Dove non accarezzare il gatto per non avere sorprese sgradite

Ci sono alcuni punti dove è meglio non accarezzare il gatto, per evitare che si arrabbi e reagisca con un bel graffio. Ecco quali sono

Non c’è cosa più bella che lasciarsi avvolgere dalle fusa di un bel micione, morbida palla di pelo pronta a farsi accarezzare…e a graffiarci! Ammettiamolo, le sessioni di coccole con i gatti non vanno a finire sempre in modo idilliaco.

Come diciamo ogni volta (e non smetteremo mai di ripetere), per ogni comportamento del gatto c’è sempre una motivazione. Micio non lascia nulla al caso e se reagisce in un determinato modo, anche con graffi e morsi, probabilmente è perché stiamo facendo qualcosa che lo infastidisce al punto da portarlo a difendersi da noi.

Più che dove farlo, dovremmo imparare e memorizzare tutti i punti dove non accarezzare il gatto per evitare spiacevoli (e sanguinolente) sorprese. Perché i gatti sono animali molto sensibili ed è giusto coccolarli, ma solo nella maniera corretta e per loro piacevole.

Pancia

ragazza accarezza il gatto sulla pancia

Dove non accarezzare il gatto? Al primo posto della nostra breve classifica c’è sicuramente la pancia, parte del corpo che al contrario sembra essere molto gradita dai cani. In fondo cani e gatti non sono proprio la stessa cosa, è che spesso tendiamo a dimenticarlo.

Il gatto vive le carezze sulla pancia come un’invasione del proprio spazio vitale, talmente insopportabile e spaventosa che istintivamente reagisce aggredendoci. Non lo fa perché ci vuole male o perché non ci sopporta, questo deve esser chiaro.

Il punto è che quando un gatto si mette a pancia in su, si ritrova in una posizione che lo rende estremamente vulnerabile agli “attacchi” di potenziali nemici. Pertanto se qualcuno o qualcosa gli si avvicina mentre si trova così esposto, istintivamente reagisce come per difendersi da un attacco imminente, da un pericolo.

Neanche a dirlo, non tutti i gatti sono uguali e possono capitare casi di micioni abituati alle coccole sulla pancia sin da gattini e che quindi non disdegnano affatto carezze e grattini. Ma anche in questo caso potrete notare una cosa che tutti i gatti hanno in comune: dopo qualche secondo iniziano ad agitarsi e si rimettono sulle due zampe, per scappare via!

Coda

bambina e gattino

Ok, escludiamo la pancia per coccolare il nostro micio. E allora la coda? Qui dobbiamo aprire un capitolo a parte perché parliamo di una parte del corpo piuttosto delicata per qualsiasi felino domestico.

La coda non ha la stessa funzionalità di un arto, come le zampe, ma è altrettanto sensibile e in più contiene numerose terminazioni nervose. Il gatto la muove in modi sempre diversi e, anzi, proprio osservandone il movimento, la direzione e la velocità possiamo capire se è tranquillo e felice oppure nervoso e pronto ad attaccare.

In linea generale la coda è una parte del corpo dove è meglio non accarezzare il gatto, specialmente se parliamo proprio di prenderla tra le mani, bloccarla o ancora peggio strattonarla. Come in tutte le cose, dobbiamo sempre trovare il modo giusto, quello con cui Micio non si infastidisce.

Le coccole devono essere un momento di intimità tra bipede e quadrupede, un modo per interagire e scambiarsi effusioni, quindi per suggellare il nostro rapporto. Non possono mica essere una tortura! Allora sarebbe più indicato applicare una leggerissima pressione sulla schiena, alla base della coda, evitandola nella sua lunghezza.

Zampe

signore tiene un gatto in braccio

Le zampe sono un altro punto dove sarebbe meglio evitare di accarezzare il nostro gatto e le ragioni per non prenderle in considerazione sono molto simili a quelle che valgono per la coda e per la pancia.

Pensateci per un momento. Quando ad esempio proviamo a tenere Micio fermo per la “manicure” e gli afferriamo le zampine, non è proprio felicissimo di questa operazione. I gatti non amano le costrizioni fisiche e detestano quando qualcuno cerca di tenerli bloccati.

Dal punto di vista di Micio gli stiamo impedendo di fuggire, istinto essenziale per qualsiasi piccolo felino domestico. Il gatto deve sempre avere una via di fuga e se così non è reagisce male, diventando molto ansioso, agitandosi e infine arrivando perfino ad attaccare. Quindi no, meglio evitare le zampe preferendo altre parti del corpo decisamente più piacevoli per la nostra sessione di coccole.

Ma quindi dove accarezzare il gatto?

accarezzare gatto sulla testa

Escluse queste parti del corpo dove è meglio non accarezzare il nostro gatto, abbiamo comunque un’ampia scelta per coccolarlo e trasmettergli tutto il nostro amore. Innanzitutto la testa, concentrandoci soprattutto nella zona alla base delle orecchie. Questo punto piace particolarmente a Micio e vedrete subito la differenza: quando lo toccate lì anche solo con la punta delle dita inizia a contorcersi e fare le fusa a più non posso!

Non solo dietro le orecchie, anche il mento è un punto ideale per accarezzare e coccolare Micio. Naturalmente è implicito che per farlo è necessario che il gatto abbia confidenza con noi, di sicuro non consentirà un gesto tanto intimo e ravvicinato a un estraneo. Come abbiamo detto prima, basta la punta delle dita applicando una leggera pressione. Non dimenticate che i gatti sono molto sensibili al tatto e non gradiscono i movimenti troppo “violenti” o bruschi.

Un altro punto ideale per coccole e carezze è il petto, quindi sotto il collo nella parte anteriore del corpicino. Per il gatto è come un prolungamento del mento quindi la sensazione che prova è praticamente la stessa. Anche in questo caso ricordate sempre di evitare movimenti bruschi e limitatevi a toccarlo dolcemente (e preferibilmente seguendo il verso del pelo).

E se il micio non vuole le coccole?

ragazza tiene in braccio un gatto nero

Probabilmente se il gatto non vuole essere coccolato o accarezzato stiamo sbagliando qualcosa. Le possibilità sono diverse, in primo luogo probabilmente lo tocchiamo dove non andrebbe mai accarezzato quindi su parti del corpo come la coda, le zampe o la pancia.

Esclusi questi punti, concentriamoci attentamente sul modo in cui ci approcciamo a Micio. Quando un gatto non vuole le coccole e non ci lascia avvicinare non è perché ci odia o gli facciamo antipatia, dipende sempre dal modo in cui ci avviciniamo. Il linguaggio del corpo è qualcosa a cui i gatti prestano moltissima attenzione e basta un niente per passare da “adorabili padroncini” a “nemici da evitare”.

Perciò non dimentichiamo la cosa più importante: il gatto ha la sua natura e i suoi istinti, che non ha perso e non perderà mai neanche dopo l’addomesticamento. Facciamo in modo che si senta capito, non forziamolo mai in qualcosa che non ama o lo infastidisce e preoccupiamoci sempre di costruire con lui un rapporto basato sulla fiducia reciproca. A quel punto vedrete che le coccole di certo non mancheranno!

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