Gattino piccolo che starnutisce: che cosa può significare e come aiutarlo

Gattino piccolo che starnutisce, ecco che cosa può significare e cosa fare per contrastare la problematica e i sintomi collaterali

gattino piccolo che starnutisce

Vivete con un gattino piccolo che starnutisce, ma non sapete perché reagisca in questo modo e cosa provochi questa particolare condizione?

Le motivazioni possono essere tante, dall’allergia a un fiore o a un’essenza passando per un odore fastidioso, fino a un virus o un batterio. Una reazione naturale ma che bisogna monitorare con attenzione, vediamo come.

Gattino piccolo che starnutisce, i sintomi più evidenti

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Starnutire è una risposta fisiologica ben nota che può coinvolgere anche il gattino di casa, magari infastidito da qualche profumazione particolare e per questo irritante.

Piccoli starnuti a breve distanza di tempo l’uno d’altro, la conseguenza di un’irritazione delle cavità nasali dell’adorabile palla di pelo di casa.

Nulla di cui preoccuparsi se la reazione è casuale e occasionale, ma se si presenta con costanza e in modo continuativo cosa bisogna fare?

Per prima cosa è bene monitoralo per valutare la situazione nella sua totalità, ma se la condizione risulta insistente e non vuole diminuire è importante agire di conseguenza.

Consultando il veterinario di fiducia che potrà chiedere di poter visitare l’amico in studio, monitorando i sintomi relazionandosi con il proprietario.

Sarà proprio compito di quest’ultimo quello di elencare tutti i sintomi intercorsi tra i vari starnuti, osservando il povero piccolo in modo da scartare le patologie più gravi.

Tra i sintomi più evidenti e collegabili agli starnuti possiamo intercettare un arrossamento oculare spesso con gonfiore annesso, seguito da scolo e secrezioni dense.

Ma anche scolo e secrezioni dalle cavità nasali spesso di colore giallastre oppure verdognole, seguito da difficoltà respiratorie di intensità variabile.

Il gattino potrebbe anche apparire apatico o dimagrire perdendo peso in modo costante, oltre a risultare febbricitante con tosse.

Un aspetto sicuramente non positivo, in particolare se gli starnuti non si presentano occasionalmente ma in modo continuativo e a distanza ravvicinata.

Un quadro medico da valutare con l’esperto

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Come anticipato in presenza di un gattino piccolo che starnutisce è fondamentale osservare i sintomi che potrebbero delineare un quadro clinico preciso.

Gli stessi sintomi potrebbero anche non presentarsi contemporaneamente agli starnuti, ma palesarsi singolarmente.

Non è bene sottovalutarli ma comunicarli subito al medico.

In alcuni casi lo stato di salute potrebbe risultare particolarmente compromesso e grave tanto da presentare anche rumori respiratori, con bava dalla bocca e disidratazione.

Se possibile è bene contattare il veterinario elencando tutti i sintomi o condurre il felino di affezione presso lo studio veterinario di fiducia.

Così che possa valutare lo stato di salute del peloso di affezione intercettando la causa degli starnuti e della debilitazione fisica generale.

Esattamente come accade per l’uomo anche il gattino può cadere vittima di starnuti più o meno frequenti che potrebbero palesarsi in compagnia di molti sintomi.

Il piccolo deve poter contare su un supporto medico valido, una routine fatta di controlli e vaccinazioni ma anche di visite utili a verificare la sua condizione fisica.

Intervenendo quando serve con rimedi e soluzioni mediche, dalla più semplice alla risposta farmacologica più complessa ma adatta per Fufi.

Quali sono le cause principali

gattino piccolo che starnutisce

Prima di avventurarci verso soluzioni e rimedi è importante intercettare le cause che possono innescare questa situazione e questa risposta fisica.

Per curare un gattino piccolo che starnutisce è fondamentale individuare le motivazioni che hanno prodotto la situazione fastidiosa.

Tra le cause principali possiamo imbatterci nella presenza di un odore forte e fastidioso per le narici, magari un profumo, un prodotto per la pulizia o un disinfettante.

Ma anche una sostanza chimica, l’odore classico della sigaretta e del tabacco, dei solventi. Lo starnuto potrebbe anche essere causato da un’allergia a qualche agente patogeno.

Esattamente come accade per l’uomo anche il gattino può subire l’effetto dato dalla presenza di un elemento in grado di sollecitare e infastidire le vie respiratorie.

Tra questi il polline seguito dalla polvere e dagli stessi acari, ma anche gli alimenti che possono favorire sia intolleranze fisiche che vere e proprie allergie.

Senza dimenticare un altro problema ricorrente ovvero il classico corpo estraneo che si è incastrato all’interno delle cavità nasali procurando solletico.

Tra questi peli, pelucchi e nuovamente polvere da rimuovere con delicatezza, se possibile. Ma quando la situazione si fa seria lo starnuto potrebbe apparire in compagnia di altri sintomi.

Come già descritto in precedenza un quadro generale utile a evidenziare una problematica molto più seria e impegnativa causata da virus, batteri e patologie.

Virus, batteri, infezioni: le cause più problematiche

gattino piccolo che starnutisce

I virus potrebbero essere una delle motivazioni per un gattino piccolo che starnutisce, con sintomi più invalidanti e fastidiosi.

Tra questi possiamo elencare le infezioni virali come l’herpes felino e i calicivirus solitamente all’attacco del tratto respiratorio e in grado di debilitare profondamente il cucciolo.

Causando la rinotracheite felina che si presenta con sintomi acuti con un decorso lento.

Questo permette al gattino di diventare veicolo di trasmissione del virus stesso, fino a cronicizzarsi trasformando il micio in portatore della malattia che può anche riacutizzarsi nuovamente.

In questo caso i sintomi non sono solo starnuti ma anche tosse, febbre e malessere generalizzato che può condurre anche alla polmonite.

Tra le altre infezioni possiamo individuare anche quelle batteriche causate dalla clamidia e dalla bordetella.

Anche in questo caso il tratto interessato è quello respiratorio mentre la carica virale è molto alta con possibilità elevata di contagio, anche semplicemente condividendo la stessa ciotola.

Ma anche la FIV può indurre il gattino a starnutire, meglio nota come immunodeficienza felina o AIDS dei gatti è una malattia molto presente tra gli esemplari che vivono all’aperto.

Ad esempio i gatti randagi, soggetti maggiormente colpiti. La malattia colpisce il fisico nelle sue difese più importanti ovvero quelle immunitarie fino a debilitarlo.

Esponendolo anche ad altre problematiche quali la febbre con forte perdita di peso e di appetito, diarrea, infezioni e gengivite.

Soluzioni e rimedi per un gattino piccolo che starnutisce

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Se il gattino è vittima di starnuti a ripetizione è necessario attivarsi subito conducendolo dal veterinario che così potrà visitarlo accuratamente.

Come abbiamo visto la tempestività importante, specialmente se sono presenti altri sintomi oltre agli starnuti.

Il medico trarrà le sue conclusioni così da effettuare una diagnosi individuando la causa scatenante e suggerendo il rimedio più adatto alla singola situazione.

In presenza di un’infezione batterica potrà suggerire la somministrazione di antibiotici utili a debellare la condizione di disagio prevenendo un esito peggiore quale la polmonite.

Se il micino è caduto vittima della FIV dovrà assumere rimedi specifici per gestire la malattia migliorando lo stato di salute e permettendogli di vivere una vita normale nonostante il virus.

Quando lo starnuto a ripetizione è dato dall’allergia sarà compito del medico stabilirne la causa scatenante diversificando così la cura.

Ad esempio somministrando un antistaminico o un prodotto per liberare le vie respiratorie, oppure eliminando un cibo specifico e causa del malessere.

Ma Fufi potrebbe anche starnutire perché vittima di un colpo di freddo e di un’uscita avventata durante una giornata di pioggia.

Anche in questo caso il medico somministrerà il rimedio più adatto, in particolare se è anche presente un aumento della temperatura corporea causata della febbre.

La prevenzione come rimedio naturale

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Per agevolare una crescita sana del cucciolo di gatto è importante seguirlo passo dopo passo nel suo cammino quotidiano.

Avendo cura di prevenire situazioni che potrebbero agire negativamente sulla sua salute.

In particolare quella delle vie respiratorie così delicate durante il primo anno di vita.

Il cucciolo dovrebbe poter contare sulla presenza di un riparo casalingo e di una cuccia calda.

Meglio se riparata e lontana dalle correnti d’aria, limitando le eventuali uscite in giardino o sul terrazzo.

Da effettuare sempre nelle ore più calde e sempre sotto l’occhio vigile del proprietario.

Le scorribande notturne con i gatti del quartiere potrebbero favorire scontri, liti con morsi e graffi che potrebbero infiammarsi infettando l’amico del cuore.

Nonostante la curiosità mostrata verso oggetti e situazioni al di fuori della porta di casa un gatto potrebbe imbattersi in situazioni spiacevoli che potrebbero farlo ammalare.

Anche all’interno di casa è meglio riporre in un armadietto tutta una serie di prodotti che per lui potrebbero trasformarsi in sostanze velenose e tossiche.

Agevolando anche reazioni allergiche di tipo respiratorio, senza sottovalutare l’impatto fastidioso di prodotti decorativi come candele, oppure spray per capelli o per l’ambiente.

Esistono molte patologie e malattie, anche gravi, che possono annoverare gli starnuti tra i loro sintomi per questo non vanno sottovalutate.

Senza dimenticare che un gattino proveniente da un rifugio e da un gattile, oppure salvato da una colonia felina, risulterà maggiormente più delicato e fragile.

La convivenza potrebbe aver favorito anche un contagio silente, per questo motivo è importante stabilire una routine medica fatta di visite e controlli periodici.

Da mettere in pratica sin dalla più tenera età così da prevenire patologie e malattie gravi, semplicemente grazie al supporto delle vaccinazioni periodiche.

Vero scudo contro le malattie e le infezioni, una barriera molto importante per una crescita del cucciolo che sia sana ma anche per la salute dell’ambiente domestico stesso.

In particolare se il cucciolo dovrà condividere la dimora con altri teneri animali di affezione, quali cani e gatti e che potrebbero infettarsi.