Molfetta, è strage di gatti: c’è una taglia di 4000 Euro per trovare il colpevole

    Gatti randagi

    Arriva da Molfetta, in provincia di Bari, l’ennesimo appello per denunciare una presunta strage di gatti.

    Stando a quanto riportano i giornali locali, nei primi 15 giorni del mese di Ottobre, sono ben 20 i gatti randagi ritrovati senza vita.

    colonia felina mangia

    Secondo molti, si tratta di una chiara prova che qualcuno sta cercando di avvelenare i gatti che vivono nelle colonie feline di Molfetta.

    Una probabilità che, tra l’altro, non dovrebbe neanche essere così improbabile. Negli ultimi tempi, infatti, sono state tantissime le notizie del genere che anche noi vi abbiamo riportato.

    Gatti randagi che osservano

    Un po’ come quello che è successo alcuni mesi fa a Grosseto, dove sono spariti 30 gatti, con il rischio di avvelenamento decisamente alto.

    A Molfetta, però, c’è chi ancora preferisce non diffondere il panico. Mentre molte persone parlano di un serial killer dei gatti, c’è chi ricorda che i sintomi dell’avvelenamento sono molto simili a quelli della virosi.

    Due gatti randagi

    Molti dei gatti ritrovati senza vita erano dei cuccioli e dunque il rischio virosi non è da escludere.

    Avvelenamento o virosi? Per il momento, la domanda resta senza risposta. Gli esperti sono comunque già all’opera per scoprire la verità.

    Mentre i veterinari analizzano i corpi senza vita dei gatti, Molfetta si divide. C’è chi lancia l’appello per trovare il colpevole e chi invece invita alla calma.

    Due gatti randagi

    E, nel frattempo, c’è anche chi è abbastanza sicuro di conoscere la verità. L’associazione milanese Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, ha infatti dichiarato di voler offrire 4mila euro a chiunque abbia informazioni sul colpevole.

    Come sappiamo bene, infatti, nei casi di avvelenamento, le testimonianze di chi ha visto qualcosa possono essere davvero l’unica prova per inchiodare qualcuno.

    Ma, molte volte, nessuno ha visto niente. E così l’Aidaa ha messo una vera e propria taglia sul colpevole, con la speranza che qualcuno possa farsi avanti. Non ci resta che attendere.