Gatto sdraiato sulla schiena: che cosa vuole dirci con questa posizione?

Perché il gatto sta sdraiato sulla schiena e mostra la pancia, anche se odia che la si tocchi? Come sempre c'è una spiegazione per tutto

Non vuole che gli si tocchi la pancia ma spesso vediamo il gatto sdraiato sulla schiena, proprio come farebbe un cane.

Sembra un bel controsenso visto che la maggior parte dei felini domestici odia essere accarezzata in un punto così delicato.

I cani, come sappiamo, si mettono a pancia in su per ricevere grattini e carezze dal padrone.

gatto tigrato sul pavimento

Ma il gatto allora perché lo fa? E perché ogni volta che tentiamo di avvicinarci ci graffia, morde oppure scappa via?

Il linguaggio del corpo felino è molto diverso rispetto a quello dei cani perciò dobbiamo imparare a interpretarne i segni.

E spesso non è tanto semplice farlo, i gatti sono un mondo a sé e sembrano come creature di un altro mondo.

Gatti e linguaggio del corpo

Come anticipato, il mondo dei piccoli felini domestici è un universo che va studiato e conosciuto a fondo.

I gatti spesso hanno comportamenti e atteggiamenti per noi incomprensibili ma che, in realtà, appartengono al loro personale vocabolario di gesti ognuno dei quali volto a esprimere un determinato stato d’animo.

Noi esseri umani comunichiamo anche con l’ausilio del linguaggio verbale che rafforza gesti e atteggiamenti del corpo e, anzi, che spesso ne rivela le contraddizioni.

Il micio, al contrario, comunica quasi esclusivamente servendosi del linguaggio del corpo, a eccezione di alcune razze più “chiacchierone” come il Siamese, che emette dei veri e propri vocalizzi quando vuole attirare l’attenzione.

Perché il gatto sta sdraiato sulla schiena

Il gatto sdraiato sulla schiena e che mette in bella mostra la pancia è qualcosa che solo un affezionato padroncino può ammirare.

gatto bianco nero e arancione

È una posa che esprime fiducia e totale abbandono nei confronti della persona, della quale sicuramente vuole attirare l’attenzione.

Non vedremo mai un gatto che mostra la pancia in presenza di un estraneo, è un gesto riservato ai suoi esseri umani preferiti.

Il gatto sdraiato sulla schiena vuole comunicarci che si sente a proprio agio e che l’ambiente domestico e le persone con cui vive gli trasmettono fiducia e tranquillità.

Quindi di certo è l’atteggiamento proprio di un gatto che sta bene ed è felice, che in quel determinato momento è rilassato e sta provando una piacevole sensazione di benessere.

gatto che dorme a pancia in su

E qui torniamo al solito, vecchio binomio cane-gatto, che molti continuano a sbandierare come simbolo dell’eterna lotta tra questi due animali.

Non possiamo negare che cani e gatti appartengano a due mondi diversi ma dobbiamo ammettere che hanno spesso comportamenti simili, tanto che esistono proprio razze di gatti che si comportano da cani.

Quello di mostrare la pancia è un comportamento comune, soltanto che nei due casi assume due diversi significati.

Il gatto non sta sdraiato sulla schiena perché vuole le carezze sulla pancia (che detesta), bensì perché vuole attirare l’attenzione della persona che si ritrova davanti.

È un modo dolcissimo per dire «sono qui e sono tanto felice!». Quale migliore dimostrazione di affetto e di amore (oltre naturalmente alle fusa)?

I gatti detestano le carezze sulla pancia: ecco perché

I gatti spesso stanno sdraiati sulla schiena e mostrano la pancia in segno di fiducia nei confronti delle persone con cui convivono.

gatto nero che morde il dito

E chiunque abbia un gatto sa perfettamente che è assolutamente errato il falso mito secondo cui l’animale non ama le coccole o sta sempre per i fatti propri.

Il gatto è un animale domestico capace di legarsi profondamente al padrone e a ogni singolo membro della famiglia.

Naturalmente ogni razza o, meglio, ogni singolo esemplare è condizionato in parte dalle caratteristiche tipiche ma soprattutto dalle esperienze di vita.

Un cucciolo che ha subito maltrattamenti e ha vissuto dei primi mesi di inferno avrà di certo più difficoltà a rapportarsi con le persone.

Mentre un altro che sin da gattino è abituato a vivere in casa e al contatto con la gente, sarà più propenso al contatto e soprattutto alle coccole.

Dobbiamo sempre guardare il singolo caso e imparare a conoscere il nostro micio per capire quali sono le sue esigenze e, dunque, renderlo felice.

gatto che morde la mano

Nel caso dei gatti sdraiati sulla schiena ma che non vogliono assolutamente che gli si tocchi la pancia possiamo trovare alcune motivazioni fondate.

Quando il gatto sta a pancia in su è in una posizione vulnerabile, in cui cioè abbassa le difese e si rilassa da ogni tensione.

Toccargli una parte del corpo delicata come la pancia lo fa sentire in difficoltà, troppo esposto e perciò il gatto si stressa e si innervosisce.

Dal momento che resta comunque un animale che sa badare a se stesso e che tiene moltissimo alla propria incolumità, nel momento in cui si sente minacciato reagisce difendendosi.

E a quel punto partono morsi e graffi, quelli che tanto ci fanno storcere il naso perché siamo convinti di fargli cosa gradita con le carezze sul ventre.

In realtà è un comportamento naturale e non ci deve sorprendere che il micio, che in quel momento si sente in difficoltà, abbia delle reazioni tanto violente.

Gatto sdraiato sulla schiena: come dobbiamo comportarci

A questo punto è chiaro che quando abbiamo a che fare con un gatto non dobbiamo cadere nell’errore di darlo per scontato.

accarezzare il gatto sulla testa

Il mondo dei gatti è fatto di un linguaggio del corpo e di gesti che a volte fatichiamo a comprendere.

Perciò dobbiamo fare uno sforzo in tal senso e cercare di conoscere a fondo il nostro micio, osservandolo e decifrando i suoi (spesso strani) comportamenti.

Non andate nel panico se la prima volta per istinto gli accarezziamo la pancia e lui reagisce così male. L’inesperienza può facilmente farci sbagliare!

Dopo aver osservato questa reazione, però, dobbiamo fissare nella mente che non dobbiamo ripetere questa azione per evitare che il gatto si arrabbi.

Se vogliamo coccolare il nostro micio (ed è ovvio che tutti noi vogliamo farlo!) dobbiamo conoscere i punti giusti.

fare le coccole al gatto

Quelli, insomma, che tra una carezza e un grattino lo fanno andare in visibilio e scatenano una dolcissima ondata di fusa.

Innanzi tutto è importante avvicinarsi al gatto con delicatezza e mai con scatti o movimenti bruschi che possano metterlo in guardia e fargli tirare indietro le orecchie.

Ricordiamo che abbiamo a che fare con un animale molto sensibile e allo stesso estremamente reattivo che non perde neanche un minuto per reagire se è spaventato.

Anziché toccare una parte delicata come la pancia, cerchiamo di puntare a zone più gradite come il mento, la testa o la schiena.

Sono parti del corpo in cui il genere il gatto adora farsi toccare, sensibili di certo ma più rassicuranti rispetto al ventre.

Conclusioni

I gatti stanno sdraiati sulla schiena e mostrano la pancia soltanto quando si trovano in una condizione di totale relax e benessere.

Lo fanno essenzialmente con le persone che appartengono alla famiglia, quelle con cui convivono e di cui soprattutto si fidano ciecamente.

È un comportamento che riscontriamo anche nei cani, tuttavia per i due animali assume due significati differenti.

Se per i cani è un modo di richiedere carezze sulla pancia, per i gatti è tutto il contrario: odiano essere toccati in una parte così delicata del corpo che li fa sentire vulnerabili.

Quel che dobbiamo fare è studiare e osservare il singolo caso, cercando di capire cosa piace o non piace al nostro gatto del cuore.

Scegliamo parti del corpo meno “esposte” come la testa, il mento o il dorso e avviciniamoci sempre con movimenti lenti e delicati per non mettere all’erta il nostro micio.

Per essere dei bravi padroncini dobbiamo innanzi tutto essere degli ottimi osservatori. Soltanto in questo modo potremmo capire cosa rende felice il nostro gatto e come non farlo sentire a disagio.

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