Gatto e dolore, come interpretare smorfie e posizioni

Il gatto per sua natura tende a nascondere il dolore, perciò può essere difficile decifrarne i sintomi: ecco come possiamo fare

gatto che si nasconde

Capire se il gatto prova dolore non è così semplice come si possa credere. I nostri amati felini tendono a nascondere la sofferenza, o meglio hanno un’alta soglia del dolore che gli permette di conviverci senza darne spesso neanche il minimo segno.

Sono ammirevoli, non c’è che dire, ma d’altro canto questo comportamento rappresenta un rischio.

Se il micio sta male e non ce ne accorgiamo potrebbe passare troppo tempo dall’insorgere di una malattia, un’infezione o anche di una lesione e ferita superficiale e a quel punto potrebbe esser tardi per agire con le cure giuste.

Ecco perché è importante riuscire a captare e interpretare i segni che ci dicono che il nostro amato gatto prova dolore.

Spesso facciamo fatica a capire il linguaggio dei nostri piccoli felini ma dobbiamo fare questo sforzo, per il loro bene: talvolta potrebbe fare la differenza e salvargli la vita.

Cos’è il dolore e quanti tipi ne esistono

gatto con l'espressione buffa

Probabilmente questo titolo potrà sembrarvi un po’ spiazzante ma la verità è che prima di interpretare i segni di dolore in un gatto dobbiamo imparare a capire di fatto cosa è e quanti tipi diversi ne esistono.

Il dolore non è tutto uguale e anche questo determina differenti sintomi a seconda della sua intensità e degli effetti che ha sul micio.

Innanzi tutto cos’è il dolore? In medicina il dolore viene definito con il termine algesia, ovvero l’insieme di sensazioni e percezioni provocate da uno stimolo interno o esterno.

Quando il micio si fa male a una zampina, ad esempio, da lì parte un impulso o stimolo che viaggia attraverso la fitta rete di nervi del sistema nervoso periferico mediante i cosiddetti recettori del dolore per giungere, infine, al cervello.

È proprio in quel momento, quando l’impulso arriva al sistema nervoso centrale, che il micio percepisce il dolore e reagisce di conseguenza.

Il dolore può avere due diverse facce, sebbene la sua percezione funzioni sempre nel medesimo modo.

Ecco perché possiamo distinguere il dolore acuto da quello cronico. Nel primo caso parliamo di un dolore che si manifesta rapidamente e altrettanto rapidamente scompare. In sostanza è la semplice reazione a uno stimolo come una puntura di insetto o il morso di un altro gatto.

Il dolore cronico, invece, non passa così rapidamente e persiste per lunghissimi periodi di tempo. Spesso può manifestarsi più volte in un lungo arto temporale. In questo caso non è facile trovare una terapia adeguata perché non è un dolore che dipende da uno stimolo come una lesione o una ferita, ma da una condizione permanente di cattiva salute come le malattie che colpiscono le articolazioni e le ossa.

Gatto e dolore: come decifrarne i sintomi

gatto che soffia

Nel caso di dolore acuto i sintomi nel gatto possono essere diversi a seconda del trauma o della ferita che lo provoca.

Di solito il micio inizia a lamentarsi e a miagolare, proprio come facciamo noi quando ci graffiamo o sbattiamo da qualche parte.

Anche fisicamente il gatto ne risente tanto che può iniziare a zoppicare oppure tiene la coda dritta, o ancora spalanca gli occhi e tira indietro le orecchie.

Ma quando il dolore nel gatto è cronico il discorso cambia profondamente perché i gatti, come anticipato, tendono a nascondere la loro condizione di sofferenza per non mostrarsi deboli o vulnerabili.

In questo caso dobbiamo fare affidamento al nostro spirito di osservazione e captare anche il più piccolo cambiamento nel comportamento del micio.

Un primo chiaro segnale di dolore è l’aggressività. Quando un gatto sta male diventa più ostile anche nei confronti del suo stesso padroncino, graffia e morde non appena cerchiamo di avvicinarci soprattutto se lo tocchiamo nel punto che gli duole.

Inoltre inizia a respirare male, in modo affannoso e molto più veloce rispetto al solito e anche il suo battito accelera vertiginosamente, proprio come quando prova un forte spavento.

Forse non ci avete mai pensato ma quando un gatto fa le fusa non vuol dire sempre che sia felice, in alcuni casi anche questo è sintomo di dolore. Naturalmente dobbiamo badare al contesto: se fa le fusa in un momento di coccole non c’è nulla da temere ma se le fa e al contempo ha un atteggiamento ostile evidentemente sta male.

Altri sintomi di dolore nel gatto

Per quanto il gatto possa cercare di nascondere il dolore, basta spesso anche solo guardarlo negli occhi per capire che qualcosa non va.

Quando ad esempio ha le pupille dilatate potrebbe significare che sta male, così come in alcuni casi anche lo strabismo indica la presenza di un dolore cronico o di un problema oculare.

Altri sintomi di dolore nel gatto possono essere l’inappetenza o l’assenza di sete, così come la mancanza di forze ed energia che lo portano a trascorrere tutto il suo tempo fermo in un angolo senza mai giocare.

Di solito quando il micio sta male cerca dei nascondigli in cui rifugiarsi in modo da sentirsi più protetto e al riparo da eventuali pericoli.

Dal tipo di dolore dipende anche la capacità del gatto di fare i bisognini. Spesso quando ha mal di schiena o dolori alle ossa, ad esempio, non riesce a mettersi in posizione all’interno della lettiera.

Ecco allora che può capitare che non riesca neanche ad entrarci dentro e inizia a fare cacca e pipì sul pavimento.

Come gestire e trattare il dolore nel gatto

gatto dal veterinario

Nel caso di dolore acuto è molto più semplice agire. Basta osservare il micio per capire che sta reagendo a uno stimolo negativo che gli procura sofferenza.

Ma il dolore cronico è qualcosa che può gravemente danneggiarlo e rendergli la vita impossibile, anche solo per svolgere le sue normali e quotidiane attività.

In più se non trattiamo il dolore del micio nel giusto modo e in tempo le sue condizioni potrebbero aggravarsi nel tempo e a quel punto sarà praticamente impossibile risolvere questo problema.

Il trattamento per il dolore prevede la somministrazione di antidolorifici e antinfiammatori, naturalmente solo ed esclusivamente sotto la prescrizione del veterinario.

Non dimentichiamo che parliamo di farmaci e l’assunzione errata di qualsiasi medicina potrebbe provocare al gatto dei seri problemi di salute.

Anzi nei gatti anche i semplici antinfiammatori provocano molti più effetti collaterali rispetto a noi umani o anche ad altri animali.

Quindi mai affidarsi al fai da te, rivolgiamoci al nostro veterinario di fiducia per assicurare al nostro amato micio il trattamento adeguato per il suo dolore.