Posso fare il bagno a un gattino appena nato?

Si può fare il bagno a un gattino appena nato? Tutte le risposte utili per supportare mamma gatta in caso di necessità ed estrema urgenza.

È indispensabile fare il bagno a gattino appena nato? Come ci si deve comportare a riguardo, quali azioni mettere in campo e come trattare il cucciolo nato da poco? Quesiti non di poco conto per chi ha da poco accolto la cucciolata della gatta di affezione, supportandola anche durante la fase del travaglio e del parto. E se la gioia del lieto evento ha caratterizzato il momento, ora è tempo di passare alla parte pratica.

Mamma gatta si occuperà personalmente del benessere dei suoi cuccioli appena nati, lavandoli accuratamente così da eliminare la placenta e i residui del parto. Aiutandoli nella prima fase dell’allattamento e proteggendoli con tutto il suo amore. Ma nel caso non fosse in grado di gestirli è bene intervenire, in particolare se mamma gatta è troppo giovane e inesperta.

Se la gattina non ha latte a sufficienza e non riesce a nutrirli correttamente, oppure se i piccoli sono stati tratti in salvo perché ormai orfani. Se sono sporchi e debilitati è importante prendersene cura così da permettergli di crescere e diventare grandi. Partendo dal nutrimento ma anche dall’igiene personale, scopriamo se e come effettuare un bagno a un gattino appena nato.

Gattino appena nato: igiene e pulizia

gattino piccolo

L’igiene personale caratterizza l’esistenza del felino, che sia un randagio anche se trascurato oppure un esemplare domestico. L’autopulizia è una pratica che appende sin dai primi giorni di vita grazie alle cure di mamma gatta che, per prima, si occupa di liberarlo dalla placenta e dai residui del parto. Indirizzando il cucciolo verso la pratica della pulizia personale, così rendendolo autonomo.

Crescendo imparerà a lavarsi da solo con l’aiuto della lingua, eliminando sporcizia e pelo in eccesso. Del resto è molto diffusa l’idea che il gatto non ami l’acqua e detesti il classico bagnetto, una teoria che non sempre ricalca la realtà. Molte razze adorano l’acqua tanto da immergersi nei fiumi di zona per una nuotata rinfrescante, altre preferiscono la rassicurante routine dell’autopulizia.

Per educare il gattino alla presenza dell’acqua basta abituarlo alla pratica sin dalla più tenera età, ovvero dai primi mesi di vita. Supportandolo nell’autopulizia con l’ausilio di qualche sporadico bagnetto casalingo e tante spazzolate di routine. Per quanto riguarda i cuccioli appena nati il lavaggio è prerogativa di mamma gatta, l’intervento del proprietario può rivelarsi fondamentale esclusivamente in casi estremi. Per questo è meglio evitare di effettuare il bagno a un gattino appena nato, non ancora forte e autonomo.

Perché non bisogna lavare un gattino appena nato

gattino tra le mani

Si può effettuare il bagno a gattino appena nato? La risposta quasi sempre è negativa perché il cucciolo è ancora troppo fragile, con un sistema immunitario troppo delicato per sopportare questa tipologia di pratica. Il lavaggio con acqua e prodotti specifici andrà rimandato di qualche mese, almeno intorno ai tre mesi meglio se a sei mesi compiuti. Ovvero quando avrà effettuato le prime vaccinazioni e sarà stato sverminato.

Una condizione fisica di maggiore forza e resistenza, ma anche di protezione contro virus e batteri e contro la possibilità di cadere vittima di malanni e raffreddore. Come anticipato spetta alla madre il compito di lavare e pulire il piccolo appena nato, di liberarlo dalla placenta, dai residui e dal sangue del parto. Aiutandolo anche ad assumere il latte attraverso la prima poppata e di rilasciare i primi bisogni fisiologici.

Al proprietario spetterà il compito di intervenire solo in caso estremo di bisogno, di offrire una cesta calda e pulita e di spazzolare i gattini dopo i primi mesi di età. Assicurando visite e controlli di rito e un percorso antiparassitario su indicazione veterinaria.

Quando bisogna lavare un gattino appena nato

gattino cucciolo

Fare il bagno a un gattino appena nato è una pratica non necessaria ma che può rivelarsi tale in alcuni casi estremi, per questo l’intervento dell’uomo può risultare importante. Tra questi possiamo segnalare:

  • il decesso o l’abbandono di mamma gatta, il piccolo è orfano e non in grado di provvedere alla propria salute e neppure all’igiene personale;
  • mamma gatta è inesperta o troppo giovane e non riesce ad accudire il piccolo adeguatamente, per questo non riesce a liberarlo dalla placenta e dai residui post parto;
  • il piccolo è orfano, completamente sporco e pieno di parassiti e lavarlo potrebbe rivelarsi utile, ma seguendo le indicazioni veterinarie.

Solo in questi casi estremi il bagno è importante e per effettuarlo è necessario agire rapidamente, preparando una bacinella con acqua con una temperatura di circa 38 gradi. Una condizione sicuramente di agio, senza immergere il cucciolo nell’acqua ma sostenendolo con una mano e aggiungendo con l’altra qualche goccia di shampoo specifico per gattini. Si solleva l’acqua con la mano e la si versa delicatamente lavando la parte posteriore e poi il corpo, evitando muso, naso e occhi.

Una detersione rapidissima seguita da un’asciugatura accurata nei mini dettagli, con l’aiuto di un asciugamano morbido evitando così che il piccolo si raffreddi o ammali. Per il suo benessere è meglio evitare improvvisazioni, chiedendo supporto sempre al veterinario di fiducia.

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