Sindrome da diarrea emorragica del gatto: che cosa fare e come aiutare Micio

La sindrome da diarrea emorragica del gatto va trattata immediatamente. Ecco i sintomi, le possibili cause e soprattutto come si cura

pupille del gatto malato

La sindrome da diarrea emorragica del gatto è una malattia potenzialmente molto pericolosa che va trattata tempestivamente. Il sintomo più evidente nel micio è una infiammazione del tratto gastrointestinale talmente violenta da provocare sanguinamento. Per questo motivo le feci sono di un insolito colore scuro, dovuto proprio alla presenza di sangue.

Il micio può avere questa sindrome per diversi motivi ma il peggiore è senza dubbio l’infezione da parvovirus. Questo virus provoca la cosiddetta panleucopenia, chiamata anche gastroenterite virale infettiva.

Quali sono i sintomi di questo disturbo?

gatto con gli occhi verdi

Il nome di questa malattia indica chiaramente qual è il suo sintomo principale: il micio non solo ha la diarrea e quindi fa molta cacca “brutta”, ma questa presenta tracce di sangue. La cacca del gatto dovrebbe avere un aspetto normale, quello che vediamo ogni volta che puliamo la lettiera. Se così non è, evidentemente c’è un problema e dobbiamo capire di che si tratta.

La sindrome da diarrea emorragica ovviamente non ha solo questo sintomo e nel gatto possiamo osservarne altri, da meno a più gravi:

  • Vomito;
  • Perdita di appetito;
  • Letargia;
  • Dolori addominali;
  • Emoconcentrazione (sangue più concentrato e quindi dalla consistenza più solida).

Tutti questi sintomi evidenziano quanto possa essere pericolosa una malattia del genere, se non viene curata in tempo. A lungo andare il micio perde talmente tanto sangue che rischia lo shock ipovolemico o shock emorragico. Significa, cioè, che perde più del 20% del sangue che circola nel suo corpo.

Quando il gatto presenta questi sintomi è necessario correre immediatamente dal veterinario prima che le sue condizioni peggiorino ulteriormente.

Sindrome da diarrea emorragica del gatto: possibili cause

La sindrome da diarrea emorragica in sé non è una malattia, nel senso stretto del termine. Più che altro è la conseguenza di una patologia sottostante, perciò possiamo elencarne diverse cause. Significa, cioè, che esistono diversi fattori specifici che possono contribuire alla sua comparsa, tra i quali:

  • Infezioni batteriche;
  • Tossine nel sangue (avvelenamento);
  • Ingestione di oggetti o di cibi che provocano allergia;
  • Malattie infiammatorie croniche;
  • Pancreatite;
  • Parassiti intestinali.

Secondo alcuni studi anche lo stress può essere considerato un fattore predisponente, ma la causa più pericolosa della sindrome da diarrea emorragica è di tipo virale: il parvovirus.

Gastroenterite virale felina o panleucopenia

gattino che dorme sul letto

In moltissimi casi la sindrome da diarrea emorragica è la conseguenza di un virus chiamato parvovirus. È altamente contagioso e pericoloso per i piccoli felini e provoca una malattia chiamata panleucopenia o gastroenterite virale felina. La pericolosità del parvovirus è data solo dall’alto grado di contagiosità, ma anche dalla sua incredibile resistenza nell’ambiente esterno. In sostanza il parvovirus non ha bisogno di un organismo ospite per sopravvivere e può farlo per diverso tempo anche da solo.

I gatti molto giovani sono particolarmente esposti a questo virus, inclusi i gattini nella pancia della mamma. Purtroppo se mamma gatta prende il parvovirus può trasmetterlo ai piccoli durante la gravidanza e questi nascono con danni neurologici molto gravi. Nella maggior parte dei casi, però, il micio si infetta tramite contatto diretto con feci, saliva, urina e secrezioni di gatti malati.

Il tempo di incubazione del virus varia da 2 a 10 giorni e, non appena si attiva, inizia ad attaccare le cellule dell’intestino. È per questo che causa diarrea emorragica, quindi con presenza copiosa di sangue. In più il parvovirus attacca anche il midollo osseo e distrugge i globuli bianchi, abbattendo di fatto le difese immunitarie del micio. La panleucopenia è pericolosa e mortale, soprattutto nei gatti giovani, proprio perché li espone non solo a disidratazione ma anche a infezioni batteriche.

Questa malattia non va mai presa sotto gamba e non dimentichiamo che esiste un vaccino per proteggere i gattini. Fa parte delle vaccinazioni obbligatorie, insieme a quelle per l’herpesvirus (rinotracheite virale) e il calicivirus (calicivirosi). Ogni gattino dovrebbe assumere il vaccino a partire dalle 8 settimane di vita, con un primo richiamo dopo 3 settimane e poi i vari richiami annuali.

Ciò consente di renderli di fatto immuni e di proteggerli per tutta la vita dai rischi della malattia.

Sindrome da diarrea emorragica del gatto: diagnosi

gatto copre gli occhi con la zampa

La diagnosi della sindrome da diarrea emorragica del gatto non è intuitiva e occorre uno studio approfondito da parte del veterinario. In questo gioca un ruolo molto importante il padroncino che deve elencare tutti i sintomi del micio. Inoltre deve informare il medico di eventuali cambiamenti nell’alimentazione del gatto o di cambiamenti nella sua routine quotidiana.

Tanto per fare un esempio, se il micio vive in casa ed è scappato fuori potrebbe aver avuto contatti con animali infetti quindi aver preso un virus. Allo stesso modo se ha assaggiato qualcosa che non aveva mai mangiato prima e subito dopo ha iniziato ad avere diarrea, potrebbe trattarsi di una reazione allergica.

Non dimentichiamo che la presenza di sangue nelle feci, così come il vomito o la diarrea in sé sono tutti sintomi riconducibili a svariati disturbi e patologie, per questo la diagnosi non è così immediata. Innanzi tutto il veterinario deve fare un esame fisico e poi procedere con le analisi del sangue: emocromo completo, profilo biochimico e profilo di coagulazione. A queste deve aggiungere l’analisi delle urine, la prova del nove per capire il micio è stato infettato da un agente patogeno.

Opzioni di trattamento

fare la flebo al gatto

Le opzioni di trattamento per la sindrome da diarrea emorragica del gatto naturalmente dipendono dal livello di gravità della malattia. Ma soprattutto dalla causa sottostante, quindi dalla malattia che a sua volta l’ha provocata.

Per prima cosa il veterinario deve prendere delle misure di emergenza già in clinica per stabilizzare le condizioni del micio. La diarrea e il vomito provocano disidratazione perciò è necessario fargli una flebo con una soluzione liquida che contenga elettroliti. Questa operazione è molto importante perché grazie alla reintroduzione dei liquidi gli organi interni tornano a ossigenare.

Dopodiché si può passare alla scelta della terapia farmacologica opportuna. Ad esempio può essere utile dare al micio vitamine e sali minerali se ne è carente, oppure può prescrivere un analgesico per eliminare il dolore addominale. E ancora se il micio ha un’infezione batterica deve necessariamente ricorrere alla somministrazione di antibiotici.