in termini di socializzazione possono essere anche di una certa entità.

Perché mamma gatta abbandona i gattini

mamma gatta a cucciolo

Quando si possono toccare i cuccioli di gatto? Di norma, gli esperti dicono che è possibile cominciare a partire dal decimo giorno dalla nascita. Un momento che coincide con l’apertura degli occhi e con la presa di coscienza di un altro senso che rappresenta uno strumento indispensabile. Seppur non sia tra i sensi più sviluppati, la vista è un’arma in più. 

Se, però, ce ne fosse bisogno per favorire il benessere psicofisico di Miao una soluzione che non metta a repentaglio il rapporto tra madre e figlio c’è: usare dei guanti o un panno pulito e inodore. Inoltre, non dimentichiamo mai che abbiamo a che fare con esseri molto delicati, che vanno trattati con cura e attenzioni. In questo modo non li danneggiamo fisicamente e non li spaventiamo. Per qualsiasi dubbio o incertezza, rivolgiamoci al veterinario.

Si possono spostare i gattino appena nati?

mamma e figlio gatti

Il felino è un animale estremamente pulito e pensa autonomamente alla propria igiene. Quando è ancora piccolo ci pensa la sua mamma e gli insegna come fare in futuro. Per esempio, ecco spiegato perché il gatto alza il sedere quando lo accarezziamo.

È un atto di estrema fiducia nei nostri confronti e rimanda a un legame atavico con la madre che, per favorire la pulizia del sederino, leccava il dorso e richiedeva il sollevamento della coda. Se tocca a noi pulirlo, procediamo sempre con la massima attenzione e con delicatezza usando un asciugamano inumidito, per poi asciugarlo con uno pulito.

Gatto appena nato

mammelle di gatta

Quando si possono toccare i cuccioli di gatto? Può succedere che un esemplare nasca debole e non riesca a farsi strada tra i fratellini che fanno a gara per nutrirsi. Ecco allora che può tornare utile un nostro intervento, inducendo l’attaccamento al capezzolo o con il latte artificiale. A tal proposito, può essere importante scoprire cosa fare se trovo dei gattini.

Mamma gatta è sempre mamma gatta, perché solo lei è in grado di produrre il colostro, sostanza presente nel latte materno è molto efficace contro infezioni e patologie di vario genere. Se vogliamo definirlo, è un po’ come un vaccino sostitutivo in attesa che Miao sia abbastanza grande da poter essere sottoposto a quelli del veterinario di fiducia.

Lo stesso vale per i gattini randagi, che vanno nutriti. La somministrazione del latte può essere fatta tramite un biberon per bambole, per cuccioli oppure una siringa senz’ago. La posizione di cucciolo e contenitore, la frequenza sono indispensabili per scongiurare incidenti che possono portare al soffocamento. In questa fase, può tornare utile sapere come parlare al gatto per tranquillizzarlo e non fargli sentire troppo la mancanza della mamma.

Niente latte vaccino perché rischia di provocare episodi di diarrea nel gatto e di non essere sufficientemente nutriente. Quello di capra potrebbe rappresentare una buona alternativa nutrizionale rispetto al latte in polvere, anche se non ha lo stesso numero di proteine, elemento indispensabile nella dieta del nostro amico a quattro zampe. La regola principale è una: non tocchiamo i cuccioli di gatto se non è strettamente necessario, soprattutto durante le prime settimane della loro vita. Lasciamo fare a Madre natura e a mamma gatta.

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