Cornish Rex, malattie comuni: tutto quello che bisogna sapere

Sebbene sia un gatto che gode di buona salute, nel Cornish Rex possiamo individuare alcune malattie comuni agli esemplari di questa razza

gatto a pelo cortissimo di colore bianco

Nonostante il Cornish Rex sia un gatto che gode generalmente di buona salute vi sono alcune malattie comuni alle quali è soggetto.

Si tratta di patologie ereditarie che secondo gli studi effettuati (ma ancora in corso) possono colpire i soggetti adulti in forma più o meno grave.

Le malattie e i disturbi comuni negli esemplari di Cornish Rex interessano il cuore, la pelle e in parte anche le articolazioni.

Malattie comuni nei cuccioli di Cornish Rex

Prima di parlare delle malattie comuni che colpiscono gli esemplari adulti dobbiamo aprire una parentesi sulla salute dei cuccioli di Cornish Rex.

cucciolo di cornish rex

Anche se raramente i piccoli, infatti, possono sviluppare delle rare patologie genetiche autoimmuni già dalle prime settimane di vita.

Si tratta di malattie per cui non esiste una cura e purtroppo anche con una diagnosi tempestiva c’è ben poco da fare.

L’unica cosa da fare, con l’aiuto del veterinario, è cercare di individuare il tipo di malattia e correre ai ripari con terapie palliative che possano quantomeno ridurne i sintomi.

In questo modo possiamo assicurare al nostro gattino una vita breve ma il più dignitoso e felice possibile.

Cardiomiopatia ipertrofica

Gli esemplari adulti di Cornish Rex spesso soffrono della cosiddetta cardiomiopatia ipertrofica, una malattia che colpisce il sistema cardio-circolatorio.

La cadiomiopatia ipertrofica provoca un ispessimento delle pareti del muscolo cardiaco con il conseguente stress del cuore, che non riesce a pompare il sangue come dovrebbe.

gatto con gli occhi gialli

Si tratta di una condizione da non sottovalutare che può avere delle conseguenze devastanti per la salute del nostro micio.

Purtroppo i sintomi della cardiomiopatia ipertrofica possono facilmente trarre in inganno, dal momento che sono comuni ad altri disturbi e malattie che non hanno nulla a che vedere con il malfunzionamento del cuore.

Il gatto presenta sintomi quali vomito, inappetenza, affanno e un’insolita tosse e in più ha difficoltà a respirare normalmente e spesso si rannicchia perché non riesce a stare in piedi.

Nei casi di cardiomiopatia ipertrofica la tempestività della diagnosi è tutto perché più passa il tempo maggiore è il rischio che i sintomi possano aggravarsi.

In genere per i Cornish Rex rientra tra le malattie comuni, questi gatti cioè ne sono geneticamente predisposti.

In altri casi, invece, la cardiomiopatia ipertrofica può essere a sua volta il sintomo della presenza di un’altra malattia, come l’ipotiroidismo.

Ernia ombelicale

Avete presente quando il gatto presenta un’insolita pallina sull’addome proprio sotto la pancia? Ebbene si tratta di un’ernia ombelicale, una delle più comuni specialmente nei cuccioli.

L’ernia ombelicale può essere congenita, come nel caso del Cornish Rex, ma anche causata dal taglio del cordone ombelicale al momento della nascita dei gattini.

Quindi di solito si tratta di una sorta di sacca fatta di pelle e grasso che non comporta alcun problema da un punto di vista della salute.

In più si può rimuovere facilmente con un intervento chirurgico che di fatto non è necessario, dato che questa ernia non provoca malfunzionamenti del sistema riproduttivo né altro tipo di problemi.

È una scelta puramente “estetica”, a eccezione di alcuni casi in cui potrebbe causare qualche problema in termini di salute.

L’ernia ombelicale va rimossa ad esempio quando diventa troppo grande e quindi potrebbe causare la fuoriuscita di viscere, non di solo grasso.

In più potrebbe compromettere la salute della gatta in gravidanza e trasformarsi in ernia strozzata o diaframmatica, decisamente più pericolosa.

Lussazione patellare

Tra le malattie più comuni nei Cornish Rex c’è la cosiddetta lussazione patellare, ovvero la lussazione della rotula del ginocchio.

due gatti che dormono insieme

La lussazione patellare consiste in uno scivolamento della rotula dalla sua naturale sede. In sostanza l’osso del ginocchio esce dal suo binario e vaga al di fuori dell’articolazione.

Si tratta di una condizione da non sottovalutare perché nel tempo può provocare non poco fastidio, dolore ma soprattutto può peggiorare e trasformarsi in altro.

Innanzi tutto il gatto non riesce a camminare bene, zoppica e ha difficoltà a svolgere i più normali movimenti come salire uno scalino, correre o piegare la zampa.

In più il continuo sfregamento della rotula contro l’osso femorale o contro la cartilagine nel tempo corrode l’articolazione causando problemi all’intera anca.

Vanno fatti i dovuti controlli dal veterinario, le radiografie per controllare direttamente la situazione e la gravità della lussazione e di conseguenza va decisa la terapia più opportuna.

Spesso con lussazioni non troppo gravi il veterinario può ricorrere a un aggiustamento manuale dell’articolazione, rimettendo l’osso in sede, ma nei casi più gravi è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

Ipotricosi

L’ipotricosi congenita, conosciuta anche come calvizie ereditaria, è una delle malattie comuni alle quali il Cornish Rex è più soggetto.

gatto con la pelle molto delicata

La razza felina eredita un gene recessivo che provoca il diradamento del pelo o proprio l’assenza di esso già nei gattini alle prime settimane di vita.

Di per sé il Cornish Rex ha un mantello molto rado e non è raro che abbia delle chiazze di pelo talmente corto da sembrare calvo.

Tuttavia nel caso dell’ipotricosi è un po’ diverso perché il gattino già da piccolo sviluppa delle aree prive di bulbi piliferi e quindi completamente prive di pelo.

Ciò comporta l’esposizione diretta della pelle di aree come la testa o il busto sia alla luce solare che alle alte temperature.

Per questo il Cornish Rex ha bisogno di un cura particolare della pelle che va sempre protetta dalle intemperie, sia in estate che in inverno.

Non c’è una cura per l’ipotricosi perciò è nostro compito proteggere il gatto coprendolo con maglioncini e indumenti appositi nelle stagioni fredde o riparandolo dal sole evitando l’esposizione diretta nelle stagioni calde.